I CD del mese

Novità discografiche

di Cristiano Poli Cappelli

Si resta in un ambito perfettamente tonale, anzi, come dicevo, sembra non esserci soluzione di continuità con il lato barocco della registrazione.


L’autore scelto per la sezione moderna è uno solo, Anthony Sidney, con i suoi due Preludi ed il brano Blue.

Sidney è autore dalle caratteristiche poliedriche e notevole conoscitore della chitarra classica.


I tre brani sono opere dotate di grande qualità liriche. Sono equilibrati, scritti in modo molto efficace e con un gusto quasi cinematografico. Cucchi si trova magnificamente a suo agio in questo microclima musicale moderno: ci ha abituato ad interpretazioni di ogni genere e si è cimentato con ogni genere di musica. Dimostra, qui di saper trovare anche una sua dimensione interiore e di assecondare questo sapore quasi minimalista che ritroviamo sia nei preludi che in Blue che è un brano con maggiori caratteristiche improvvisative, quasi jazzistiche.

     

L’ultima parte del CD è dedicata alla Spagna con due brani di Issac Albèniz, Capricho Catalàn e Granada, e Torija tratto dai Castillos de Espana di Moreno Torroba.

Cucchi dona sia al Capricho Catalan che a Granada un incedere compreso tra il misterioso e il non eccessivamente sostenuto, il che dona loro una notevole vitalità, energia e vigore. La scelta di non prendere tempi troppo sostenuti è decisamente da apprezzare perché rende le interpretazioni estremamente centrate e ci trasmettono un senso di notevole convinzione delle scelte artistiche.


La musica di Albeniz diventa, così, un modo per mettere in evidenza le grandi capacità liriche di Cucchi  che in questa musica dà il meglio di sé.

Stesse considerazioni possono essere fatte per l’ultimo brano, Torija, che unisce quel mood introspettivo che avevamo trovato nei Preludi Sidney e la cantabilità ed il lirismo di Albeniz.

     

L’ennesimo splendido CD di un chitarrista che conoscevamo bene ma che continua a regalarci splendide interpretazioni, sempre al di fuori dalla banalità di alcune facili schemi e scelte di repertorio, sempre dotate di una profondità che gli permette di cimentarsi con qualsiasi repertorio.


Cristiano Poli Cappelli


Il CD è pervaso da una sorta di calma “rapida” che pervade l’intera incisione. Gli stessi spazi tra una traccia e l’altra sono ridotti al minimo, sembra quasi che non ci sia soluzione di continuità tra un brano ed un altro, tra un genere e l’altro.


Cucchi esegue innanzi tutto due trascrizioni di Handel: la Passacaglia dalla Suite n.7 e la Sarabanda dalla Suite n. 4, celebre per la sua versione orchestrale usata da Kubrick.


Il “trittico” barocco si conclude con Le Labyrinthe d’Amour, di Federico Maria Sardelli.


La Passacaglia procede con una decisione ritmica, convinzione e con la personalità dei grandi interpreti.

Troviamo la stessa decisione ritmica nella sarabanda, dotata di misura, di precisione affermativa e di un certo vigore esecutivo.


Le Labyrinthe d’Amour è, anch’essa, una trascrizione. Stavolta il trascrittore è lo stesso autore che aveva scritto il brano per clavicembalo.

È un’opera di notevole interesse e piacevolissima che conclude la sezione barocca e crea un collegamento con la zona moderna.

FLAVIO CUCCHI LIKES

Flavio Cucchi, guitar




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Flavio Cucchi non ha bisogno di presentazioni. Già in passato ho avuto modo di apprezzarne la sua bravura.


Il movente di questo Cd? Forse il piacere, il like, un apprezzamento immediato ed intuitivo, un bisogno di trovare una dimensione di immediatezza... qualunque esso sia, la scelta dei brani incisi in questo cd è semplicemente perfetta.


Tre “zone” musicali, tre brani per ognuna di queste sezioni.


Anche se il Cd è diviso in tre parti, nell’ascoltarlo non ho potuto percepire una netta separazione tra questi tre blocchi i cui contenuti sembrano essere uniti da una sorta di “mood”, di filo conduttore di natura emotiva più che musicale.


Come al solito lavoro di fantasia ed immagino una scelta fatta in base ad una necessità personale del momento: una scelta di repertorio fatta come si sceglie un libro o un film..