I CD del mese

Novità discografiche

di Cristiano Poli Cappelli

Tōru Takemitsu vive la sua infanzia in un periodo della storia nipponica, e non solo nipponica, estremamente difficile.


Il giovane Takemitsu viva la sua giovinezza in un Giappone in piena Seconda guerra mondiale.


Tōru appartiene a quella generazione di giovani che hanno vissuto la tragica esperienza del conflitto e, contemporaneamente, a quella generazione di musicisti che hanno inevitabilmente riversato nella loro musica quel desiderio di ricreare un mondo nuovo, quello che alcuni critici hanno definito come una sorta di “anno zero”.


Stiamo parlando anche di musicisti come Karl Stockhausen, Luciano Berio, Pierre Boulez, Luigi Nono.

Il livello esecutivo del CD è  ottimo. Avevo già avuto modo di ascoltare Flavio Nati, anche dal vivo, e mi ha sempre colpito la sua notevole energia e vitalità esecutiva, caratteristiche  che ho ritrovato con piacere in questa incisione che non fa che confermare la mia idea.


Il suo approccio è vitale e, oserei dire, gioioso ma, allo stesso tempo, profondo, intenso.

Riesce a tenere ben saldo il discorso musicale di Takemitsu, a volte un difficile compito in cui districarsi, senza mai perdere la tensione sonora, mettendo in risalto molti degli aspetti più interessanti delle opere del compositore giapponese.


Così in A Piece for Guitar, che rappresenta bene quella forma a giardino di cui si parla riguardo alla musica di Takemitsu e che rappresenta quell’equivalente musicale dello stream of consciousness letterario.


Nati riesce a “passeggiare” in questi giardini musicali senza farci distogliere mai l’attenzione, giocando sapientemente con i suoi timbri e lasciandosi andare ad una interpretazione molto contemplativa.

     

A questo aspetto meditativo e, per alcuni versi, inafferrabile, si contrappone un mondo sonoro completamente distante e che è facile immaginare ispirato a quell’esperienza giovanile con la musica francese.


Le 12 canzoni arrangiare da Takemitsu ne svelano un animo melodico e dolce in cui Nati si trova a suo perfetto agio, almeno quanto lo è per il resto delle sue interpretazioni.

     

Un bellissimo Cd che ci dà l’opportunità di ascoltare una bella ed intensa lettura di uno dei più grandi compositori che abbia scritto per il nostro strumento.



Cristiano Poli Cappelli

Certamente il mondo musicale di Takemitsu è ancor più particolare, considerato il suo legame ed il contesto musicale e culturale giapponese in cui cresce.


Mi sembra che proprio lui possa incarnare e rappresentare molto bene quel senso filosofico del postmodernismo, ovvero di quella ricerca di una risposta che si fatica a trovare nel sensato, nell’esplicito, nella pura razionalità.


In un contesto estremamente “controllato” dal punto di vista culturale e musicale si innesta il celebre episodio, avvenuto quando serviva nell’esercito, dell’ascolto del brano Parlez moi d’amour di Lucienne Boyer di cui già parla Flavio Nati nelle sue interessantissime note del CD.


La musica francese ha un ruolo importantissimo nel giovane Takemitsu e, probabilmente, rappresenta un’ispirazione ed un modello più moderno e leggero della musica che viene proposta in gioventù.


Questo è un Cd di notevole pregio che mostra una rara attenzione verso quegli elementi premusicali che sembrano costituire l’ispirazione di molte delle opere di Takemitsu.

TAKEMITSU Toru

Complete works & transcription for solo guitar

Flavio Nati guitar



STR 37150

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