I CD del mese

Novità discografiche

di Cristiano Poli Cappelli

Antoine de Lhoyer è una figura di notevole importanza nel panorama chitarristico, ingiustamente dimenticato per troppo tempo.


La sua riscoperta, in un certo senso, comincia nel 1964 con la pubblicazione del Concerto op. 16, a Madrid. Ben 26 anni dopo, Matanya Ophee, pubblicherà un saggio sul compositore francese.


Forse è proprio da questi due eventi che prende il via una vera e propria riscoperta di questo autore che diventa sempre più eseguito ed amato.


Proprio a Clermont-Ferrand, città natale di Lhoyer, un cronista radiofonico, Baudime Jam realizza, nel 1995, una serie di trasmissioni radiofoniche e di concerti in omaggio a Lhoyer, concerti nei quali vengono eseguite le opere più importanti del compositore.


Nelle mie recensioni non ho mancato quasi mai di sottolineare come sia davvero difficile affrontare la realizzazione di un cofanetto come questo, che contenga opere di un unico autore, di un determinato tipo, in questo caso musica per due chitarre.


Affinché la ricetta funzioni è assolutamente necessario che la musica eseguita sia di prima qualità e che gli interpreti siano in grado di riuscire a trasmettere tutta l’energia per sostenere tale mole di musica.

     

Entrambi i chitarristi che hanno confezionato questo splendido Cd hanno le eccellenti caratteristiche per riuscire nell’impresa. Antonio Rugolo ha già al suo attivo 5 Cd pubblicati con diverse etichette discografiche e si è cimentato con musica di autori molto diversi tra loro, da Giuliani e Santorsola, mostrando sempre rare capacità interpretative e tecniche tanto da vincere per due volte la Chitarra d’Oro nel celebre Convegno Internazionale di Alessandria.


Altrettanto si può dire di Angelo Gillo, che ha dedicato molto della sua carriera all’esecuzione di musica del periodo classico romantico e barocco, spesso utilizzando copie di strumenti d’epoca.

     

L’esecuzione del Duo è assolutamente impeccabile e ricca di un energico dialogo che mette i due esecutori in comunicazione riuscendo a realizzare quel concetto di concertante di cui abbiamo parlato.


Rugolo e Gillo riescono a mio parere in qualcosa di molto difficile, ovvero mantenere tra loro una uniformità timbrica tale da avere quasi la sensazione di trovarci di fronte ad un solo chitarrista.


Questa simbiosi dà loro l’opportunità di liberarsi nell’interpretazione senza paura. Il risultato è un’interpretazione allegra e brillante di notevole efficacia, che diventa un riferimento importantissimo per chi vuole avvicinarsi alla musica di questo splendido compositore.


Un Cd consigliatissimo.


Cristiano Poli Cappelli

Il dado è tratto e oggi, Antoine de Lhoyer, è considerato, giustamente, tra i più grandi compositori per il nostro strumento.


C’è da osservare che proprio le opere per due chitarre rappresentano un corpus molto importante nella produzione del chitarrista-compositore.


Inoltre, nonostante le opere scritte per duo costituiscano circa la metà delle opere totali, il loro peso reale è ancora superiore visto e considerato che molti di questi Duo sono formati da più movimenti, spesso e volentieri più di 3, fino ad arrivare agli 8 movimenti della Fantaisie Concertante Op 33 forse una delle opere più interessanti e varie.

     

La musica per due chitarre rappresenta dunque un patrimonio importante del compositore francese proprio perché, in un certo qual modo, è il mezzo di cui più Lhoyer si serve per esprimere le sue idee musicali.


Spesso queste opere sono accompagnate dall’aggettivo “concertante”, proprio a sottolineare che si tratta di un tipo di scrittura intelligentemente ripartito tra le due chitarre che hanno pari difficoltà e ruoli.

ANTOINE DE LHOYER

Complete guitar duos

Angelo Gillo guitar

Antonio Rugolo guitar




Catalogue No: 95725

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