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Novità discografiche

Continuidad y deformaciòn – Works by latin american composers:

Porras, Vitores, Abad, Vignes, Chicayban, Santorsola

Antonio Amodeo, Classical Guitar


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Simon Rodriguez Porras (*1981)

Sobre un canto de Pìlon (08:53)


Josè Vitores (*1962)

Toccata e canzone for solo guitar (03:52)


Eduardo Flores Abad (*1960)

Continuidad y deformación (06:06)

Pasillo de propuesta (02:57)


Mario Gomez Vignes (*1934)

6x1 en 6 (06:11)


Alberto Chicayban (*1950)

Grande sertão (04:52)


Guido Santorsola (1904–1994)

Sonata n.3

Amabile (06:27)

Scherzo (03:19)

Lento (06:49)

Finale (03:59)

di Cristiano Poli Cappelli

Continuidad y deformarción è un cd che si propone di esplorare un mondo compositivo variegato e dinamico ma, allo stesso tempo, unito dalla medesima origine geografica, l’area Latino-Americana, l’area del Sur, come lo stesso Antonio Amodeo, interprete di questo cd, la definisce.


Si tratta di un cd dai contenuti estremamente interessanti per una serie di ragioni. Di grande interesse è, innanzi tutto, il repertorio proposto. Quelle proposte sono, per la quasi totalità, opere incise per la prima volta, con esclusione del brano di Mario Gomez Vignes, 6x1 en 6.  


Tra queste opere spicca senz’altro la prima incisione della Sonata 3 di Guido Santorsola. Si tratta di una composizione in cui si manifestano diversi aspetti dello stile compositivo di Santorsola.


Se il primo movimento della Sonata, l’Amabile, si può incanalare nell’alveo della tradizione dodecafonica pur avendo, per molti aspetti, un suo notevole lirismo, il secondo movimento, lo Scherzo, ha un carattere opposto: ritmico, percussivo, quasi giocoso. Il Lento, terzo movimento,  torna a “contrapporsi”: ancora in primo piano ritroviamo una coralità quasi sacra unita alla  sonorità dodecafonica del primo movimento.


Per essere ancora più precisi, come fa notare Andrea Monarda, autore delle interessanti note di copertina, troviamo in questo Lento la stessa serie del primo movimento, invertita e trasposta di una sesta maggiore.


L’ultimo movimento, il Finale, torna ad avere  il carattere quasi scanzonato del secondo movimento, con un finale esplosivo e sfavillante. In definitiva, la Sonata si presenta come un’interessantissima opera, di notevole valore compositivo, che aggiunge al repertorio della chitarra un importante tassello da tenere in considerazione per rinnovare i nostri repertori.


Non meno interessanti sono le altre opere presenti in questo Cd. Il coraggio di proporre un repertorio così innovativo è, forse, uno dei maggiori meriti che  devono essere attribuiti al giovane Antonio Amodeo, oltre ad una validissima interpretazione dei brani proposti. Sobre un canto de Pilón di Simon Rodriguez Porras è una serie di variazioni su un tema popolare, un tema con cui le donne accompagnavano il duro lavoro di macinazione del mais. Si tratta di una composizione con spunti contrappuntisti e con varie difficoltà tecniche che non sembrano impensierire Amodeo.


Sempre nell’ottica della Continidad y deformación, del gioco degli opposti, si inserisce il secondo brano, Toccata e Canzone, brano del 2013, scritto dal compositore e chitarrista ecuadoriano Josè Vitores. Anche in questo brano vivono forti contrapposizioni tra il carattere vivo della toccata, che apre e chiude la composizione, e la profondità della Canzone, intensa e quasi drammatica. Seguono due opere di Eduardo Flores Abad: Continuidad y deformación, dedicata allo stesso Antonio Amodeo che se ne fa valido interprete e Pasillo de propuesta. Due opere molto diverse ma egualmente interessanti. Continuidad y deformación è scritta in uno stile extremamente avanguardistico, con una visione volutamente astratta, come astratte e fuori dal tempo sono le immagini che evoca. Un’opera disorientante ed eternamente in movimento, in cui si fa uso di molte tecniche chitarristiche come armonici, stimbrature, scordature, bending. Pasillo de propuesta rientra in un ambiente più “tradizionale”, tonale, intuitivo ma sempre interessante. Di Mario Gomes Vignes è l’opera 6x1 en 6: brano con forti tratti aleatori, con un’accordatura del tutto anomala (le prime due corde sono accordate in fa e do). La chitarra, e le sue potenzialità timbriche e dinamiche, viene utilizzata fino alle estreme possibilità.


Grande Sertao, di Alberto Chicayban è, come ci aspettavamo, l’ennesimo contrasto, l’ennesima elemento di discontinuità: brano ritmico, piacevole, ispirato all’esperienza musicale popolare brasiliana ma con contenuti di modernità che non lo rendono assolutamente banale.

Una valida interpretazione, quella di Antonio Amodeo, messa a disposizione di un repertorio nuovo, interessante, che merita di essere scoperto ed eseguito.



Cristiano Poli Cappelli