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Novità discografiche

Suites and Homages

Renata Arlotti, guitar


Stradivarius STR 37079

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Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968)

1 - Rondò, Op. 129


Escarraman, Op. 177

A Suite of Spanish Dances from the 16th Century (after Cervantes)

2 - I. Gallarda

3 - II. El Canario

4 - II. El Vil lano

5 - IV. Pesame dello

6 - V. El Rey Don Alonso el Bueno

7 - VI. La Guarda Cuydadosa


8- Passacag/ia (Omaggio a Ronca/li), Op.180


Vicente Asencio (1908-1979)

Suite Valenciana

09 - I. Preludi

10 - II. Cançoneta

11 - III. Dansa


Collectici lntim

12 - I. La Serenor

13 - II. La Joia

14 - III. La Calma

15 - IV. La Gaubanca

16 - V. La Frisanca


Suite de Homenajes

17 - I. Sonatina (Homenaje a Scarlatti)

18 - II. Elegia (Homenaje a M. de Falla)

19 - III. Tango de la Casada lnfiel (Homenaje a Garcia Lorca)


di Cristiano Poli Cappelli

Mario Castelnuovo-Tedesco e Vicente Asencio hanno in comune un approccio alla composizione che per vari aspetti si discosta dal linguaggio atonale e dalla dodecafonia. Per un verso Mario Castelnuovo-Tedesco è un autore che potremmo definire neoclassico e che considera la dodecafonia inadeguata e lontana dal suo linguaggio - pur se dimostra di saperla “maneggiare” con sapienza e ironia, come nel Capriccio di Goya Si sabrà mas el discipulo.

Asencio si autodefinisce “intimista” e in questo aggettivo, oltre che nella sua musica, c’è il suo carattere calmo e riflessivo. Se Castelnuovo-Tedesco si forma nella scuola rigida del contrappunto, Asencio è un compositore che, in modo non dissimile a Mompou, sembra andare alla ricerca della natura più intima, quasi solitaria, della chitarra: le sue opere sono spesso  caratterizzate da uno sfondo malinconico e pensieroso.


Tutte le opere di Castelnuovo-Tedesco presenti in questo bel Cd di Renata Arlotti sono state composte nel periodo “americano” del nostro autore, ovvero il periodo successivo al 1939, anno in cui il regime fascista promulga le leggi razziali costringendo il nostro, assieme a molti altri, a rifugiarsi in America. In particolare, le tre composizioni vengono scritte tra il 1946 ed il 1956, in un periodo in cui Castelnuovo-Tedesco aveva già scritto opere di notevole importanza come la Sonata (omaggio a Boccherini), il Capriccio diabolico, le Variazioni (attraverso i secoli…), il Concerto per chitarra e orchestra op. 99.


Il Rondo op. 129 è del 1946 è, forse, una delle opere di Castelnuovo-Tedesco per chitarra meno diffuse ed è, dunque, un piacere poterne ascoltare una ottima interpretazione da parte di Renata Arlotti. L’opera viene pubblicata da Schott solo nel 1958 per iniziativa dello stesso Castelnuovo-Tedesco, priva della consueta revisione di Segovia. Molto probabilmente la notevole difficoltà nella stessa revisione non rese possibile un’edizione curata dal maestro spagnolo il quale, tra l’altro, eseguì il brano solo per pochi mesi. Nonostante la sua scarsa diffusione il Rondo riveste notevole importanza ed è lo stesso Castelnuovo-Tedesco a considerarlo il suo Rondo “modello”: un brano struggente e di notevole effetto, non a caso il primo brano scritto per chitarra dopo l’esilio, reso dalla Arlotti in modo efficace e con buon senso del fraseggio in questo cd.


Escarraman è una Suite che prende il nome da un personaggio di Ochos entremeses di Miguel de Cervantes, autore alla cui lettura si stava dedicando Castelnuovo-Tedesco durante una convalescenza: dalla lettura di quest’opera nasce l’ispirazione per la composizione che, probabilmente, trova la sua cellula originaria nell’ultimo movimento: “La Guarda Cuyadosa”. È molto probabile che l’idea di comporre una suite sia successiva alla composizione di questo movimento. Segovia se ne dimostrò entusiasta e ne pubblicò una revisione per Ricordi con lo pseudonimo di Ansetonius. L’interpretazione che ne dà la Arlotti è divertente, vivace e davvero  piacevole da ascoltare. Peccato per qualche piccola imprecisione nella lettura che non intacca, va detto, il livello dell’interpretazione.


Nella suite Valenciana e, più in generale, nella musica di Asencio la Arlotti sembra trovarsi ancor più a suo agio e trovare il suo mondo sonoro. Con il suo carattere disteso e, se ci è consentito, più chitarristico e languido, la suite viene padroneggiata con sicurezza e con un suono dolce, misurato ed un fraseggio convincente. Nei Collectici intim la Arlotti mette in mostra la sua musicalità regalandoci un’interpretazione molto valida, con suono nitido e gradevole, spingendosi con apprezzabile coraggio su dinamiche forti.


In sintesi Suites ed Homages è un bel Cd, che ha il merito notevole di contenere un programma estremamente interessante, ben eseguito da un’interprete convincente, musicalmente preparata e di notevole impatto.


C.P.C.