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Novità discografiche

ESCUALO


G.Bandini, guitar

C.Chiacchiaretta, bandoneon

CD 4814984 95491 DECCA




"Escualo", l'ultimo lavoro del celebre duo formato da Cesare Chiacchiaretta e Giampaolo Bandini, ha la forma di un ricco omaggio a Piazzolla ma nei contenuti rappresenta molto di più di una raccolta antologica.


Il bandoneon e la chitarra, come risaputo, nella musica di Piazzolla trovano il loro vero sposalizio ed alla musica di Piazzolla devono quella reciproca valorizzazione timbrica ed espressiva che li rende in un certo senso “complementari”. La complementarietà a cui assistiamo non è tuttavia quella solita, in cui l'uno smorza i “difetti” dell'altro affiancandogli i propri pregi nel riplasmare il suono finale.


Si tratta di una convivenza apparentemente non dovuta, in cui l'uno può fare a meno dell'altro: il suono penetrante e drammaticamente narrativo del bandoneon, da un lato, e quello lirico ma umilmente parco della chitarra, dall'altro.

di Carlo CAmpanile

Due universi che per autarchia, forse, non avrebbero mai avuto necessità di incontrarsi. E allora viene da chiedersi “perché questa invenzione?”. E quante volte abbiamo ascoltato questo abbinamento senza ricevere una risposta chiara?


Come se i due strumenti dovessero in un certo senso trovarsi d'accordo anche solo per la loro intrinseca natura folklorica?


E' la prima volta, ascoltando questo disco, che una risposta, di ascolto in ascolto, sembra emergere, e va ben oltre il tango e la musica di Piazzolla stessa (si pensi all'arrangiamento della colonna sonora di Bakalov per il film Il Postino di Michael Radford e Massimo Troisi o alla Milonga para Astor di Molinelli).

La precisione, la versatilità ed il tocco mai formale di Giampaolo Bandini, che cerca senza sosta e trova sempre soluzioni sonore proprie di chi sembra ragionare non solo da interprete ma anche da compositore, soprattutto quando le sei corde, e lo sanno bene i chitarristi, non sembrano volerlo “accontentare”: un esempio può essere dato da come la chitarra si muove all'interno della Suite Troileana, dove essa gioca appunto “fuori casa”, essendo l'opera dedicata ad uno dei grandi Maestri del bandoneon, Anibal Troilo, e vertendo l'intera composizione attorno alle quattro grandi passioni del musicista, prima fra tutte appunto quella per lo strumento (da cui l'omonimo primo tempo).  


L'ingresso della chitarra, come strumento in cerca di dialogo col bandoneon, avviene fin dalle prime battute della Cadenza della Suite; dopo un minuto e mezzo, un'introduzione solistica da parte di Chiacchiaretta, dai registri cupi e dalla forte impronta dissonante, Bandini cerca un suono cristallino dal carattere preludiante ma nel contempo ricco di ritmo (vi saranno dopo infatti diverse “cadenze” su progressioni armoniche dove la chitarra fungerà da protagonista e non da accompagnatrice, come troppo spesso capita di ascoltarla da parte di altri interpreti di Piazzolla), conferendo all'intervento quel sapore tipico delle miniature di D.Bogdanovic a metà fra il riflessivo ed il perentorio (si pensi alla prima delle Miniatures Printanières).

Video trailer del CD

Ciò che emerge per la prima volta è “la vita passata” del bandoneon in quanto personalità sonora, “la vita passata” della chitarra in quanto personalità sonora, e con loro la melanconia che trascinano lungo il percorso, come due donne prese da un film di Almodovar e lasciate da sole su un palco a confrontarsi: le immaginiamo?


Gli scontri/incontri sarebbero troppi da raccontare e le esperienze, se fosse possibile un tale incontro, avrebbero come tema l'umanità, l'abbandono e la speranza.


Ecco, il suono di questi due strumenti e lo spirito dei due cavalieri, che sanno come abbracciarli, racconta proprio questo.


La particolarità è vedere come emerga chiaramente la personalità dei due musicisti da questo “esperimento della sorte” che è l'incontro fra bandoneon e chitarra.


L'estro dispotico, a tratti femminile, graffiante e dolcemente ribelle di Cesare Chiacchiaretta, il tocco serrato anche quando la chitarra sembra non avere intenzione di cedere il passo, come nella Milonga del angel, dove la melodia si trova spesso attanagliata fra ribattuti della chitarra e bassi in sincope, che cercano, in qualche maniera, di alleggerire la coscienza del bandoneon, facendola “dondolare” come si fa con i bambini quando si vuole strappare da loro un sorriso.

Il bandoneon rispetto a questa nuova ricerca espressiva della chitarra risponderà poco dopo riarticolando il proprio discorso musicale in modo da dare maggior risalto non solo al proprio respiro (e per il bandoneon è proprio il caso di dirlo) ma anche a quello della chitarra, come accade in Whisky, il terzo movimento della Suite.


Qui, dopo un furioso alternarsi di frammenti melodici e fasi cadenzali che ricordano, a dieci anni dalla stesura della Muerte del Angel, proprio quel sapore tormentato e trasgressivamente drammatico (proprio anche della passione per l'alchool di Troilo), il bandoneon si lascia persuadere dal sottofondo chitarristico e, in qualche maniera, guidare ma pur sempre, come dicevamo al principio, agendo indipendentemente dalla chitarra, tanto da far sembrare il pezzo registrato su due tracce e separatamente.


Questo effetto non risulta per nulla sgradevole poiché è frutto di chi ascolta il “respiro” dell'altro musicista, insieme al proprio e complementarmente. Un altro esempio di questa caratteristica del duo Chiacchiaretta-Bandini è data dal dolcissimo Ave Maria, dove i rapporti si ribaltano rispetto al pezzo precedentemente analizzato, ed è la chitarra ad introdurre il bandoneon, raccontando, attraverso una forma di respiro tipica della grande tradizione spagnola (si vedano gli stupendi Studi di F.Sor), ciò che dopo poco sarà la melodia ad evidenziare: è lì che il duo raggiunge forse uno dei momenti più intensi del disco, intenso proprio perché non comune, dove anche un suono meno potente o incisivo, come quello della chitarra, può per una volta essere seguito e non solo seguire; e la nostra domanda avrà una effettiva risposta.


Perché scrivere per bandoneon e chitarra?


A voi l'ascolto!  


C.C.