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Return to Hong Kong, Live

Maurizio Colonna, Luciana Bigazzi


NCM



di Cristiano Poli Cappelli

La musica contenuta nel Cd oggetto di questa recensione è frutto di un sodalizio artistico e di vita tra Maurizio Colonna e Luciana Bigazzi, marito e moglie, oltre che compagni in questa avventura artistica.


Chitarrista Colonna, pianista Luciana Bigazzi, non hanno bisogno di molte presentazioni. Luciana Bigazzi è una pianista e produttrice raffinata e trasversale.


Pur provenendo da una formazione classica - è diplomata in pianoforte e clavicembalo -  la sua carriera intraprende subito strade poco convenzionali. Produce e promuove musica da film, fusion, attività concertistiche. Estremamente attiva anche nel campo della didattica e della composizione e proprio la sua produzione compositiva risente fortemente di questa sua visione d’insieme dell’arte e della creatività.


Maurizio Colonna  è uno dei più precoci e brillanti chitarristi classici in senso assoluto.


Inizia lo studio della chitarra giovanissimo, a cinque anni: già a diciassette eseguirà il Concierto de Aranjuez davanti al suo autore, Joaquin Rodrigo. Chitarrista-compositore di estrema rilevanza, scrive opere per chitarra sola, chitarra e pianoforte, testi di tecnica, opere didattiche, saggi sulla chitarra classica contemporanea.




Tra gli artisti con cui ha collaborato annoveriamo Alberto Radius, Frank Gambale, Antonella Ruggero e, ovviamente, Luciana Bigazzi.


Il Cd Return to Hong Kong, la cui foto di copertina è realizzata dalla stessa Bigazzi, è uno dei frutti di questa collaborazione artistica.


Molti dei brani contenuti in questo cd sono scritti e ideati separatamente ma già dal primo ascolto ci sembra di intravedere una sorta di visione comune, una visione che probabilmente si modifica notevolmente durante la performance live.


Si ha la netta sensazione, cioè, che i brani nascano su una struttura ben definita ma che si aprano ad una performance sempre nuova, ad ogni esecuzione. Questa osservazione, va da sé, riguarda in particolare i brani eseguiti in duo.


Ascoltare queste composizioni ci apre ad un modo di fare musica molto moderno: si tratta di opere dotate di un certo carattere improvvisativo, energico e potente, musiche che molto probabilmente riescono a toccare l’apice della propria comunicatività proprio durante la performance live.


Sembra che la musica di questi splendidi interpreti, ed il modo di viverla in un dialogo molto intenso, sia frutto di un dialogo artistico e di un incontro di esperienze del tutto personali ma che, assieme danno vita a musica di grande ispirazione.



Il concerto ha inizio con il brano An Italian Woman in Hong Kong, dove la leggerezza della musica eseguita dal pianoforte si intreccia con i virtuosismi quasi dal sapore flamenco della chitarra di Maurizio Colonna.


Over the time è un altro esempio di come il suono deciso e la grande personalità di Colonna riesca a sposarsi felicemente con un tessuto sonoro di notevole dolcezza e raffinatezza realizzato da Luciana Bigazzi.


Florentia è un brano capace di suggerire la vastità di un mondo interiore che, grazie alla musica, abbiamo il permesso di intravedere. L’introduzione, al pianoforte, meditativa, pensierosa, sembra completarsi con il tremolo accennato da Colonna, il quale sembra riuscire a fornire ulteriori mezzi di comunicazione ai ricordi che ci sembra quasi di rivivere in prima persona. Si tratta di un omaggio a Firenze ma, ci piace pensare, si tratta di un quadro che cela un vissuto ed un’esperienza vissuta e che merita di essere ricordata.


Lily of the Valley si innesta in una medesima struttura dei brani, con un simile intreccio dialogante dei due strumenti, sotto questa atmosfera nostalgica e plumbea ma estremamente attachante. Traveller’s Joy, brano conclusivo del cd è brillante e spensierata e spicca il volo partendo da un riff minimalista ed ipnotico.


Le opere composte per due chitarre si alternano alle composizioni solistiche scritte ed eseguite dai singoli interpreti. Non si tratta di eccezioni alla regola, né di momenti di protagonismo: sembra,i in effetti, che il dialogo continui, anche nei momenti di solitudine, e il grande successo del concerto dimostra l’efficacia di questo progetto e di questo cofanetto.

Sarebbe stato molto bello poter leggere delle note sui processi creativi che hanno dato vita a queste belle composizioni, in un libretto un po’ più descrittivo, ma questo non toglie nulla alla qualità di queste splendide performances, che hanno bisogno di ben poche parole.



Cristiano Poli Cappelli