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Novità discografiche

LA GUITARRA CALLADA

Stefano Grondona

Musiche di Federico Mompou

     +     Bonus tracks: D.Scarlatti 4 Sonate

Stradivarius STR 37087



di Cristiano Poli Cappelli

La coscienza d’Europa si fece pellegrinando a Santiago e la

città si sviluppò grazie all’avvicinamento del resto del continente

(Johann Wolfgang von Goethe)


Chi ha provato l’esperienza di giungere a Santiago de Compostela per i sentieri del Camino Francés avrà avuto occasione di  percorrere un tragitto tra Francia e Spagna, tra panorami, climi e luoghi estremamente vari e suggestivi.


Il cammino ha inizio ai piedi dei Pirenei, nei Paesi Baschi e termina a Santiago alla fine di un lungo e solitario viaggio nella Spagna, tra Navarra, attraverso le sconfinate Mesetas e le alture della Galizia. Chiunque si trovi a camminare tra queste terre, spesso immerse in un nulla apparente, si ritrova a vivere una dimensione silenziosa e intensa, estremamente difficile da spiegare. Un silenzio che diventa molto presto abitudine; un tacere che diventa un fitto dialogo interiore.


La voce del Pellegrino non arriva mai troppo lontano da sé e, lungo il suo viaggio solitario e pensieroso, è, spesso, la sua unica compagnia.


“Questa musica non ha né aria né luce. È un debole pulsare del cuore. Non le si chiede di arrivare più in là di alcuni millimetri verso lo spazio, però sì con la missione di penetrare le grandi profondità della nostra anima e le regioni più segrete del nostro spirito.”


Queste sono le parole con cui si apre il libretto di questo cd di Stefano Grondona che ho tra le mani: la Guitarra Callada, la chitarra silenziosa.

Si tratta di un CD quasi interamente dedicato alla musica di Federico Mompou e ruota attorno alla sua principale opera per chitarra: la Suite Compostelana, un’opera datata 1962 che sembra quasi riuscire a descrivere e dipingere lo sfondo e l’atmosfera mistica del cammino spirituale dei pellegrini: ne rappresenta una metafora perfetta e commovente per il suo potere suggestivo. Così, Stefano Grondona, scrive nell’interessante libretto, lasciandosi ispirare dalla spiritualità delle immagini evocate. La Suite Compostelana ha inizio con un Preludio che, con il suo cadenzare fitto, accompagna il Pellegrino in questo primo incedere nel suo cammino purificatore. Un cammino che è, lui senz’altro, metafora di vita: si dice, infatti, che il cammino sia, al tempo stesso, morte e rinascita; che il Pellegrino viva una seconda vita nell’arco del cammino; che il viandante che farà ritorno a casa non sia più la stessa persona che era partita.


Il Coral e la Cuna, riportano alla memoria i giorni spensierati dell’infanzia e della semplicità; il Recitativo e la Canción rappresentano, al contrario il dramma la profondità della ricerca interiore, guidata dai ricordi e dalla vita vissuta. La danza finale (Muneira), di origini galiziane rappresenta il punto di arrivo fisico - l’arrivo a Santiago, capitale della Galizia - e spirituale.

Ho ascoltato l’interpretazione di Grondona con estrema attenzione e trasporto e il tempo passato con la sua musica e la sua interpretazione mi ha trasportato in una dimensione introspettiva che, difficilmente l’ascolto di un cd può farci sfiorare. Si tratta di una registrazione di grande valore, che rivela, attraverso la musica di Mompou, la grande profondità musicale e lo spessore artistico di Grondona: caratteristiche indispensabili per affrontare quest’opera.


Federico Mompou nasce a Barcellona nel 1893 e fin dai primi studi dimostra una profonda timidezza ed introspezione che lo portano a dedicarsi alla composizione più che alla carriera solistica. Questo carattere introverso è, forse, uno dei motivi per cui la sua vita come musicista e la sua condizioni patrimoniale non sarà delle più facili tanto da essere costretto a cimentarsi in altre imprese per sbarcare il lunario. Lo stile e le sfumature intime della musica di Mompou rispecchiano questo carattere e spesso la sua opera viene definita “intima”, “delicata”, “ evocativa”. Tra le sue opere troviamo spesso imitazioni di campane (la famiglia della madre possedeva una fonderia di campane e il nonno era un costruttore di campane); così come troviamo la nostalgia del passato e la malinconia del presente. La sua Musica Callada impiega melodie infantili e semplici ma che portano con sé il velo malinconico dell’infanzia fuggita via.


Grondona si cimenta con un repertorio che sembra non avere per lui segreti. Ci ha abituato ad un modo di suonare estremamente profondo e avvolgente, un modo di interpretare che rendere intenso ogni fraseggio, ogni aspetto di questa musica, senza  sussiego, senza assurgere a profeta. Il suo approccio alla musica di Mompou è pensieroso come la musica richiede, delicato e tenue. Ma queste considerazioni non devono farci credere che si tratti un ascolto difficile o richiestivo: al contrario, si tratta di un’interpretazione trasparente, un velo trasparente tra una delle opere per chitarra più significative del 900 è un interprete che, magistralmente, riesce a tradurre l’atteggiamento che sembra affiorare da queste pagine.


Il cd è completato dalle due Canciones y danzas. La Cancion y danza X, trascritta dallo stesso autore per chitarra dall’originale per pianoforte; la Cancion y danza XIII, originale per chitarra e dedicata al chitarrista Narciso Yepes. In queste due “canzoni “ i temi popolari rappresentano il germoglio iniziale da cui Mompou trova spunto per la composizione di molte delle sue Canciones.

Il Preludio VI, originale per pianoforte e trascritto da Grondona, è un “omaggio” a Mompou giustificato dalla genesi del preludio che viene raccontata nel libretto del CD. Il preludio viene composto in quattro e quattr’otto durante un incontro con Miguel Llobet: la durata del processo compositivo coincide con la durata stessa della conversazione.

Impreziosiscono la pubblicazione quattro Sonate di Domenico Scarlatti, trascritte dallo stesso Grondona, in apparente discontinuità con le opere di Mompou ma che ne rievocano l’arcaicità e talune atmosfere.


La Guitarra Callada è cd che merita davvero una grande attenzione, un’opera di altissimo livello, interpretata da uno Stefano Grondona impeccabile, profondo, equilibrato. Una registrazione che mette in contatto due figure d’eccezione ed il cui dialogo sarà fonte di grandi emozioni e di grande musica.


C.P.C.