Recensioni scelte

Novità discografiche

di Cristiano Poli Cappelli

Simone Iannarelli è un chitarrista-compositore, italiano, che non ha bisogno di presentazioni. Oggi è unanimemente riconosciuto come figura di spicco nel panorama compositivo internazionale e le sue composizioni sono con successo eseguite in tutto il mondo da molti dei più grandi concertisti.


La sua musica, il suo fare musica,  è frutto di un background di grande spessore e di una cultura a tutto tondo. Nelle sue opere si posso percepire, come lui stesso ci racconta, influenze che vanno da Stravinsky a Scriabin, passando per Keith Jarrett ed il jazz.


Questa sua capacità di mescolare diversi stili - minimalismo, neoclassicismo, post-romanticismo - unita ad un uso innovativo ed efficace del nostro strumento e delle sue potenzialità, lo rendono un autore unico, in grado di maneggiare materiali molto eterogenei con bravura ed efficacia. Ha pubblicato più di 40 opere per diverse case editrici e per diverse formazioni cameristiche con chitarra. All’attività compositiva ha unito l’attività, altrettanto importante, di concertista e didatta.


Oggi è considerato uno dei compositori più influenti ed innovativi e questo Cd conferma questa valutazione.


Il Concierto de Petrer, presente in questo cd, è un’opera del 2014, ed ha una doppia dedica: la città di Petrer, luogo dove si tiene un importante Festival chitarristico, e José Tomàs, celebre chitarrista, compositore e didatta con il quale si sono formati, tra gli altri, David Russell, Raphaella Smiths e Carles Trepat.

Tomàs scriveva la sua musica proponendo una visione del tutto innovativa della interpretazione chitarristica, unendo aspetti di notevole espressività lirica ad aspetti più tecnici e analitici.


Si esibiva con una chitarra ad 8 corde che gli consentiva di interpretare con notevole efficacia il repertorio rinascimentale e barocco.


Il Concierto de Petrer si apre con un Andante con moto - Allegro giusto, solare e rilassato, reso da un ottimo Alex Garrobe.


In questa apertura, come nei restanti movimenti, non troviamo una descrizione folcloristico-geografica della cittadina di Petrer, ma una visione discreta, in cui le sonorità ispaniche sono quasi un ricordo, un’eco.


Così come un’eco è il ricordo di Josè Tomàs, la cui anima viene evocata sottilmente, con il linguaggio di Iannarelli, con “citazioni” da Frank Martin - nel primo movimento - Agustin Barrios o i Pink Floyd, che dimostrano, come dicevamo, una enorme capacità di sintetizzare un grande bagaglio di conoscenza musicale e farne un proprio linguaggio, riconoscibile ed innovativo.

L’adagio, è un dialogo estremamente disteso in cui le voci dialoganti, la chitarra e la compagine orchestrale, sembrano non accavallarsi mai ma, al contrario, si esprimono educatamente rendendo il racconto musicale estremamente nitido ed intellegibile.

Si tratta di un racconto in cui la chitarra sembra descrivere se stessa ed il suo carattere malinconico.


Il terzo movimento, Allegretto, è un moto continuo, più leggero ed accattivante in cui Iannarelli dimostra la sua capacità di orchestrazione, riuscendo a rendere sempre intellegibile la trama della scrittura chitarristica, rendendo ancora più chiara l’alternanza tra chitarra e orchestra. L’interprete dell’opera, Alex Garrobe, riesce a rendere splendidamente il Concerto, dando sfoggio di notevole musicalità, di bel suono e di notevole compostezza interpretativa.


Impreziosice il Cd l’opera del composite-chitarrista spagnolo Marco Smaili, La Misma luz de entonces, omaggio al compositore catalano Tete Montoliu, morto nel 1998.


Si tratta di un’opera in tre movimenti - Allegro moderato, improvisatorio, enèrgico lirico - che l’autore definisce “impressionistica di carattere jazzistico”. Essa prende ispirazione dal jazz, come forma di musica “libera” da vincoli strettamente definiti dal punto di vista armonico o ritmico.


La Misma luz de entonces è un’opera che si può considerare più armonica che melodica, in cui Smaili dà grande rilievo alle atmosfere armoniche che rimandano al jazz d’atmosfera, in cui ogni armonia non ha una direzione ben precisa ma si lascia guidare da una sorta di improvvisazione scritta, in cui si fa largo uso di risonanze e di accordi distesi e dilatati. Il discorso musicale che nasce è molto introspettivo e con pochi elementi ritmici determinanti. I tre movimenti fluiscono quasi senza soluzione di continuità dando sicuramente l’illusione di essere un “solo” jazzistico, quasi alla maniera di Joe Pass, molto piacevole e di grande efficacia comunicativa.


Un bellissimo Cd pieno di musica di alta qualità ed interpretato in modo estremamente efficace.


Cristiano Poli Cappelli