Luigi Attademo

Recensioni

 
     Luigi Attademo

“Un’interpretazione delle sonate di Scarlatti che sfrutta lo strumento nelle sue peculiarità specifiche, nella tradizione delle trascrizioni di Andrès Segovia, senza cercare di imitare il Clavicembalo con soluzioni forzose e falsamente filologiche: questo è l’intento non da poco in cui riersce Luigi Attademo al suo esordio discografico. Non è più l’imitazione improbabile di abbellimenti o sonorità tastieristiche, ma finalmente una fiducia (ben riposta) nelle capacità timbriche ed agogiche delle sei corde. Un’ ultima annotazione merita la grande qualità del tocco di Attademo. Si ascolti a questo proposito la sua versione della sonata K87 dove il suono ha una “personalità” che  non ha nulla da invidiare a quella giovane Julian Bream nello stesso brano”. (Carlo Fiore, Classic Voice, 1999)

“....tutto quello che forma il miracolo Scarlattiano, è che già ben conoscevamo, esce da questo filtro chitarristico intatto, ma velato da un ombra penosa, che lo rende più profondo e in un certo senso inquietante. Solare e sensuale, si- Attademo è un chitarrista mediterraneo al quale la cultura filosofica non fa velo nello spiegamento della più sana virtuosità e della policromia chitarristica- ma anche denso di ombre, più vicino agli enigmi di Velasquez che alle luminose certezze dell’arte italiana.....”

- Angelo Gilardino, SuonareNews, Giugno 2000

“Despite being influenced by the guitar. Scarlatti can sound tedious on the guitar mainly beacause guitarist are either too scholarity, too slow or both. Luigi Attademo avoids even a dull moment......Italy currently boasts a considerable number of excellent young guitarists and Attademo is one of them” (Colin Cooper, Classical Guitar 2000)

“Italy currently boasts a considerable numbers of excellent young guitarists, and Attademo (born in 1972) is one of them” (Colin Cooper, Classical Guitar 2000)

“Luigi Attademo bènèficie d’un jeu très enlevè dont la fougue donne tout le mouvement que reuièrent les sonates très dynamiques de Scarlatti......Un son perlè dans les sonates lentes, une prononciation très nette destraits et une grande clartè de discours sont encore à mettreà l’actif de cet enregistrement” (Les Cahiers de la guitare, 1999)

     Luigi Attademo