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D.

Se oggi avessi la possibilità ti farebbe piacere duettare con lui?


F.

Chiaramente! Mi farebbe un enorme piacere! Io ho suonato con Yamandu, altro artista davvero eccezionale. Facemmo un concerto  molto interessante, a San Paolo, articolato in tre notti: c'era anche il Duo Assad, oltre me e Yamandu. Da solo proposi un programma classico: suonai “Recuerdos de la Alhambra” e “Torre Bermeja” mentre con gli Assad suonammo Ginastera e alcune composizioni di Sergio, poi il trio cambiava e mi sostituiva Yamandu suonando altre musiche con loro due, e così via...fu davvero bellissimo, perchè la gente ebbe modo di ascoltare il mondo della chitarra brasiliana nella sua interezza e nella sua diversità.


D.

E secondo te chi potrebbe essere l'erede della tradizione chitarristico-compositiva in Brasile?


F.

Beh, ce ne sono tanti: Marco Pererira, ad esempio, Paulo Bellinati, Guinga...! Guinga è un compsitore assolutamente meraviglioso, è  molto sofisticato. E' difficile da descrivere la sua musica, molto misteriosa. Mauricio Carrillo, è anche un gran compisotore. C'è tanta gente che suona e compone meravigliosamente, e a mio parere questa è l'epoca d'oro della chitarra brasiliana. Sono compositori che ad ogni modo vengono da un'altra scuola, da un altro tipo di far musica. E' chiaro che persone come Paulo Bellinati sanno benissimo chi è Heitor Villa-Lobos, ma il suo modo di comporre è molto più vicino a quello di un Dilermando Reis, che ai modelli di un compositore sinfonico, e questo è molto importante.



D.

...e in tutto questo, la “Garota de Ipanema” dove la mettiamo? (sorride ndr)


F.

(sorride anche lui ndr) Se parliamo di chitarra solista naturalmente Dilermando Reis è stato il più influente chitarrista di tutta la storiadel Brasile, e giù di lì c'è Baden Powell...però è innegabile  che Joao Gilberto, in un certo senso abbia fatto una rivoluzione nel modo di suonare la chitarra! È un linguaggio diverso da quello della chitarra spagnola dei rasgueados, ed è molto importante comunque.



D.

Che consiglio daresti a un giovane chitarrista in procinto di diplomarsi?


F.

Credo che la scena della chitarra da una parte abbia meno possibilità di essere inclusa negli ambienti alti della musica classica, quelli dove i cachet sono molto alti, come nell'Opera, per intenderci. Forse negli anni '70 era un po' più vicina a questi tipi di ambienti molto blasonati, mentre oggi non è più così. Allo stesso tempo, curiosamente, oggi si suona davvero molto bene, il livello generale è molto alto; quindi se dovessi dare un consiglio a un giovane diplomando è: cerca sempre più competenza, poiché la comptenza è alla base di tutto. Se hai un colpo di genio e vuoi realizzarlo, per realizzarlo devi passare attraverso le tue comptenze, che non riuardano solo la tecnica e il modo di suonare, ma anche e soprattutto la conoscenza del repertorio, la letteratura del tuo strumento, la storia della musica, e se hai la possibilità di conoscere molta altra musica anche al di fuori della chitarra è importante che tu lo faccia, per la tua competenza.