Schede didattiche di supporto allo studio

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Mauro Giuliani:  studio op.111 n.1

di Marcello Rivelli

Mauro Giuliani

Studio n.1 Opera 111


Gli studi dell'opera 111 di Mauro Giuliani possiamo annoverarli tra le migliori opere didattiche (e non solo) di questo periodo storico. Una preziosa risorsa per gli studenti di chitarra per comprendere e analizzare gli stilemi di questa particolare scrittura musicale attuata in questo periodo storico, la quale, investe non solo il nostro strumento ma ad esempio lo stesso pianoforte, che risente di quel pensiero compositivo che é presente nella scrittura generale della musica da camera e orchestrale.


Le opere didattiche dello stesso autore, come ad esempio l'op. 48 su tutte, spesso sono basate su moduli tecnici che informano e caratterizzano l'intero studio, mentre questa raccolta forgia ogni studio su una forma caratteristica, ad esempio vi troviamo strutture che ricordano il Minuetto (o Scherzo) con il suo trio, il Tema e variazioni, strutture tripartite ecc . Ogni studio é un piccolo microcosmo musicale, dove gli elementi musicali la fanno da padrone e sono loro a forgiare e informare la struttura melodica, armonica, formale, e non il semplice modulo: una scala, l'arpeggio, note ribattute ecc che spesso sono la caratteristica di molte raccolte: Carcassi, Aguado, Carulli ecc.


Quindi una raccolta di studi funzionale e propedeutica per affrontare con sicurezza e cognizione di causa le opere piu impegnative da concerto dello stesso e di altri autori di questo periodo e che porta il titolo descrittivo: "Le ore di Apollo".

Il pregio e lo stesso “limite” di questo periodo stilistico nel contesto della scrittura per chitarra é appunto l'origine del pensiero musicale che ancora non crea un vera scrittura idiomatica strumentale specifica, - pensiamo alle sonate di Mozart e Beethoven, dove la scrittura pur essendo ovviamente "calata" nel contesto strumentale dello strumento forte- piano e pianoforte, risente indiscutibilmente di continui riferimenti idiomatici ai colori della scrittura cameristica e orchestrale, al forgiare linee melodiche tipiche degli strumenti ad arco, dei legni ecc.


Questo fa si che la chitarra si trova a riprodurre un microcosmo di modalità esecutive che "imitano" e rimandano a modelli percepiti ed esistenti nelle partiture musicali piú "generose" in quanto a peso sonoro ed effetti timbrici.


Proprio queste caratteristiche sono il punto forte di questa opera di Giuliani, nello scorrere i varie studi infatti percepiamo subito l'immaginazione e la sapienza del compositore che cerca (e vi riesce) di far suonare la chitarra come un piccolo ensemble, una orchestra da camera in miniatura dove i riferimenti sono chiari ed espliciti, e diventano appunto l'obiettivo principale del discente (e del docente) saperli individuare e metterli in rilievo nel proprio studio ed infine nell’esecuzione-interpretazione.


Veniamo al nostro studio.
Esso si presenta nella tonalità di di Do maggiore.
L'indicazione metrica riporta un Andantino in sei ottavi.

Consta di 51 battute che per comodità di indagine analitica possiamo suddividere in una semplice forma generale tripartita A-B-A, ma vedremo piu avanti, in modo piu preciso che vi sono più sezioni interne e diversi aspetti decisamente interessanti, in riferimento alla "piccola" forma.

La prima sezione A formata da un doppio periodo, rispetta la classica conformazione delle sedici battute.
La sezione B, (dopo una breve transizione effettuata su pedale) inizia a batt.22 protraendosi fino a batt.35/36 dove si innesta la cadenza per la ripresa di A1.


Ripresa variata e arricchita con figurazioni sia melodiche che armoniche, la quale inizia a batt. 38 e si conclude a batt. 45. Nella stessa battuta si innesta una coda basata su pedale di tonica che conclude realmente questa volta il brano.

Entriamo nei dettagli adesso

Il primo periodo rispetta la conformazione classica delle otto battute con conclusione della prima frase (quattro battute) alla dominante.


figura 1


 
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