Schede didattiche di supporto allo studio

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Fernando Sor: studio op.35 n. 13

di Marcello Rivelli

Lo studio n. 13 tratto dall’opera 35 di Fernando Sor, conosciuto anche come numero 2 nell’edizione storica di Andrès Segovia dei Venti studi, è spesso erroneamente considerato, insieme al numero 8 dell’op. 6 (1), tra i più “facili”.

“Facili” sono tutti quei brani che rientrano nella categoria di andamenti moderati o lenti, mentre si tende ad associare generalmente una certa difficoltà a brani che hanno andamenti veloci o mossi.

In verità, ogni brano ha le sue difficoltà che derivano innanzitutto dalla struttura e scrittura con cui esso viene concepito, ma che in seguito si complicano nell’esternazione del “suono” finale che deve rappresentare l’idea compositiva implicita.


Queste schede didattiche, usate per rispondere a molti quesiti che spesso ci vengono posti, non vogliono essere soltanto delle normali analisi, che possono fare tutti personalmente, ma piuttosto una delle tante possibilità di indagine e di proposta metodologica di come affrontare lo studio del brano in questione e nel frattempo acquisire quella coscienza delle strutture implicite nel brano.


Lo studio si presenta nella classica forma ternaria ABA, composto da 32 battute, di cui A ne conta le prime 16, B le successive 8 battute (17-24) e la ripresa di A  altre 8 (25-32), in cui si inserisce una piccola coda che vedremo più avanti.


Quello che reputo interessante di questo studio è la sua apparente semplicità e per questo lo consiglio vivamente a tutti i chitarristi interessati anche allo studio della composizione musicale.

Una sorta di esempio può essere i “Modelli per principianti di composizione” di Arnold Schoenberg  per poter acquisire meglio gli elementi fondamentali della scrittura musicale.


Il brano è strutturato in una scrittura a tre parti (non polifonica) in cui prevalgono tre elementi fondamentali:

-una linea melodica principale, il “canto”;

-una linea al basso, che sostiene il ritmo e la struttura armonica;

-una linea interna, la più sottovalutata, ma anche quella che crea “problemi” tecnici alle altre due, come vedremo più avanti.


Iniziamo a guardare la semplice linea melodica.


Ambito melodico


L’estensione melodica è nell’ambito dell’intervallo di una sesta minore Si-Sol.


Figura I





Interessante l’estensione intervallare in cui entrambe le due frasi si svolgono.


Figura II





(Spesso i controsoggetti di Fuga sono scritti nell’ambito di questo intervallo per permettere la tecnica del contrappunto rivoltabile doppio, triplo ecc..).

Nel nostro caso l’intervallo, nella sua semplicità, ci offre la possibilità di osservare la sua chiarezza strutturale melodica e armonica.


La prima battuta si apre sul tempo forte-binario con la terza Mi della scala-tonalità di Do maggiore per ripiegarsi sulla tonica Do, a sua volta slanciandosi sul Sol, quinta della scala e anche quinta dell’accordo maggiore di Do: Do-MI-Sol.


Nel creare il primo motivo dello studio, Sor attua una prassi tipica dello stile classico, la sua essenzialità ridotta ai minimi termini, poche note e tutte strutturali, in pratica le note della melodia sono anche le stesse dell’armonia che sono supportate dalle altre linee che vedremo.


Le due figure ritmiche di crome sul tema debole della seconda battuta sembrano prendere lo slancio, recuperando la percezione armonica della triade appena enunciata sulla nota Re, che oltre ad essere il secondo grado della scala-tonalità di Do maggiore, assume il ruolo di quinta dell’accordo di settima di dominante (Sol-Si-Re-Fa), come vedremo meglio nell’ambito armonico.

 

Ascolta*

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