Schede didattiche di supporto allo studio

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di Marcello Rivelli

Iniziamo dall’ambito melodico, essendo la struttura musicale portante che attira la nostra attenzione e su cui svolgeremo l’intero lavoro di de-costruzione e ri-costruzione dell’intero brano (rompere il giocattolo e provare a ricostruirlo).


La melodia si svolge nella tonalità principale di Si minore e quindi il “serbatoio” melodico da dove attingere i suoni sarebbe la scala di Si minore melodica, ma osservando attentamente noteremo che ci sono altri suoni “estranei” che avranno importanti funzioni espressive e strutturali.

Visualizziamo, pertanto l’intero ambito melodico che interessa lo studio e che occupa l’estensione di due ottave.


FIGURA III

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La seconda parte, battute 17-32 (figura 6) mantiene sospeso il canto nell’ambito di una quarta Do#-Fa# (nelle batt. 17-24), se si esclude il solo Fa# all’ottava inferiore di batt. 24, ma come vedremo più avanti sarebbe più corretto incorporarlo anche nella voce/parte del basso.


FIGURA VI

(Una piccola spiegazione della simbologia: abbiamo utilizzato i numeri romani grandi per i gradi della scala di Si minore e in minuscolo i gradi che sono stati alterati-modificati, che assumeranno, come vedremo, funzioni particolari in campo armonico).


L’unica nota che non appare anche una sola volta è il La naturale, settimo grado (tra parentesi) che avrebbe funzione di sotto-tonica della scala, esistente nella scala minore naturale.


La prima linea importante, battute 1-16, isolata, appare così, (figura 4). Notiamo che il suo “range”, la sua escursione melodica si muove nell’ambito di un intervallo di quinta Si-Fa#.


FIGURA IV

Quasi un “lamento” su stesso che cerca di evitare il più a lungo possibile la nota fondamentale (il Si) a cui spetta il “riposo” della tensione melodica messa in atto.

Divertiamoci ad evidenziare questo canto quasi fosse una melodia gregoriana.

Se proviamo a scriverlo con le sole note “diverse”, senza le ripetizioni, appare come in figura 5. Ciò può, tra l’altro, essere molto utile per memorizzare l’essenza della melodia e osservare il “melos”, il movimento circolare che compie, (infatti ogni sequenza sotto la legatura di frase racchiude ben otto battute).


FIGURA V

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Le batt. 25-32 rappresentano il momento più vario ed espressivo del brano, poiché insieme alla coda disegnano maggior varietà anche nelle figurazioni ritmiche della melodia oltre che nel movimento intervallare, inserendo alcune delle note alterate viste in figura 2.


Nelle battute 33-48 appare dapprima la frase di ripresa (batt. 33-40), identica alle battute iniziali 1-8 seguita dalla frase conclusiva (batt. 41-48) in cui si innesta la coda accennata prima, che tocca il registro melodico più esteso, (sorretta dalle armonie sottostanti che vedremo poi).


FIGURA VII

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