Schede didattiche di supporto allo studio
Schede didattiche di supporto allo studio
di Marcello Rivelli
Bene, fin qui ci siamo, ma perché sono collegate a gruppi di due, tre ecc.? Perché mostrano alcune delle tante possibilità di articolare le sequenza di note dell’arpeggio e permettono di evitare quella monotonia-fissità che spesso si sente nel ri-proporre sempre la stessa formula accentata, non tenendo conto invece del flusso ritmico melodico che lo studio esige.
Sappiamo che nel metro ritmico ternario vi sono tre accenti principali di cui uno forte e due deboli, che se utilizzati sempre allo stesso modo creerebbero monotonia annullando del tutto il percorso vario e sottinteso delle articolazioni che invece “le melodie esigono”.
Ci avevate pensato?
Quello che vogliamo dire (che non deve essere frainteso) è che non dobbiamo ovviamente suonare in modo “scientifico”, decidendo ogni battuta esattamente come articolarla definitivamente, bensì renderci conto dei nostri errori o di ciò che non ci “piace” per poterlo correggere o modificare.
Proviamo a immaginare seguendo il flusso che abbiamo evidenziato negli altri ambiti alcune soluzioni che sono già “inserite” nella musica da Sor e noi, come sempre, non dobbiamo far altro che prenderne coscienza.
In figura 17, ripresento l’inizio dello studio inserendo un secondo rigo musicale per suggerire una delle tante possibili articolazioni ritmiche della formula d’arpeggio, 1+5 e non 2+2+2 (6 crome) come sarebbero normalmente articolate nel tempo ternario. Come potete vedere anche la seconda e terza battuta presentano proposte simili.
FIGURA XVII

Addirittura in alcuni punti del brano le articolazioni sono suggerite dallo stesso autore attraverso il flusso ritmico-armonico con momenti di slancio e caduta.
Nell’esempio sotto di figura 18, precisamente alle battute 7-8-9, dove potremmo suggerire un’articolazione siffatta.
FIGURA XVIII
Dal punto di vista dell’ambito armonico invece il procedimento più interessante di tutto lo studio possiamo individuarlo e sintetizzarlo in due punti.
Il primo sicuramente nel trattamento delle dominanti secondarie, in particolare nelle battute 25-32, vediamone i particolari, figura 14
FIGURA XIV
FIGURA XVI
Ripetiamo, non sono soluzioni “scientifiche” e/o assolute, ma questo è il bello dell’arte, la possibilità di
ri-creare un fraseggio personale, grazie all’articolazione interna, e unico, stando sempre nei “binari” del pensiero di colui che ha scritto il brano.
A battuta 28 e 30 possiamo osservare l’articolazione suggerita dalla stessa scrittura di Sor, figura 19
FIGURA XIX
ed ancora, nelle batt. 31e 32, un altro chiarissimo esempio esplicato dalle note stesse, (figura 20):
FIGURA XX
Speriamo che questa breve analisi risulti esauriente e che vi permetta di continuare a trovare da soli le mille soluzioni già inserite in questi piccoli capolavori scritti per il nostro strumento da questo prolifico autore.
Buon lavoro.
E per qualsiasi dubbio o chiarimento restiamo a vostra disposizione, scriveteci senza problemi!
A presto,
MR