Schede didattiche di supporto allo studio
Schede didattiche di supporto allo studio
di Marcello Rivelli

Bene, ora “guardiamolo” come invece siamo abituati a vederlo solitamente:
FIGURA II

E’ un po’ diverso vero?...ma rimane perfettamente la stessa cosa di prima.
Allora, veniamo al problema esecutivo e di conseguenza musicale perché non esiste tecnica meccanica senza un “obiettivo” musicale da realizzare.
Il primo approccio “spontaneo” è sicuramente quello di leggere (eseguire) lo studio nella sua versione così come siamo abituati a vedere da sempre, ma purtroppo questa modalità, ancor più in questo caso specifico, ci darà non pochi problemi che persisteranno poi nelle esecuzioni future e che tenderanno ad assumere aspetti esecutivi “verticali” cioè più armonici che contrappuntistici. In parole semplici, suoneremo delle sequenze di accordi non delle linee “vocali” (strumentali) indipendenti con la loro espressività.
Come risolvere alla base tutto ciò? Giocando al piccolo “d-istruttore”. Partendo, come sempre abbiamo detto, dall’individuare le strutture essenziali che formano la “musica” di questo brano.
Esse hanno una forte valenza “melodica” e quindi, individuarne profili e ambiti è sicuramente il primo passo da fare.
Vediamoli separatamente, partendo dalla prima voce (parte), e pian piano ri-costruendo le tre voci che andranno a costituire il “trio” finale e che appaiono “compresse” nella partitura per chitarra di figura II.
La prima voce:
FIGURA III

Facciamo subito una sintesi dell’ambito melodico interessato da questa voce:
FIGURA IV

Torniamo un attimo indietro, alla prima figura cioè la partitura esplicata nelle tre voci, e alla seconda figura che rappresenta lo studio nella sua veste normale. Guardando la figura IV, può sembrare strano ma quelle poche note qui elencate sono la linea melodica della prima voce. Non è forse più facile memorizzare (quando si studia) questa sequenza e essere coscienti che ciò che suoneremo appartiene a questo ambito, che si “muove” in questo tessuto espressivo, piuttosto che continuare a suonare per settimane il brano credendo di risolvere i problemi nel prestare l’attenzione alla sola “pulizia” meccanica delle note?
