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Algo – Due pezzi per chitarra di Franco Donatoni


IL GIOCO DELLE FIGURE


  

 

di Annamaria Plantamura

Si presti attenzione ai “suoni adiacenti” collocati per creare ulteriore battimento.


Procedendo si può constatare l’espansione della gestualità “a” nell’ambito della quale vengono introdotti dei suoni connotati dall’indicazione dinamica sf che mantengono un rapporto intervallare con la SEZIONE QUINTA del Pezzo I. Se ne inserisce un esempio:







La  TERZA SEZIONE si conclude con la progressiva frammentazione della gestualità “a” che porterà alla successiva deflagrazione della stessa conducendo con naturalezza verso la CODA. Se ne riporta la fase finale:






La CODA (dal terzo sistema di pagina 12 sino alla fine) si basa sulla proposizione della gestualità “a” destrutturata per sottrazione. La logica costruttiva della coda può rappresentarsi così:








In questa fase conclusiva del brano è necessario seguire pedissequamente i valori dei suoni e delle pause: la pausa qui assume un ruolo determinante. Ad una prospettiva storicamente acquisita di pausa intesa come  assenza, in cui il silenzio altro non è che la negazione del suono, si sostituisce l’idea di silenzio come utero e destino obbligato del suono, portando progressivamente verso una concezione del tutto differente di pausa, elevata a luogo di virtualità.


Nella CODA le pause assumono un ruolo fondamentale e vanno eseguite come se fossero suoni. Nessuna enfatizzazione, la poetica è nel meccanismo. Ciò non significa che non vi è umanità nel meccanismo, vi è un’umanità altra in cui è comunicativo il meccanismo in sé.


La chiusura consiste nell’interruzione del flusso. Per creare questo effetto l’autore ricorre  all’ausilio di corone brevi:







Si è delineata la traccia delle Figure.


Attraverso l’analisi secondo la tecnica degli “assi paradigmatici” è stato possibile ricondurre tutto il materiale a tali Figure di riferimento. Tutto quanto non è stato inserito lungo l’asse in questa trattazione, è collocabile come proliferazione dell’una o dell’altra Figura, secondo criteri analoghi a quelli attuati sino ad ora.


La tecnica compositiva di Donatoni segue una logica di assemblaggio di Figure disposte di volta in volta secondo ordini diversi in un processo di trasformazione di tipo quantitativo, ma non qualitativo. Si è parlato dello spartito come “luogo di uno spazio” su cui il compositore agisce donando una terza dimensione al suono  operando in termini di pesi, di interventi chiaroscurali.




PARTE II – TRACCE INTERPRETATIVE


I – IL RUOLO DELL’INTERPRETE NELLA MUSICA “NON TONALE”


In un panorama di molteplicità, di alterità, come quello della musica del XX secolo, il ruolo dell’interprete diviene essenziale.

Una serie di elementi si configura dinnanzi agli occhi dell’esecutore che non può sottrarsi all’obbligo di valutare dei fattori determinanti ai fini dell’interpretazione del testo musicale: in primo luogo l’approccio con l’opera in tal contesto è un approccio strettamente legato al sistema linguistico.


 
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