Algo – Due pezzi per chitarra di Franco Donatoni
IL GIOCO DELLE FIGURE
di Annamaria Plantamura
La Figura conserva inalterata la propria sostanza, non è in grado di svilupparsi: può essere variata, moltiplicata, mutata. Le operazioni proprie della trasformazione della figura sono l’inversione, la permutazione, le derivazione di nuovi elementi, la diminuzione o aumentazione quantitativa, la ripetizione mutata, può combinarsi o interpolarsi con altre Figure.
In occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Bartòk, Donatoni scrisse un breve saggio in cui esplicitò le molteplici influenze dell’ungherese sulla sua produzione, proponendo quattro aspetti essenziali per una definizione della poetica figurativa degli ultimi anni:
1- Esposizione della cellula e crescita dell’organismo;
2- Crescita e non sviluppo: conservazione del frammento;
3- Giustapposizione di organismi: mutamento, non evoluzione;
4- Stasi della pulsazione, tempo continuo, condizione “notturna”, rumore, sussurro, vibrazione come mobilità timbrica in uno spazio immobile.
Quest’ultimo documento chiarifica l’atteggiamento compositivo di Donatoni: egli lavora con i materiali e le loro rielaborazioni. All’autore non interessa la gerarchizzazione del o nel discorso musicale, ma l’accostamento di micro forme che possano compenetrarsi grazie ad un continuo processo di crescita in cui la molteplicità regna sovrana ed in cui la Figura incarna l’idea di dinamismo. Il compositore attraverso il codice mette in moto la trasformazione delle Figure ed il complesso di relazioni che l’autore crea nelle e fra esse genera la forma. Si instaura così un inconsueto rapporto fra compositore, che redige e definisce i processi di genesi e trasformazione del materiale, e quest’ultimo, in un riscoperta riconciliazione tra soggetto ed oggetto possibile attraverso la nozione stessa di Figura.
Tutto il materiale di questo primo tempo di “Algo” è riconducibile a cinque Figure.
I termini “Figura” e “frammento” non vengono sempre utilizzati come sinonimi: essendo, ad esempio la Figura 1 del Pezzo I scomponibile in due frammenti, con il termine “Figura” si intenderà la completezza dei due frammenti, il termine “frammento” si riferisce ad una delle due componenti. Nei casi in cui la Figura è composta da un unico frammento, i termini si utilizzeranno indistintamente.
Si propone un’analisi secondo la tecnica degli “assi paradigmatici”, sintetizzata mediante l’uso dei colori. La tecnica degli “assi paradigmatici” in sostanza consiste nel tracciare un immaginario asse verticale lungo il quale accorpare le varie strutture e unità, assimilabili per analogia ritmica, intervallare, funzionale.
Questo genere di lavoro induce a due considerazioni fondamentali: da un lato il brano risulterà molto segmentato a livello di superficie e seguirà un principio di organizzazione formale di giustapposizione di elementi differenti, ma a livello profondo il materiale si rivelerà molto compatto, palesando che nessun frammento sfugge a questo tipo di raggruppamento. Tutto ha ragion d’essere in ciascuno di questi “elementi sorgente” da cui tutta la composizione prende forma.
L’utilizzo dei colori è incisivo per riscontrare visivamente ed orizzontalmente l’albero genealogico di ciascuna Figura, facilitandone l’individuazione laddove l’indagine si complichi a causa della compenetrazione fra strutture distinte. Ne consegue inoltre che il monitoraggio è globale, divenendo una sorta di “progetto esecutivo” (inteso nel senso sia ingegneristico che musicale del termine) dell’intero impianto, non tralasciando proporzioni e dimensioni di ciascun evento.

Fig. 1 Esempio di un grafico del piano formale. Sull’asse delle ascisse il minutaggio del pezzo, sull’asse verticale contrassegnate con i vari colori, incontriamo le cinque Figure. Si può apprezzare l’utilità dell’uso dei colori per cogliere con più immediatezza la rilevanza contestuale di ciascuna Figura.
II – ESPOSIZIONE DELLE FIGURE DEL PEZZO I
Tali “Figure” sono associate a dei colori come segue:
Figura 1 = a + b
“a” “b”



