L’HOMENAJE di M. de Falla e il TIENTO di M.Ohana
dalle architetture minimali alla dissoluzione della melodia
di Gianluigi Giglio

Dopo una transizione più violenta e un ritorno al ritmo del tiento si innestano (“lento”) dei lamenti in ¼ di tono fino a ritrovare il tema della Follia (tempo I) e il tipo di scrittura iniziale ma come stemperato, con una più grande serenità, come se la violenza iniziale si fosse riassorbita e dissolta poco a poco. Alla fine non resta che il frammento delle due note su un ritmo a sette crome, che provengono dal ritmo greco, il ritmo epitrito.

Bolbach ci fa notare che Ohana aveva previsto la tambora solo sull’ultimo accordo e non su tutt’e due le misure, come risulta sulla partitura.
Se – aggiunge Bolbach – l’analisi permette di andare avanti nella comprensione dell’opera, essa non esaurisce le sue risonanze multiple e questa è la prova della sua vera ricchezza.
La forza di questa musica – per Bolbach – è senza dubbio di assettare un linguaggio contemporaneo su risonanze arcaiche, allo stesso tempo, sacre e profane che le conferiscono una profonda universalità, che gioca a un certo livello, sul nostro inconscio. Ohana perviene a procedimenti tecnici - sguarniti di tutti i soliti artifici – perfettamente efficaci sullo strumento che egli ha scelto. Parafrasando Bolbach possiamo fare nostra la sua conclusione:
« Le rapprochement avec Falla et l’Homenaje au Tombeau de Debussy revient à ce point de notre ètude tout naturallement, tant il semble que les deux oeuvres provoquent l’une sur l’autre une sorte de rèsonance par sympathie, mettant bien en lumière le visage le plus secret de l’ame espagnole».(14)
Note:
(1) A cura di Evy De Marco, docente di Analisi delle Forme Compositive e Storia ed Analisi del Repertorio, presso il Conservatorio di Musica “D. Cimarosa” di Avellino, Istituto di Alta Formazione Musicale, Dipartimento di Chitarra - Coordinatore del Corso: Lucio Matarazzo.
(2) Manuel De Falla, Escritos sobre musica y musicos (a cura di F. Sopena), Buenos Aires, Espasa Calpe Argentina, 1950, p. 46.
(3) Vladimir Jankelevitch, Debussy e il mistero, a cura di Enrica Lisciani-Petrini, trad. di Carlo Migliaccio, Bologna, Il Mulino, 1991, p. 55.
(4) Stefano Russomanno “L’Homenaje di Manuel De Falla” in “Il Fronimo” n. 85, ottobre 1993 pag. 42.
(5) Ibid.
(6) A. Gilardino, Manuel De Falla e la chitarra, in “il Fronimo” n. 53 1985, p. 28.
(8) Stefano Russomanno, “L’Homenaje di Manuel De Falla” in “Il Fronimo” n. 85, ottobre 1993 pag. 42.
(9) Suzanne Demarquez, Manuel De Falla Parigi, Flammarion, 1963, p. 112.
(10) Maurice Ohana et la guitare,, entretien avec Pascal BOLBACH, Les Cahiers de la Guitare, n° 2, 2° trimestre 1982, pp. 4-8.
(11) ELENCO SCHEMATICO DEGLI INTERVALLI DI SEMITONO: [Semitono SOL-LAb: da b. 18 a 23]; [Semitono LA diesis-SI: da b. 22 a 26]; [Semitono DO diesis-RE: b. 27 ]; [Semitono MI-FA: da b. 39 a 47]; [Semitono SOL diesis-LA: da b. 44 a 56]; [Semitono LA-SIb: da b. 73 alla FINE].
(12) Angelo Gilardino, Manuale di storia della chitarra, vol. 2°: "La chitarra moderna e contemporanea", ed. Bèrben, Ancona 1988, sec. ed. 1992, p. 119
(13) Ringrazio Isabella Abbonizio (ricercatrice presso il Dipartimento di Storia, Scienze e Tecniche della Musica presso l’Università di Roma 2), per avermi fornito l’articolo “Ohana et la guitare” di Pascal Bolbach, ormai introvabile.
(14) Traduzione: Il rapporto con Falla e l’Homenaje si rivela, a questo punto del nostro studio, del tutto naturale, tanto sembra che le due opere provocano, l’una sull’altra, una sorta di risonanza per simpatia, mettendo ben in luce il volto più segreto dell’animo spagnolo.
Gianluigi Giglio
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