L’HOMENAJE di M. de Falla e il TIENTO di M.Ohana
dalle architetture minimali alla dissoluzione della melodia
di Gianluigi Giglio
Il tempo “Lento” in 2/4 (da b. 11)

parte proprio con il ritmo sincopato di habanera, che richiama paesaggi andalusi, pervasi da nebulose atmosfere melanconiche, lontane e irraggiungibili, proprio nel modo di Falla, laddove anche quest’ultimo era affascinato dai ritmi esoterici e magici che affondano nelle tradizioni lontane dell’Africa.
Il ritmo sincopato dell’habanera provoca ebbrezze dionisiache che rimandano al sapore acre, ma insieme dolciastro, del proibito e del dissacrante: una sorta di tango dal ritmo lento e distante. Ohana fa uso di gruppi di tre note, al posto della terzina di crome: semicrome, sincope di croma e semicroma. In Falla queste ultime sono sempre due crome.

Nel pezzo di Ohana vi è un bilanciamento equivoco tra il binario e il ternario.
I due ritmi:


“si compenetrano l’uno nell’altro; ciò crea un ritmo naturale interiore e non una battuta metronomica”. (10)
Anche altri elementi si succedono a conferma del connubio tra i due brani:
1.gli arpeggiati di Falla (cfr. b. 2 )

2.gli arpeggiati di Ohana (cfr. b. 16)

3. Intervallo RE bem – SOL (vedi bb. 11-12-13-14-19-20) in Tiento

che rimanda all’intervallo SIb – MI (vedi b. 13) dell’ Homenaje.

Entrambi questi intervalli introducono, rispetto alle misure precedenti, un elemento che ha funzione sospensiva: il tritono, appunto.


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