L’HOMENAJE di M. de Falla e il TIENTO di M.Ohana
dalle architetture minimali alla dissoluzione della melodia
di Gianluigi Giglio
Ciò che ne risulta, in questi brevi lirismi è la negazione del lirismo stesso. Solo alcuni micro-spostamenti ci fanno percepire, illusoriamente, cambiamenti in diverse aree tonali: un FA diesis, appare, per la prima volta, da b. 28

e caratterizzerà , a partire da “Deciso e Calmo”

la serie di ottave anch’esse conduttrici di una melodia, che – per dirla con Bolbach - è una sorta di lamento, un motivo gregoriano, la cui risultante è una successione di toni ascendenti (vedi da b. 30 a b. 36):

a sua volta, contro-risultante di un disegno discendente, che troviamo in b 36:

Marcatamente, ciò si verifica nel tempo “tranquillo, ben misurato”, dove il cammino contrappuntistico, sembra incedere con minimi movimenti.
La fluttuazione è resa in forma di arpeggiati, che non solo riecheggiano, come già accennato, quelli di De Falla, quanto fungono da cerniera tra un’area e l’altra del pezzo: dal “Deciso e Calmo” al “Tranquillo, ben Misurato”; da quest’ultimo al “Lento”.
Il “Tranquillo, ben Misurato” è l’unico tempo in cui emerge una melodia chiara e ben definita (ancora una volta la melodia sembra poggiare su un RE), sebbene surclassata da un LA bem. alto, una sorta di bordone all’incontrario, che séguita a confondere la percezione netta della linea motivica.

E’ utile soffermarci su questa nota (LA bem), la cui persistenza incontrastata, giunge sino a b. 53 (vedi esempio sotto riportato) e riprende, enarmonicamente con un SOL diesis basso, dalla battuta successiva sino alla fine della sezione (b. 56 - vedi esempio sotto riportato), ove è in fieri la dissoluzione della melodia. E Ohana rende bene questo effetto di dissolvenza, facendoci pregustare un frammento di melodia, accorto a sottrarci, prontamente, la levità di quella piacevole sensazione, trasformandola in remota illusione. Il semitono SOL diesis–LA somiglia sin troppo al semitono delle battute finali LA–SI bem. : la dissoluzione è davvero iniziata (bb. 54 – 56)

I passaggi ottavati che ora vengono solo accennati (bb. 58-59),

preludono a una cadenza finale, così definita dallo stesso autore (b. 62),

prima di riprendere il tempo “Lento” che ammicca - stavolta palesemente - all’Homenaje, riaffacciandosi con diverse altezze, ma mantenendo gli stessi intervalli e consolidando la centralità del RE, confermata da un DO diesis, con funzione di sensibile:



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