“El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle

Homehttp://www.dotguitar.it/index.html
 

di Piero Viti

Ascolta 1° mov.**

Un’altra importante concettualizzazione costruttiva si riferisce, poi, alla contrapposizione “simbolica” tra l’immagine del “Polifemo d’oro” e quella della “nera cisterna di legno”: va evidenziato, infatti, che in Lorca la figura del “Polifemo d’oro” viene a simboleggiare la superficie della tavola armonica della chitarra (di solito di colore dorato, con la “buca” a rappresentare il grande “occhio” nero al centro), quindi, la superficie esterna della chitarra, metaforicamente intesa come quella della stessa superficie terrestre, battuta dal sole; la “nera cisterna”, invece, rappresenta l’interno scuro e risonante della cassa della chitarra, il suo lato più profondo e per certi versi meno sondabile, metaforicamente riconducibile alle stesse viscere della terra ed all’esoterico mondo delle tenebre. La trasposizione in musica di tale contrapposizione si traduce in varie modalità operative, alcune immediate, altre più sottili e nascoste. I procedimenti più direttamente adoperati sono:

a)l’utilizzo di forti contrasti timbrico-strumentali, con il preciso e puntuale ricorso a sonorità chiare e scure (specificamente richieste in partitura), di valenza non tanto coloristica, ma più prettamente allusiva del dualismo superficie-profondità;

b)l’uso di un’evidente e chiara contrapposizione, nelle armonie, tra aggregati accordali più “dissonanti” (di suono chitarristico scuro ed enigmaticamente tenebroso) ed agglomerati armonici relativamente più “consonanti” (al contrario, luminosi e solari);

c)la focalizzazione della costruzione compositiva principalmente intorno agli intervalli di 3ª maggiore e di 3ª minore.

L’importanza strutturale di questi ultimi è ben evidenziata (nella contrapposizione 3ª maggiore - 3ª minore) già nell’ambito della struttura delle quattro serie principali. Tale contrapposizione, che nell’armonia occidentale marca la distinzione tra tono maggiore e minore e che in senso “psico-acustico” simboleggia i colori “chiaro” e “scuro” (“luce” e “tenebre”), assume, infatti, un ruolo strutturale di rilievo nella costruzione musicale di El Polifemo de oro, rimandando direttamente al dualismo simboleggiato da Lorca tra la luminosa figura del “Polifemo de oro” e quella più tenebrosa della “nera cisterna di legno”.

Tutte e quattro le Serie, nella loro morfologia strutturale, sono, infatti, caratterizzate dall’essere aperte da un intervallo di 3ª maggiore e chiuse da un intervallo di 3ª minore, come descritto in Fig. 3.


Fig. 3: intervalli di 3ª maggiore e 3ª minore nelle 4 Serie di El Polifemo de Oro.

Oltre alle terze, si distinguono, comunque, altri intervalli dotati di particolare valenza strutturale. Tra essi, assumono un particolare ruolo quelli di 7ª, di 6ª e di 4ª eccedente (o di 5ª diminuita, assimilabili, enarmonicamente, alla 4ª eccedente).

In aggiunta ai procedimenti di natura più concettuale prima descritti, si riconoscono, infine, altre procedure utilizzate per tradurre in musica, in maniera più diretta, le immagini poetiche dei testi, come:

a)l’utilizzo di nuclei tematici di carattere “modale” e di atmosfera “mediterranea”, incastonati in più punti nel costrutto seriale “dodecafonico”, legati, più direttamente, al personaggio mitologico del “Polifemo”, il mitico ciclope della tradizione greca, la cui figura richiama per l’appunto alla memoria echi musicali ancestrali ed arcaici;

b)il ricorso a figurazioni retorico-musicali, che interpretano il “sospiro” ed il “lamento” e l’uso di espedienti tecnico-strumentali di tipo onomatopeico per rappresentare i “sospiri che tremano” ed il “singhiozzo” che “fugge”.










1° Movimento (Ben Adagio)


Il primo movimento di El Polifemo de Oro presenta un “ritratto” musicale in chiave stilizzata di uno dei principali aspetti espressivi del suono della chitarra direttamente chiamati in causa dall’immaginazione poetica di Lorca: il potere evocativo, capace di dar voce, in un’incantata dimensione , quasi sovrannaturale, ad immagini “materiche”, sanguigne e solari, e, nello stesso tempo, a presenze sonore misteriose ed emblematiche, direttamente provenienti dalle viscere dello strumento.

3a maggiore

3a minore

3a maggiore

3a minore

3a minore

3a maggiore

3a maggiore (con enarmonia Sib - La#)

3a minore

Home archivihttp://www.dotguitar.it/zine/archivi/index.html
  Pag. precedentepolifemo2.htmlpolifemo2.htmlpolifemo2.htmlshapeimage_15_link_0
Pag. successiva  polifemo4.htmlpolifemo4.htmlpolifemo4.htmlshapeimage_16_link_0

**tratto da: Piero Viti, “El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle - CD registrato nell’ambito del Corso Sperimentale di I Livello “Chitarra del ‘900” del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino - A.A. 2001-2002; docente: - Lucio Matarazzo, chitarra.

Pagine

1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  11