“El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle

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di Piero Viti

2° Movimento (Allegretto)


Il 2° Movimento di El Polifemo de oro sembra essere, invece, interamente ispirato alla suggestiva immagine poetica della “tarantola che tesse una grande stella per sorprendere i sospiri che tremano nella […] nera cisterna di legno”, quindi, alla trasposizione in musica della suggestione poetica della tela della “tarantola”, metafora delle corde della chitarra tese sulla buca, che, nella fantasia di Lorca, intrappola i “sospiri” provenienti dall’interno dello strumento, la cassa. Tale immagine è tradotta da Smith Brindle in un “grottesco” quadretto musicale, nel quale le suggestioni poetiche si fondono con rimandi più strettamente naturalistici, secondo i dettami della più tipica “musica a programma”. L’allegoria segue quella descritta nel 1° Movimento, nel quale è proposto, invece, il ritratto in musica della genesi dei “sospiri” all’interno della “nera cisterna” ed il loro allontanamento verso l’esterno.

La forma del brano è assimilabile ad una sorta di Rondò, con una strofa iniziale, più volte ripetuta, inframmezzata da brevi sezioni elaborative. La struttura compositiva è organizzata essenzialmente su due livelli: uno superiore, caratterizzato da una trama continua di arpeggi sulle prime tre corde, ed un livello inferiore, dove prendono, invece, posto vari incisi melodici, tutti protesi nel registro basso ed incastonati in vario modo nella trama sovrastante dell’arpeggio.

A far da sottile filo conduttore con il precedente Movimento, ricompaiono nella trama compositiva alcuni elementi già citati, ai quali, però, si affiancano altri elaborati ‘ex novo’.

Un primo forte legame con il precedente Movimento è visibile nell’armonia delle prime quattro battute, distribuita in un arpeggio basato su un accordo avente forti analogie con quello iniziale del 1° Movimento (vedi Fig. 8). In particolare, l’armonia iniziale del 2° Movimento rappresenta una trasposizione una 4ª giusta sopra, con differente disposizione intervallare, dell’armonia iniziale (e finale) del 1° Movimento.


Fig. 8: Confronto tra l’armonia iniziale del 1° Movimento e del 2° Movimento

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  1. 4a/11a eccedente (con enarmonia Sib-La#)

  2. 9a minore (9a maggiore)

  3. 7a minore

  4. 5a giusta

  5. 3a maggiore


Nota fondamentale: Mi

Seconda parte

Ascolta 2° mov.**

**tratto da: Piero Viti, “El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle - CD registrato nell’ambito del Corso Sperimentale di I Livello “Chitarra del ‘900” del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino - A.A. 2001-2002; docente: - Lucio Matarazzo, chitarra.

battuta 1

analisi armonica

battute 1-5

analisi armonica

(note contenute nell’arpeggio)

  1. 4a/11a eccedente

  2. 9a minore

  3. 7a minore

  4. 5a giusta

  5. 3a maggiore


Nota fondamentale: La

Tale armonia sembra delineare una “modulazione” a La maggiore, Sottodominante di Mi maggiore (nucleo “tonale” con cui si apre e chiude il 1° Movimento del Polifemo), come suggerito dalla 3ª maggiore e dalla 5ª giusta sulla fondamentale la (escludendo le “coloriture” date dalla 9ª minore e dalla 4ª eccedente). La consequenzialità armonica tra i due Movimenti, con la modulazione alla Sottodominante, risponde, inoltre, in pieno ad una tipica consuetudine della tradizione musicale “classica”.

L’immagine, invece, della tela (corde della chitarra) tesa sulla buca e dei “sospiri” che fuoriescono dalla cassa è illustrata nella prima Strofa (batt. nn. 1-20), costruita sulla serie S2 (batt. nn.1-9), e, poi (batt. nn. 9-18), sulla serie S3 (da notare che l’uso della serie S3 rappresenta un’anticipazione della sua reale esposizione legata al successivo 3° Movimento). Il materiale melodico-armonico è essenzialmente distribuito tra il lungo e continuo arpeggio sommitale (sui bicordi re#-mi e re nat.-mi, poi trasportati in progressione un tono e mezzo sotto a do-reb e la#-si, nel quale si incastona, all’inizio, il bicordo do#-sib), e gli incisi melodici di valenza tematica posti nel sottostante registro grave, descritti in apertura. Quest’ultimi sono costruiti essenzialmente su intervalli strutturali di 3ª maggiore e 3ª minore (considerando la reale disposizione delle relative note nell’ambito delle serie), anche se, poi, nel tessuto compositivo finale subiscono delle amplificazioni, generate da mutazioni ottenute per ottavazioni e cambi di registro, che allargano gli spettri sonori ad intervalli di 6ª, 7ª e 9ª. Caratteristica principale del profilo melodico di tali incisi è quella di slanciarsi con ampi intervalli tra il basso e l’acuto, lambendo le note dell’arpeggio.

Gli stessi incisi derivano tutti dal “Tema del sospiro” del 1° Movimento, giacché ne rappresentano delle varianti per mutazioni e trasformazioni contrappuntistiche (esposizioni retrograde, inverse, permutate, aggravate, etc.), impersonando, quindi, ognuno di essi, uno dei “sospiri” cui si riferisce Lorca.

In Fig. 9, per ciascun inciso melodico si illustrano: i rapporti intercorrenti con il “Tema del sospiro”, le riduzioni agli intervalli strutturali di base e la natura delle eventuali varianti contrappuntistiche.



Fig. 9: individuazione del “Tema del sospiro” negli incisi melodici del 2° Movimento.


battuta 2

Esposizione diretta

battute 3-5

Retrogrado inverso

3a min

3a magg

battute 6-8

7-

6-

7 dimin

7-

Esposizione diretta (con enarmonie)

3a min

battute 8-11

9+

9-

3a min

3a min

battute 12-18

7+ (mib=re#)

6-

Retrogrado inverso

Retrogrado (con differente sviluppo intervallare)

3a min

3a min

3a magg

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