“El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle

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di Piero Viti

L’organizzazione di tutto il materiale sonoro dipende, ancora, da regole permutative la cui rappresentazione grafica nell’ambito delle serie si traduce in figure geometriche curvilinee (spirali, archi di cerchio, ellissi). Se consideriamo la serie rdS1 (dalla quale deriva S2 secondo i meccanismi esposti nella Fig. 2), è interessante vedere che nel tessuto compositivo delle prime nove battute (prima frase), le note dell’arpeggio sono individuate da un percorso a spirale (assimilabile alla rappresentazione visiva della tela del ragno), mentre gli incisi melodici nel registro grave sono individuati da un arco di cerchio e da un’ellisse (che potrebbero simboleggiare il moto lungo una traiettoria curvilinea che termina nella buca, occhio di Polifemo, di forma ellittica) (Fig. 10).


Fig. 10: costruzione degli elementi contenuti nella prima frase (batt. nn.1-9) del 2° Movimento


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Sovrapponendo su rdS1 una spirale stretta (sulle note Do#, Sib, Re#, Mi, Do), poi, un arco di cerchio(sulle note La, Sol, Si), ed un’ellissi (sulle note Fa, Lab, Fa), si ottengono tre gruppi, G1, G2, G3; il gruppo G1 individua le note dell’arpeggio ed i gruppi G2 e G3 quelle degli incisi melodici al basso nelle battute 1-9 del 1° periodo.

battute 1-9

Arpeggio

Incisi melodici al basso

Riguardo le “immagini” poetiche di Lorca, l’arpeggio nel registro acuto (geometricamente sommitale), è assimilabile alla tela del ragno, come dimostra, anche, la figura geometrica (spirale a più giri-ragnatela) che ne individua le note (vedi Fig. 10). Al di sotto dell’arpeggio (ragnatela), nel registro grave (quindi nella profondità dello strumento), volteggiano, in moto di avvicinamento (lungo una traiettoria che va verso la buca, come illustrato in Fig. 10), i “sospiri”, rappresentati dai nuclei tematici delle batt. 1-18, tutti strettamente “imparentati” con il caratteristico “Tema del sospiro” (vedi Fig. 9).

Il particolare profilo melodico di tali elementi tematici (con gli ampi salti intervallari ed i ripiegamenti in direzione della trama degli arpeggi-tela della tarantola) li accomunerebbe ad una suggestiva immagine naturalistica: quella di “insetti” volanti (tipo “farfalle”!), che volteggiano in maniera imprevedibile e fantasiosa verso l’alto (l’uscita della cassa, la buca).


A questo punto, esposta la prima Strofa, inizia una narrazione di eventi, che trova negli elementi musicali che seguono una precisa logica espressiva. Il finale della Strofa è, infatti, marcato da due improvvisi accordi (batt. nn. 18-20), che, con una dilatazione del ‘tactus’ ritmico, bruscamente interrompono il costante fluire ritmico degli arpeggi; segue, poi, l’esposizione di un elemento cadenzale. Il materiale musicale è sviluppato su elementi della serie S3 e frammenti delle serie S1 e dS1, permutati attraverso procedure geometrico-matematiche. L’elemento cadenzale (da batt. n. 21) ha una struttura compositiva articolata, caratterizzata da una polifonia “nascosta”, arricchita di procedimenti “politonali” sovrapposti alla scrittura seriale; in particolare si individua la compresenza di nuclei armonici in tonalità di Re maggiore, Lab maggiore e Sol maggiore (Sol 7ª). Analizzando la costruzione di questo elemento cadenzale con i procedimenti grafici geometrico-matematici fin qui utilizzati, si può notare che i percorsi geometrici risultanti si fanno più complessi, caratterizzati essenzialmente da linee curve contorte.


Nella Fig. 11 si riporta, come esempio, la rappresentazione grafica dell’articolato e contorto percorso legato alla permutazione degli elementi della serie dS1 nell’elemento cadenzale a partire dal lab di batt. n.22.


Fig. 11: rappresentazione grafica delle voci costruite sulla serie dS1 nella cadenza di battute nn.21-26.



In questa sezione del brano è, quindi, rappresentata una precisa situazione metaforico-naturalistica: i “sospiri-insetti”, nel loro librare, giunti nella buca, restano intrappolati nella tela tessuta dalla “tarantola” e tentano di liberarsi, divincolandosi. Tali tentativi sono rappresentati dai guizzi melodici dell’elemento cadenzale, che traducono “in musica” i tentativi dei “sospiri-insetti” di liberarsi dalla trappola tesa dal ragno: si tratta, infatti, proprio delle contorsioni estreme che comunemente capita di osservare in una situazione del genere in natura. Le strutture compositivo-musicali confermano tale ipotesi, in quanto anche le figure geometriche collegate alla genesi degli incisi melodici mostrano un’estrema contorsione (vedi Fig.11).

Segue, a questo punto, una ripetizione della prima Strofa (escludendo la cadenza finale), che prosegue con un breve “ponte” (batt. nn. 42-45), costruito su elementi della serie S3, dal quale si passa ad un nuovo episodio. Il discorso musicale (da batt. n.46 a batt. n.54) si fa di nuovo frammentato; le note dell’arpeggio e quelle delle linee melodiche nel registro grave, nonché quelle contenute in un nuovo elemento cadenzale (tra le batt. nn. 52-53), sono tutte individuate da una permutazione della serie S3, derivata anch’essa da procedimenti grafici rappresentabili con figure geometriche curve. In questo successivo elemento cadenzale sarebbero rappresentate ancora le contorsioni del “sospiro-insetto” intrappolato.

A questo punto compare un elemento del tutto nuovo ed isolato dal contesto, anch’esso di carattere cadenzale, costituito da una progressione discendente di rapidi arpeggi in quartine di biscrome su elementi derivati dalla serie S1. Questo elemento (che riappare significativamente in esposizione retrograda anche più avanti, alle batt. nn. 90-91) rappresenta una vera e propria novità, riconducibile anch’esso alle immagini poetiche di Lorca: impersonerebbe, infatti, l’entrata in scena della “tarantola”. Come, infatti, in natura le convulse contorsioni dell’insetto intrappolato nella tela hanno esito “fatale”, richiamando il ragno acquattato in attesa della preda, allo stesso modo, nell’allegoria, gli scossoni “musicali” dei “sospiri” richiamano la “tarantola”, facendola uscire allo scoperto; la sua entrata è segnata dalle rapide quartine di biscrome con un vero e proprio ‘coup de théâtre’: tali figurazioni, con la loro marcata articolazione “rotatoria”, alludono, infatti, in maniera “gestuale” ed “onomatopeica”, ai rapidi movimenti delle zampe del ragno (che l’illusione ottica percepisce come circolari), imitando, così, i guizzi ed i gesti repentini che fa il ragno durante la cattura delle malcapitate prede. Va, poi, notato, che l’entrata avviene con un moto discendente (legato alla progressione discendente delle posizioni accordali degli arpeggi), quasi a simboleggiare la discesa della bestia lungo la tela dall’alto (la buca) (Fig. 12).



Fig. 12: rappresentazione grafica dell’elemento musicale di batt. 55: entrata in scena della “tarantola”

Imitazione del moto “rotatorio”

delle zampe del ragno

battuta 55

Discesa del ragno

Qui il brano prevede una nuova ripetizione da capo della prima Strofa (con una struttura formale che ricorda, quindi, quella del Rondò); tale ripetizione non è però presente nella versione del 1963, nella quale, invece, si prosegue direttamente fino alla fine, con alcuni piccoli elementi cadenzali.

Dopo, il brano termina con una lunga Coda. A partire da batt. n.84 compare un nuovo elemento cadenzale a scrittura monodica, che si articola con un’enfatica salita dal registro basso verso quello acuto, in una dinamica ff. Ancora la costruzione del materiale (basato sulla serie S3 e sul retrogrado della serie S2) risponde a procedimenti geometrici simili a quelli già ampiamente descritti, alludendo agli scossoni delle prede ed al loro intrappolamento nella tela.

Ricompare la figurazione a biscrome, imitazione del “ragno” (presentata in maniera retrogada, con direzione ascendente, a simboleggiare una risalita della “tarantola” verso al buca, batt. n. 90), alla quale fa seguito un ultimo elemento cadenzale, suonato in dinamica f e con indicazione “marcato” (batt. nn. 91-94), che, dopo una lunga reiterazione delle note mi-re# nel registro acuto, si chiude scendendo su un “drammatico” accordo con punto coronato (batt. n.93). Il materiale musicale di quest’ultimo elemento si basa su un frammento della serie S2 percorsa in senso retrogrado. La cosa interessante da notare è che tale materiale diminuisce man mano, sostituito da frammenti più piccoli che escludono le rimanenti note contenute nella serie S2. Se si effettua una rappresentazione grafica del percorso relativo alle note utilizzate, si può vedere che le note rimanenti si vengono a collocare visivamente all’interno di un’ampia figura geometrica, vagamente ellittica (Fig. 13).


Fig.13: rappresentazione grafica della cadenza di battute nn. 91-93.

In quest’ultima sezione del brano (Coda), si prosegue, quindi, nella narrazione di eventi fin qui svolta. La “tarantola”, che ha catturato con gesti repentini il “sospiro-insetto”, gli inietta il micidiale veleno avvolgendolo ulteriormente nella tela; questo particolare momento è suggerito dalla concitata azione musicale di batt. nn.56-59, costellata di accordi chiaramente “drammatici”. Gli ulteriori tentativi di divincolarsi da parte dei “sospiri-insetto” sono rappresentati dalla cadenza di batt. nn. 84-86; la cosa significativa è che, anche visivamente, le figure geometriche risultanti suggeriscono un intrappolarsi del materiale musicale all’interno della tela (l’arpeggio).

La “tarantola”, quindi, si allontana risalendo in superficie (progressione ascendente dei rapidi arpeggi ad imitazione del “ragno” batt. nn. n. 90-91) in attesa della morte del “sospiro-insetto”.

La capitolazione finale dei “sospiri” è impersonata musicalmente dalla “drammatica” figura cadenzale (incisivamente suonata in “marcato”) nelle batt. nn. 90-94, il cui profilo melodico (descritto prima), parte sul registro acuto per poi scendere repentinamente su quello grave. Tale profilo sembra rappresentare quasi un urlo, ultimo atto del “dramma” e l’ultimo strenuo tentativo di sfuggire alla crudele sorte; il suo profilo melodico è, infatti, interpretabile come un “melos patogenico”, secondo la definizione dell’etnomusicologo Curt Sachs, ed è in particolare strettamente correlabile ad una cosiddetta “melodia a picco”, che rappresenta per l’appunto un’espressione incontenibile, come è quella di un grido.

Con questa particolare figura retorico-musicale viene, quindi, ad essere rappresentata la definitiva disfatta della preda (il “sospiro-insetto” ormai intrappolato e sopraffatto dal veleno!) ed il suo definitivo soccombere al ragno.

Da notare che in quest’ultima sezione musicale le figure geometriche disegnate dai percorsi melodici (come visibile in Fig.13) si sviluppano solo su frammenti della serie S2, inglobando al loro interno le rimanenti note non utilizzate: questa particolare disposizione sembrerebbe, quindi, alludere proprio al materiale musicale che progressivamente viene divorato dal ragno!

A questo punto, il brano, dopo una breve ripresa degli arpeggi iniziali, è chiuso in maniera perentoria, da tre accordi suonati in dinamica ff e sf, con una marcata differenziazione timbrica chiaro-scuro. In questi accordi abbiamo una sovrapposizione “politonale” dell’accordo iniziale (e finale) del 1° Movimento e di quello iniziale del 2° Movimento. Gli accordi fanno calare il sipario, con grande drammaticità (ma in fondo anche con una sottile vena di humor “nero”, che non manca mai nel pensiero “anglosassone”!), sulla sorte del “sospiro-insetto”, il cui crudele destino si è ormai compiuto nelle grinfie della “tarantola”.

Da notare, ancora, la presenza finale di una “macro-struttura” compositiva a “specchio”, che richiama quella del 1° Movimento, data dalla riesposizione retrograda (a partire da batt. n.85 fino alla fine) della serie iniziale (S2). In questo finale, caratterizzato dall’ideale fusione delle armonie con cui si aprono entrambi i Movimenti, è, quindi, ulteriormente evidenziata la sottile trama di legami “sotterranei” esistente tra i vari elementi dell’intera composizione, espressa, anche, dalla presenza del ‘leit-motiv’ del “Tema del sospiro”.


Fine seconda parte

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