“El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle
di Piero Viti
3° Movimento (Largo)
Il 3° Movimento del Polifemo de Oro rappresenta uno dei momenti più meditativi ed onirici dell’intera composizione. L’immagine poetica di Lorca a cui la pagina sembra maggiormente ispirarsi è quella (dalla lirica “Adivinanza de la guitarra”) dei “sogni di un tempo” evocati dalle corde della chitarra (“sei donzelle, tre di carne e tre d’argento”).
Dal punto di vista compositivo, il brano è strutturato in due sezioni, “A” e “B”. La sezione “A” si svolge da batt. n.1 a batt. n.9 ed è replicata (batt. nn.10-n.18) con una piccola variante nella coda; nel suo incipit (batt. 1-2) è esposta la Serie n.3 (S3). La successiva sezione “B” inizia con la riproposizione in forma variata delle prime battute di “A” (batt. nn. 19-25) e prosegue con una sorta di ampia coda (batt. nn. 25-35).
Dall’analisi condotta sul brano è stato possibile identificare essenzialmente tre tipi di procedimenti utilizzati da Smith Brindle per rappresentare in musica l’immagine dei “sogni di un tempo”.
Il primo è l’uso di una forma direttamente riconducibile ad una dimensione musicale arcaica (simbolicamente ambientata nel “passato”). Ad un rimando al “passato” contribuisce, infatti, in primo luogo, l’ossatura ritmica (riconoscibile nelle prime misure), basata su una metrica ternaria (3/4) con ritmo puntato sul secondo movimento, tipica della Sarabanda (1). Il rimando a questa danza risponde, anche, alla prassi “barocca”, che vuole la Sarabanda come momento più austero e meditativo all’interno della Suite. Ulteriori elementi di “arcaicità” sono, poi, l’uso di un linguaggio polifonico ed il massiccio ricorso a procedimenti di elaborazione tematica classico-barocchi (Fig. 14).
Fig. 14: prime 4 misure del 3° Movimento: ritmo di Sarabanda.


La variante contiene contemporaneamente l’intervallo strutturale di 3ª maggiore (Sol-Si) e quello di 3ª minore (Sol-Sib), rimarcando, così, uno degli elementi compositivi fondamentale dell’intera composizione: il contrasto espressivo (con le valenze simboliche di cui si è già discusso) tra gli intervalli maggiori e minori di 3ª.
Il “Tema del sospiro” caratterizza l’invenzione anche del successivo elemento tematico (batt. nn.2-3); in esso è presente, però, una mutazione dell’intervallo di 3ª in quello (anch’esso di valenza strutturale) di 4ª eccedente, come illustrato nella Fig. 16.
Fig. 16: articolazione melodica del secondo inciso tematico.
Terza parte
9#
3+
7+
4 ecc
7-
3-
4 ecc
5 dim (4 ecc)
9-
3-
3+
Nella Figura sono classificati, anche, i principali intervalli strutturali. Da notare che lo sviluppo melodico-armonico, come nei precedenti Movimenti, si basa principalmente su intervalli di 3ª maggiore e minore, 4ª eccedente, 7ª minore e 9ª. In particolare, l’accordo iniziale, pur se meno denso, presenta delle similitudini con le armonie di apertura del 1° e 2° Movimento (vedi Fig. 8 nella prima parte dell’articolo), in quanto vede sovrapposti sulla nota fondamentale (Reb) gli intervalli di 3ª maggiore (Fa), 9ª eccedente (Mi nat.), e, in maniera sfalsata, 4ª eccedente (individuato tra Fa e Si nat.), delineando un’apparente “tonalità” iniziale di Reb maggiore.
Il secondo procedimento utilizzato dal compositore nella rappresentazione in musica dei “sogni di un tempo” prevede il ricorso ad un materiale musicale di significato fortemente simbolico. Nella Sarabanda sono, infatti, rielaborati ed espansi in chiave più speculativa e “lirica” alcuni elementi musicali già esposti nei precedenti Movimenti, in un gioco di rimandi simbolici molto raffinati. Tra essi spicca il “leit motiv” del “Tema del sospiro”, che viene ad assumere un ruolo del tutto particolare, come elemento portante dell’intero edificio compositivo. Nei vari procedimenti trasformativi a cui esso è sottoposto, sembra, infatti, celarsi una precisa allusione ai processi onirico-speculativi legati al “sogno”.
Il “Tema del sospiro” è chiamato, quindi, a svolgere il ruolo di protagonista principale, impersonando, con il suo contenuto retorico-allegorico, direttamente l’immagine dei “sogni di un tempo”. Tale Tema lo si ritrova, infatti, alla base di tutti gli incisi melodici del brano, sia sottoforma di testuale citazione, che come varianti contrappuntistiche (ottenute per inversione, retrogradazione, retrogradazione dell’inverso, permutazione).
A partire da esse, tramite ulteriori aggravamenti e diminuzioni ed amplificazioni e contrazioni degli spettri intervallari, è possibile individuare i profili di tutti gli incisi melodici del brano.
Il “Tema del sospiro” è, infatti, subito citato in apertura (batt. nn.1-2) nella voce di contralto, in una variante retrograda permutata (Fig. 15).
Fig. 15: “Tema del sospiro” in battuta n.1 del 3° Movimento.
3° Movimento
Retrogrado permutato (RP) del “tema del sospiro”
battute nn. 1-2
Intervalli strutturali
3+
3-
3° Movimento
Retrogrado mutato (RM) del “tema del sospiro”
battute nn. 2-3
Intervalli strutturali
4 ecc
Lo stesso Tema appare, inoltre, in forma variata al basso nelle batt, nn. 2-3 (Fig. 17).
Fig. 17: “Tema del sospiro” al basso
Varianti del “tema del sospiro” al basso
battuta n. 3
Esposizione inversa mutata
Esposizione inversa mutata
battuta n. 4
In Fig. 18 è riportato un riepilogo che illustra tra le batt. nn.3-8 la derivazione di tutti i rimanenti incisi melodici dal “Tema del sospiro”; ciascun inciso è riportato su un distinto pentagramma, seguito dalla sua riduzione all’intervallo strutturale di base e dalla classificazione delle varianti compositive cui è sottoposto.
Ascolta 3° mov.**
**tratto da: Piero Viti, “El Polifemo de Oro” di Reginald Smith Brindle - CD registrato nell’ambito del Corso Sperimentale di I Livello “Chitarra del ‘900” del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino - A.A. 2001-2002; docente: - Lucio Matarazzo, chitarra.
3+
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