Joaquin Rodrigo: Concierto de Aranjuez
Homehttp://www.dotguitar.it/index.html
 

di Piero Viti

Home archivihttp://www.dotguitar.it/zine/archivi/index.html

In definitiva, quindi, la scrittura della chitarra nell’Adagio sembra poter svolgere due tipi di ruoli predominanti nel “paesaggio acustico”,:

1)rappresentare un elemento generale, che ribadisce, con i suoi stilemi, l’ambientazione ‘flamenco-Andalusa’ della Saeta;

2)suggerire, in alcuni casi particolari, immagini retorico-declamatorie “onomatopeiche”, riferibili all’implorazione o ad una preghiera che ascende verso il cielo. 


e) Impulso ritmico dell’Adagio

La pulsazione ritmica continua è un altro elemento che caratterizza l’intero “paesaggio acustico” dell’Adagio.

Il brano si apre, infatti, con degli ampi e profondi accordi arpeggiati della chitarra, cadenzati sui quattro movimenti ritmici (semiminima) della battuta di 4/4, il tutto su un lungo pedale di tonica ai violoncelli e contrabbassi, debolmente rinforzato, poi, dagli archi (Esempio 33, tratto dalla riduzione pianistica).


Esempio 33






Nell’esposizione chitarristica, la pulsazione ritmica sul “quarto” passa ai pizzicati dei contrabbassi-violoncelli (dal segno (1) a (2)) (Esempio 34), ripetendo il tutto nelle successive due strofe del Tema.


Esempio 34







La pulsazione ritmica costante prosegue, poi, per l’intero brano, rappresentando, così, uno dei suoi elementi portanti. Di questo ci dà conferma lo stesso Rodrigo (vedi nota 5), il quale, nell’illustrare la composizione, dice che nel 2° Movimento  “un profondo e ininterrotto battito sorregge l’intero edificio sonoro…”.

Nell’ambito del tessuto del brano, tale elemento si ritrova espresso in varia misura: a volte citato in maniera evidente, in altre invece solo alluso.

A partire da (4) la pulsazione viene, infatti, frequentemente scambiata tra la chitarra (con gli accordi ripetuti) e gli archi (a volte portata dal basso alle voci superiori, in una scansione omofonica ad accordi, vedi, ad esempio, le misure da (5) a (6)); inoltre è a luoghi è affidata anche ai fiati.

Nella prima Cadenza della chitarra è, invece, soltanto accennata, affidata agli accordi presi qui è lì tra le fioriture della linea melodica della chitarra; è sintomatico che tali accordi siano scritti dal compositore su un doppio rigo, quasi a voler simboleggiare, comunque, una presenza continua, anche se a luoghi “occulta” di tale propulsione; essa riemerge, infatti, solo quando le possibilità strumentali lo permettono (Per inciso, tale scrittura chitarristica, su due righi, rappresenta, anche, una vera e propria novità compositiva nella scrittura per chitarra del periodo storico in cui è stato realizzato il Concierto) (Esempio 35).


Esempio 35: scrittura su due righi nella prima Cadenza della chitarra





Proseguendo, nella “Seconda sezione di Elaborazione tematica”, che parte da (8), l’elemento propulsivo sulle semiminime si distribuisce, invece, in maniera più articolata tra le varie voci strumentali. Significativo risulta l’accento sfz sull’ultimo quarto della misura (con la chitarra in trillo, raddoppiata da violoncelli e contrabbassi - alla fine della seconda e della  quinta battuta dopo (8)), che marca il momento di notevole ‘pathos’ espressivo di cui si è data un’interpetazione simbolica nel paragrafo dedicato alle figure retorico-declamatorie “onomatopeiche”. (Esempio 36).

 

Pagine   1  2  3  4  5  6  7  8  9  10  11  12  13  14

15  16  17  18  19  20  21  22  23  24  25  26  27