Il Fandanguillo di J.Turina:


LE MISTERIOSE SUGGESTIONI DEL CANTE JONDO TRA COLORISMO IMPRESSIONISTA DI MATRICE FRANCESE E NATURALISMO DI IMPRONTA POPOLARE

  

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di Annamaria Plantamura

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Cosa significa realmente analizzare un costrutto sonoro?


Per penetrarlo a fondo che genere di osservazione sarebbe meglio adottare?

Il sistema d’indagine nasce dal brano stesso. L’approccio analitico richiede finalizzazione: i tratti da sottoporre  ad analisi vengono decisi preventivamente, di modo che possano essere sviscerati e collocati all’interno dell’opera, cercando in questo modo di risolvere quel dualismo testo/contesto che rende ardua la comprensione del fenomeno musicale.


In fondo cos’è una composizione? Un progetto che pianifica il tempo futuro (Sciarrino).

Quindi l’analisi non è altro che uno strumento - necessario - attraverso il quale si riduce la distanza tra lo spazio della composizione e la sua temporalizzazione.


L’analisi esige un metodo. Il monitoraggio delle dinamiche interne al materiale è possibile solo mediante l’osservazione di tre aspetti fondamentali: l’aspetto sonoro globale, l’analisi percettiva ( per i quali si rimanda alla curiosità del lettore) e in fine la texture. Questi tre elementi vanno sottoposti ad indagine mediante il raffronto tra ascolto e partitura, componenti essenziali dell’esperienza musicale.

Tali premesse  sono doverose, in modo che il metodo adottato in questa trattazione non appaia astratto, ma profondamente generato dal testo ed ad esso asservito.


Si è scelto di lavorare sul “ Fandanguillo” di Turina per varie ragioni: da un lato il pregio di un’opera fondamentale del repertorio chitarristico, dall’altro la profonda curiosità che essa suscita ad ogni ascolto per l’originalità del linguaggio, le suggestioni timbriche e l’esaltazione delle risorse di quel meraviglioso strumento che è la chitarra.

Alla luce di quanto appena detto, è necessario rilevare che obiettivo di questa analisi sarà cercare una chiave di lettura del brano che possa condurre a comprenderne il significato profondo, tentando di fornire degli spunti di riflessione necessari a costruirne una fondata e consapevole interpretazione.




I – CARATTERI GENERALI E STRUTTURA DELL’OPERA


Composto nel 1926, il “Fandanguillo” affonda le sue radici nel tardo ‘600, generandosi dal più celebre “Fandango”.

La scelta di recuperare quest’antica danza spagnola è in perfetta sintonia con le caratteristiche compositive di Turina poiché nella sua arte si esplica la perfetta simbiosi fra colorismo impressionista di matrice francese e naturalismo di impronta popolare, come si vedrà in seguito analizzando gli elementi germinali.

La struttura del brano è tripartita e durante il suo svolgimento si avverte un’ossatura ritmica ternaria. Ne consegue una concezione lineare del tempo.


Per quanto concerne l’analisi armonica è necessario fare una considerazione fondamentale: l’assenza di moti cadenzali ben riconoscibili induce a percepire una sensazione di grande sospensione in cui non vi è un vero e proprio punto di approdo.

Ne consegue che la logica di organizzazione armonica non va ricercata propriamente nella tonalità, ma diviene più sensata se si pensa alla composizione come fondata, nelle varie macro – sezioni che la compongono, su una sorta di nota “repercussio” che in sé possiede la forza e la sensazione di sospensione. Da ciò dipende la costante impressione di vagare in una grande area dominantica.


Partendo da questi presupposti, per comprendere la composizione dal punto di vista armonico, la si può dividere in sei  sezioni:              



                                                Battute  1 – 26        :      MI repercussio

                                                Battute 27 – 45       :      LA repercussio

                                                Battute 46 – 57       :      MI repercussio

                                                Battute 58 – 71       :      LA repercussio

                                                Battute 72 – 87       :      SI repercussio

                                                Battute 88 – 101     :      MI repercussio



Si noti l’accurata scelta delle repercussio, legate fra loro da rapporti “ dominantici” : il MI è dominante di LA, il SI è, sì il II grado di LA, ma è anche dominante di MI.

Queste caratteristiche dell’impianto armonico del brano suggeriscono una riflessione dalla duplice facciata: da un lato il superamento della tonalità nella sua accezione più tradizionale, dall’altro i rapporti tra le repercussio ci riconducono ad essa.


Per questa ragione il linguaggio che ne deriva può essere definito “a referenzialità tonale”.

La struttura del brano si può schematizzare come segue:

                                     


                                                   Battute  1  –  9        :     Introduzione

                                                   Battute 10 – 19       :     Sezione A

                                                   Battute 20 – 26       :     Ponte

                                                   Battute 27 – 46       :     Sezione B

                                                   Battute 47 – 57       :     Ripresa di A

                                                   Battute 58 – 71       :     Sezione C

                                                   Battute 72 – 87       :     Ponte

                                                   Battute 88 – 101     :     Coda




Nell’analisi che segue, si farà riferimento a quest’ultima schematizzazione.


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