Il Fandanguillo di J.Turina:
LE MISTERIOSE SUGGESTIONI DEL CANTE JONDO TRA COLORISMO IMPRESSIONISTA DI MATRICE FRANCESE E NATURALISMO DI IMPRONTA POPOLARE
di Annamaria Plantamura

II – INTRO : ESPOSIZIONE E ANALISI DEGLI ELEMENTI
Battute 1–9 : Introduzione
La funzione introduttiva di queste prime nove battute è enfatizzata dalla presenza della battuta di pausa di 2/4 (batt.9), che separa nettamente l’introduzione da ciò che segue. La sezione introduttiva ha funzione espositiva poiché racchiude in sé, nella sua essenzialità, i tre elementi caratterizzanti del brano:
Elemento percussivo a ritmo di fandango (batt. 1 – 3 – 5)*1



Elemento accordale melodico (batt. 2 – 4 – levare di batt. 8 e batt. 8)



Quest’ultimo frammento è estensione di 2 con dilatazione
Elemento “connettivo” ascendente, riconducibile alle falsetas flamenche ed anche all’elemento “b” del quale è estensione per diminuzione (batt. 6 – 7)

La parte introduttiva presenta il rapporto timbrico esistente tra l’elemento percussivo e l’elemento accordale melodico, dualismo che si svilupperà e fonderà nel corso dello svolgimento del pezzo. Inoltre si evince una predominante caratteristica dell’intero brano : la scelta della soluzioni armoniche è fortemente legata alle posizioni dello strumento, rimandando ad un uso coloristico degli accordi.
Si noti che nella revisione di Segovia gli accordi delle battute 7 e 8 sono proposti in Pizzicato, arpeggiati ed eseguiti con il polpastrello del pollice laddove nel manoscritto originale vi è un semplice crescendo. Questa divergenza fra i due " documenti " fornisce un'interessante riflessione di carattere generale estendibile all’intero spartito: in diversi casi il ricorso a determinate tecniche strumentali è una scelta del revisore e nel manoscritto si riscontrano delle semplici ma precise connotazioni del suono che Segovia ha deciso di enfatizzare con l’uso di specifici transitori d’attacco che rimandassero all’idea.
L’arbitrarietà di tale operazione è possibile, ma di certo non provabile, anche perché Turina stesso dedica l’opera a Segovia "el meravilloso artista con un apretado abrazo" a testimonianza della stima e dell’affetto verso il chitarrista spagnolo. Inoltre credo che lo stesso Turina abbia vagliato le proposte di modifiche di Segovia prima della pubblicazione. Ciononostante, per quanto riguarda la mia personale ed umile opinione ritengo che tali esplicitazioni delle caratteristiche del suono contenute nel manoscritto già assumano in sé l’idea del compositore. Per questa ragione ho scelto, avendone avuta la meravigliosa opportunità, di riferirmi all’inedita revisione basata sul manoscritto di Turina a curata da Gilardino e Biscaldi di cui in questa trattazione vi sono diversi frammenti.
Tornando all’analisi: appare evidente in questa esposizione come ciascun elemento sia caratterizzato ritmicamente e formalmente, a testimonianza in primo luogo di come l’influenza del colorismo di matrice francese sia predominante in questa composizione e, in seconda istanza, del legame che unisce quest’opera e l’ambiente parigino in cui il compositore si è formato con Vincent d’Indy.
In questo senso la scelta di accordi fortemente legati allo strumento, avvicinano Turina a Debussy, fautore della genesi del concetto di idioma strumentale modernamente inteso.
Andando avanti nella trattazione si cercherà di ricondurre tutto il materiale a questi elementi germinali ed a queste ideologie di riferimento riscontrate nell’esposizione.

*1 Si ringrazia il M° Angelo Gilardino per aver concesso l’utilizzo della sua edizione, basata sul manoscritto originale di J.Turina.
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