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Il Fandanguillo di J.Turina:


LE MISTERIOSE SUGGESTIONI DEL CANTE JONDO TRA COLORISMO IMPRESSIONISTA DI MATRICE FRANCESE E NATURALISMO DI IMPRONTA POPOLARE

  

 

di Annamaria Plantamura

A batt. 85 comincia la chiusa della transizione (batt. 85 – 86 – 87).








Battute 88 – 101:  Coda riepilogativa


In questa fase finale riscontriamo un doppio ritorno: il MI è designato come nuova repercussio e incontriamo nuovamente l’ elemento “a”  armonizzato salutato a battuta 47 (da batt. 88 a 92. Qui è riportato l’ incipit: batt 88 – 89 – 90).









A batt. 93 la ripresa  del primo tema (rif. Alla sez A, batt. 12 – 13 – 14 – 16 – 17).







La chiusura di questa riproposizione presenta in luogo dell’elemento ascendente di batt. 18 – 19, una successione di armonici riconducibili ad esso per analogia funzionale.








Fondamentalmente la chiusura consiste nella riproposizione degli elementi della sezione A, fortemente connotati da indicazioni di carattere a battuta 95 (en calma), 96 (cediendo), laddove nell’esposizione non vi era scritto null’altro se non un generico “ cantando”.

Il brano si conclude con un accordo vuoto, per ribadire la sensazione di sospensione che aleggia sul nostro ascolto...




Si è così spontaneamente delineata la traccia degli elementi in continuo rapporto dialettico, ora giustapposti, ora contaminati.

Ripercorrendone la storia riusciamo a ricavarne la genesi, la convergenza  tra impressionismo francese e naturalismo di impronta popolare cui in apertura si è fatto esplicito riferimento.

Ad una scrittura sempre asservita alle peculiarità ed alle esigenze strumentali, l’ arduo compito di tradurre una poetica complessa a volte banalizzata da sguardi distratti, in cui la rinomata cantabilità della chitarra viene reinterpretata secondo gli stilemi del cante jondo, di cui lo strumento probabilmente è l’ interprete più pregnante.

Tra le fascinose suggestioni generate dalla convivenza di sfumature, timbri, dinamiche, intravediamo il pensiero dell’autore, articolato, eterogeneo, organizzato in forme nitide, lineari, in cui confluiscono vari nuclei concettuali di cui l’ opera si fa testamento ideologico.





Annamaria Plantamura

 

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