Dialoghi con i compositori
INTERVISTA A DAVIDE ANZAGHI

di Piero Bonaguri

bonaguri@bonaguri.com



STORIA CHITARRISTICA DI DAVIDE ANZAGHI NARRATA DALLO STESSO.


I due strumenti con i quali il padre, Luigi Oreste, soggiogò la sua infanzia e adolescenza (fisarmonica e chitarra), finirono col diventare temuti tabù o addirittura gravidi dell'avversione che gli schiavizzati concepiscono per gli schiavizzatori. Non che la musica fosse assente dal suo patrimonio genetico - anzi - ma l'avergliela imposta all'età di tre anni con l'imperio di un dittatore non favorì la serena e gioiosa frequentazione dei predetti strumenti. Subirono le conseguenze della ribellione che si manifestò nei confronti della figura paterna. I due strumenti paternalistici furono entrambi banditi dal suo ostracismo e radicalmente negletti dalla sua esperienza compositiva. Tendenzialmente mansueto ed ubbidiente vinse per ben due volte il Concorso mondiale di fisarmonica (1950 e 1952: vedere YouTube alla voce Davide Anzaghi o danzagh).


Trascorse più di mezzo secolo prima che potesse avviare la riconciliazione con i due strumenti, simbolicamente  impregnati di rivolta paterna.


Fu il recente, benefico e casuale incontro con Piero Bonaguri e il suo magistero chitarristico a sospingere Anzaghi  verso il superamento dell'odiata chitarra: innocente e meraviglioso strumento funestato da ribelli fantasie infantili, esondate dal bersaglio paterno e tracimate in ogni dove, paternamente marchiato.


Il rapporto compositivo con la chitarra non fu esente dalle nefaste influenze famigliari e complicò non poco il rapporto stesso. Accomiatarsi da sentimenti ostili ed emanciparsene in direzione di una pietosa comprensione di sè e degli altri non è conseguimento agevole ancorché liberatorio. Occorre potare l'albero dell'odio di ogni ramo tenacemente insecchito dall'inverno dei sentimenti: un glaciale inverno durato un'era e non una stagione.


Alla fine osò guardare, ascoltare, ammirare il numinoso strumento e coltivare la inibita gioia di scrivere qualche bazzecola anche per la chitarra.


Piero Bonaguri gli fece da guida: sapiente e paziente.


Cominciò con piccoli brani di lunghezza non superiore ad una pagina. Cose piccole che testimoniavano la sua insipienza nel comporre per chitarra. Con spregevole spavalderia concepì una serie di dodici composizioni dal titolo CHITARAMA (I-XII) che Piero Bonaguri padroneggia con bravura di certo superiore a quella dell'autore. Sciagurato quale è, il compositore accettò anche l'invito a comporre pezzi suasivi destinati all'appagamento di istanze "in stile". Nacque così un'altra collana di brani tonaleggianti dal titolo perentorio GUITARE D'ANTAN (I-III). Infine l'autore arrivò alla luciferina arroganza di rendere omaggio alla memoria di Segovia scrivendo un brano nel quale il sortilegio segoviano fosse riecchegghiato.


Lungi dall'essere soddisfatto delle summenzionate composizioni chitarristiche, il compositore amerebbe potere sprigionare la sua fantasia nei campi elisi delle sei corde. Liberandosi da ogni antico impaccio.


Le dodici CHIATARAMA utilizzano un codice pitagorico-seriale al quale l'autore si è vincolato a decorrere dagli anni Ottanta del secolo scorso. Ma senza tabuistiche e solipsistiche rigidezze. Chi volesse saperne di più può consultare il nominato Codice visitando il sito internet (www.davideanzaghi.it) e aprendo la sezione TECNICHE COMPOSITIVE. L'astrusità del Codice risulta tale solo per chi ne vedesse la forzosità deterministica. Il compositore lo considera invece e soltanto il proprio DNA: un ineludibile riferimento per la propria fantasia compositiva che a quel codice si ancora. Ma soltanto per intraprendere una navigazione dalla efficacia dell'ascolto orientata.


Le tre GUITARRE D'ANTAN (si paventa la crescita del loro numero) consentono il riflusso di un passato superato ma non dimenticato. Spiragli di mestizia si aprono discreti.



Parole scritte da D. Anzaghi per Piero Bonaguri che ha presentato la musica chitarristica di Anzaghi al Conservatorio di Bologna venerdì 16 marzo 2012






















FramEnsemble - Davide Anzaghi - Ricerca-RE

 
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