F.Cuoghi
PARTITURE INTERATTIVE PER CHITARRA E MAX/MSP

di Francesco Cuoghi


f.cuoghi@libero.it



La crescente attenzione per un utilizzo elettroacustico nelle prassi esecutive con strumenti tradizionali, basato sulle caratteristiche del repertorio e sulla loro notazione, ha comportato la nascita di una nuova letteratura strumentale. Il rapporto tra lo strumento e l'interpretazione assistita al computer ha determinato una rinnovata prospettiva di ricerca sia nell’attività creativa dei compositori sia nella pratica esecutiva.


Sono recenti in Italia i nuovi programmi dei Conservatori anche nell’ambito della Musica Elettronica e delle Nuove Tecnologie, che prevedono, insieme a Composizione musicale elettroacustica, un’area dedicata all’interpretazione: Esecuzione e interpretazione della musica elettroacustica1. Si tratta quindi di un’estensione delle ricerche proprie dell’elettroacustica canonica, applicata all’esecuzione e portata a livello di utilizzo finale con una particolare attenzione all’interfaccia con l’interprete.


Il presente articolo si limiterà a indagare alcune partiture chitarristiche implementate all’utilizzo del software Max/MSP/Jitter2. Punto fermo di questo lavoro è l’uso assolutamente tradizionale dello strumento, pre- visto nelle sue caratteristiche morfologiche, senza modificazioni di liuteria elettroacustica o adattamenti particolari.


1. Risorse hardware

Prima di entrare nelle singole patches dei pezzi, è doveroso fare qualche premessa su alcuni aspetti costanti nell’esecuzione elettroacustica con Max/MSP: le risorse hardware sono fondamentali per capire il livello, la qualità e il risultato che possiamo ottenere. Latenza e campionamento sono il prodotto di una precisa ottimizzazione della macchina ma anche della potenza della cpu, dei driver audio e delle caratteristiche della scheda audio.


Mentre una partitura tradizionale rimane immutata nel tempo, l’interfaccia grafica e le risorse hardware si sviluppano in continuazione. Anche molte implementazioni interne alla patch sono il risultato di un equilibro tra elaborazione del segnale e risorse hardware. L’esecuzione deve quindi misurarsi con questa assoluta necessità.


Il centro nevralgico della musica digitale è la cpu. Questo enunciato, pur essendo una semplificazione, rimane un riferimento per ottimizzare i flussi dati che operano nel computer e nelle periferiche. Se ad esempio facciamo un passo indietro e andiamo al
Sogitec 4X, ci rendiamo conto che già negli anni ’80, all’IRCAM, si lavorava su una macchina con prestazioni straordinarie per la musica digitale. Il Sogitec 4X aveva una possibilità di calcolo sino a 200 milioni di opevrazioni al secondo e poteva soddisfare applicazioni audio in tempo reale.


L’evoluzione delle cpu su scala consumer e dei personal computer ha poi consentito il passaggio ad una fruizione mista, dai grandi sistemi alle soluzioni di home studio elettroacustico. Machintosh è stata la prima piattaforma a far girare Max fuori dai sotterranei dell’Ircam con Unix (linguaggio C) e le cpu Motorola 6800 /68400 rispettivamente a 8/25/33 Mhz.
Pur non raggiungendo i livello di calcolo del 4X, questi modelli potevano svolgere enormi quantità di operazioni e rappresentavano in punto di partenza della storia Max. Con l’implementazione di MSP (1997) per l’elaborazione dei segnali audio e con i nuovi processori si è gradualmente arrivati ad una gestione dei segnali audio in tempo reale, fino ad arrivare ad una latenza sotto i 10 millisecondi, ormai impercettibile. Al momento in cui scriviamo le nuove cpu sono multicore e sviluppano un’architettura mista di velocità di calcolo unita alla distribuzione del lavoro complessivo. Va da sé che la potenza della cpu deve essere messa in relazione a tutti i vari dispositivi interni ed esterni al computer. Pre- ponderante è la velocità di trasmissione, come il collegamento del computer con la scheda audio3.


Alcuni compositori, in anni recenti, inseriscono nella legenda delle loro partiture indicazioni delle risorse hardware da utilizzare:

- Afterimage 6 (2003) di Ronald Keith Parks, risorse hardware: ‘G4 500 mhzcon 512 RAM’

- Five Pieces for Guitar and Live Electronics (2007) di Roland Bruce Smith, risorse hardware: Macintosh computer running OS 10.4 or higher; MIDI footswitch; Digital Audio Interface (MOTU 828 mkII, RME Fireface

  1. -Deconstructing Dowland (2008-9) di Natasha Barrett, risorse hardware: Dual 2.5 GHz PowerPC G5 running OS10.4, and on a MacBook Pro Dual 2.4 GHz running OS10.5


2. Sistemi di trigger

L’integrazione tra esecuzione strumentale e software è determinata da una serie di dispositivi, intermedi o propri di Max/MSP, definiti di volta in volta dal compositore (la patch4) o creati dallo stesso esecutore.


Va considerato il setup generale della performance e la scelta dell’esecuzione, se affidata al singolo esecutore o al tecnico audio/software. In entrambi i casi entra in gioco un importante elemento per creare l’interattività: il sistema di trigger. Eccoci quindi a fare i conti con pedaliere, controller midi, keyboards per la coordinazione tra l'esecuzione e l’attivazione (trigger) degli eventi audio5.


Non solo i controllers fisici sono le sole prerogative per la coordinazione con il software, ma anche alcuni oggetti o externals di Max/MSP possono determinare una serie di comandi interattivi di particolare efficacia.


 
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