F.Cuoghi
PARTITURE INTERATTIVE PER CHITARRA E MAX/MSP

di Franceswco Cuoghi


f.cuoghi@libero.it



Un discorso a sé viene dedicato alla ripresa microfonica: il punto di contatto tra lo strumento e la scheda audio. La conoscenza dell'acustica dello strumento e dei punti fondamentali della radiazione del suono6 sono fondamentali per la ripresa ottimale.


Per la maggior parte dei pezzi che analizzeremo e per la tipicità del problema è sufficiente un pedale di incremento via midi, al fine di far avanzare i preset e i corrispettivi algoritmi (patches, subpatches, abstraction). In questo modo il compositore può organizzare le sequenze e gli eventi in modo da garantire il pieno controllo del software e dei vari dispositivi collegati. Questa tecnica parte dalla possibilità di fissare ogni minimo dettaglio con: pattr, table, umenu, funbuff, coll e lo stesso preset.


L’interfaccia di questi oggetti è di volta in volta affidata a un device fisico che comunica, via midi, con tutta una serie di altri oggetti: ctlin, ctlout, midiinfo. Esistono altri oggetti interni di Max/MSP per creare sistemi di controllo sul segnale: mtof, ftom, scope~, meter~,number~, fft~, capture~, omx.comp~. Per quanto riguarda gli externals, molte sono le possibilità e vari livelli di complessità e integrazione: bonk~, sigmund~, iana~, antescofo~, pitch~, analyzer~, maxscore.
Questi oggetti possono diventare dei potenziali trigger e far interagire l’esecuzione con il software senza nessun device esterno.


Un external ‘storico’ che ha dato un importante impulso a sistemi di trigger è certamente fiddle~7. Creato nel 1999 da Miller Puckette fiddle~ ha due importanti funzione: rileva l’altezza e l’ampiezza del segnale. Le possibilità di interazione sono molteplici.


Ad esempio può sostituire la tastiera midi, con il sistema note on e note off per attivare sintesi digitali del suono, permettendo all'esecutore l'uso tradizione del proprio strumento. Le operazioni al suo interno sono molteplici e costituiscono un punto di arrivo nell’ambito della ricerca sull’uso dei segnali audio digitali.


Henrik Frisk nel suo Repetition Repeats all other Repetitions (2006), per chitarra a 10 corde e computer, crea una serie di interazioni per attivare materiali vari. In questo caso l’interazione dei vari elementi, visivi e audio, necessitano di una pedaliera con diverse funzioni. Interessante l’azione di trigger per la visualizzazione della partitura, che avviene su un secondo monitor così da liberare l’esecutore dalla carta. L’esecuzione di questo pezzo necessita di un accurato approfondimento della pratica della pedaliera e del campo visivo (monitors) per il controllo generale dell’esecuzione.


Lars Graugaard in Guitar (2000-01) utilizza due externals derivati da fiddle~: pitch~ e analyzer~ sviluppati da Tristan Jehan. Pur utilizzando il pedale di incremento per le mandate delle sequenze, gli oggetti basati su fiddle~ interagiscono con la dinamica che decostruisce il segnale in sintesi e audio.


Gli eventi audio sono quindi incanalati negli oggetti analyzer~ e pitch~ e smistati in varie elaborazioni (trigger) di sintesi. La tecnica derivata dallo strumento fiddle~ ha quindi una funzione portante per la maggior parte della composizione, poiché mostra la struttura stessa dell’opera, come lo stesso compositore indica: "il computer segue l’esecuzione dell’interprete, regola l’integrazione, mantenendo contemporaneamente i requisiti formali nel- lo sviluppo del pezzo".


I sistemi di trigger sono molto interessanti nell'esecuzione live electronics. Anche l'attivazione del semplice trigger a pedale comporta un particolare 'sincronismo musicale' con l'elettronica live: si tratta di cogliere i punti esatti dei flussi sonori, dallo strumento alle uscite audio, che di volta in volta possono essere stereo, quadrifoniche, esafoniche e in surround. La dimensione dell'esecuzione diventa necessariamente 'orche- strale' e l'orecchio dell'esecutore deve sdoppiarsi tra la sua parte e il pannello audio frontale generale.

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Pieces n.2, per chitarra e computer (1991-1992), Anne Sédès
Iniziamo con Pieces n.2 della compositrice francese Anne Sédès
8. Scritto nel 1990-91, è uno dei primissimi lavori per chitarra e Max. La parte chitarristica nasce autonomamente, come Piece n°1 pour la guitarre seule, con la dedica al chitarrista francese Rafael Andia. Successivamente veniva fatta una prima versione per chitarra e Max9 per Arnaud Dumond10, Piece n.2, in cui si prevedeva l’uso di alcuni dispositivi elettroacustici. Questa versione sfruttava il protocollo MIDI per la comunicazione e utilizzava la chitarra MIDI11 per interagire con i dispositivi. Con l’estensione di Max a MSP la compositrice ha creato una nuova patch implementando i precedenti dispositivi in MSP, in questo modo il brano si può eseguire con una tradizionale chitarra e con il microfono.


Possiamo dividere le elaborazioni fatte dal software in tre sezioni fondamentali:
I° sezione: loops con materiali preregistrati, sistemi pagg. 2 e 3; patcher:
section 1

II° sezione: loops registrazioni live, sistemi pagg.4 e 5; patcher: section 2
III° sezione: elaborazione del segnale, sistemi parte, pag. 6; patcher:
section 3


E' inoltre presente la patcher:
spazialisation.


I sezione

Il materiale preregistrato consiste in sei frammenti audio mono che sono la registrazione delle singole
corde a vuoto (per la scordatura vedi incipit). Successivamente il materiale è stato elaborato con reverse, per renderlo più idoneo ai successi trattamenti live con Max/MSP. La notazione chitarristica utilizza un andamento fluttuante, non solo corone e segni di respirazione ma anche una specifica notazione del ritmo.


fig. 1 Anne Sedes, Piece n° 2 © Transatlantiques




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