F.Cuoghi
PARTITURE INTERATTIVE PER CHITARRA E MAX/MSP

di Franceswco Cuoghi


f.cuoghi@libero.it



L’elaborazione grafica determina la struttura generale compositiva. La composizione inizia con ‘anelli concentrici’ che compaiono nelle sezioni A, E, G: preset n. 2, preset n. 20, preset n.33, conferendo una specie di ciclicità. Così le sezioni D e H scompongono l’immagine attraverso rettangoli e lo stesso disegno del rettangolo chiude l'evento J n. 44.


Le sezioni grafiche rappresentano un percorso per organizzare gli eventi audio e la loro elaborazione. A differenza di altre composizioni grafiche, ad esempio il video Piano Chimera (2006), Miyama è molto attento a non far ‘sforare’ l’immagine sul suono. In questa direzione la guida per tenere i processi in equilibrio sono le strutture visive e le proporzioni spaziali e temporali su cui si muovono.


Attraverso queste sezioni Miyama crea un percorso di equilibri, sposta l’attenzione a volte su immagini grafiche molto forti a volte su processi di elaborazione del suono (l’uso di filtri, sintesi granulare).


fig.5 Mutation, fermo immagine da elaborazione visiva



La fruizione di Mutation comporta l'assimilazione e la percezione di media a diversi livelli. Il livello visivo, realizzato al computer e visualizzato dal video proiettore, segue il suo linguaggio di forme, di simmetrie e di colori.

La comunicazione visiva avviene attraverso la manipolazione di oggetti fissi e in movimento, restituendo al suono l'immaginane di un suo altro in continua modificazione.


Quaderni di Conversazione 4, per chitarra elettrica ed elettronica (2004), Maurizio Giri


Prima di entrare nella parte chitarristica e nell’interazione con l’elettronica, compito dell’interprete è creare il setup audio della chitarra elettrica. Il compositore lascia aperta questa possibilità, rimandando l’interprete alla notazione strumentale e alla patch, senza indicare dispositivi o device particolari.


Va subito evidenziata, nell’elaborazione della patch, la focalizzazione sulla ‘distorsione’ del segnale. Quindi il suono di partenza della chitarra elettrica dovrà essere compatibile con l’elaborazione interna, si dovrà evitare un’eccessiva distorsione in entrata e lasciare al software il compito di elaborare sustain, overdrive, filtri e tutta una serie di varianti sul segnale.


Un punto interessante del setup è, inoltre, la ripresa e il missaggio tra pickup e mic dell’amplificatore, unitamente all’integrazione con il monitoring della scheda audio. La spazializzazione può essere quindi sviluppata su tre sorgenti: lo stereo dalla scheda audio e mixer e l’uscita diretta dall’amplificatore della chitarra elettrica. Risultato finale è un processo articolato tra i vari fattori che determinano il suono della chitarra elettrica in ingresso e le caratteristiche dell’elaborazione.


Quaderni di Conversazione appartiene ad una serie di brani dedicati a vari strumenti: clarinetto,flauto, violoncello, voce e arpa. La n. 4 rappresenta la prima composizione per chitarra di Maurizio Giri.




fig. 6 M.Giri, Quaderni di Conversazione 4 © ConTempoNet


Il brano si apre con un ‘Tema’ e utilizza i preset da 2 a 4. Le strutture elettroniche messe in azione vanno immediatamente verso la ricerca dell’identità del suono della chitarra elettrica: la sua storia jazz e rock.


Entrando nel labirinto delle subpatches e delle abstraction un oggetto Max/MSP ha una valenza importante: tanh~. Attraverso l’impiego di tanh~ il compositore stabilisce una costante nella distorsione, appoggiandosi parallelamente al controllo dei filtri biquad~. In questa prima sezione Giri organizza l’elaborazione nella ricerca di una distorsione efficace e misurata e indica una tessitura strumentale lineare e propedeutica; brevi incisi

tematici e bicordi sono il perno per sviluppare tecniche chitarristiche di bending e di sustain.


Dal preset 8 alla 16 (Var. I° e Var. II°) il brano sviluppa una scrittura basata sull’improvvisazione di moduli, note indeterminate e blocchi armonici si alternano e terminano in un fortissimo e lasciano al software la chiusura della sezione. Questa parte viene determinata da uno sviluppo di materiali audio preesistenti insieme a varie gestualità strumentali, il suono della chitarra elettrica diventa un unicum con l’elaborazione e successivamente si polverizza nella dissolvenza dei riverberi finali.




fig. 2 estratto di oggetti Max/MSP di Quaderni di Conversazione 4 (controllo di biquad~con expr)



Fulcro della parte centrale è la stratificazione di livelli organizzati di unità di elaborazione elettroacustica, controllate in parallelo attraverso oggetti come poly~.

La scrittura chitarristica si appoggia a pattern, la ‘impro2’ viene scomposta in ‘impro2b’ e ‘impro2b’ e successivamente, prima del preset 16, una lunga sezione in scala dorica con ribattuto si amalgama al crescendo interrompendosi al preset n.16.


Il brano riparte con il preset n. 17 (Var.III°) con un suono nitido e chiaro, l’elaborazione va in un’altra direzione ora utilizzando l’eco e la ripresa delle sezioni in cascata. Sempre con un suono chiaro il pezzo procede la sua avventura con l’interessante elaborazione del preset n. 22 (Tema 2), determinata da una sorprendente coda di suono.


Conclusioni

L'interesse per la ricerca elettroacustica applicata a percorsi tradizionali, come anticipato all'inizio di questo articolo, malgrado le tante incognite, la complessità del lavoro d'equipe e lo sviluppo di competenze, si sta continuamente ampliando.

Una tematica attuale, offerta innanzi tutto dalla nuova potenza dei computer, si sta sviluppando nell'ambito di software sempre più raffinati e idonei all'integrazione con la prassi esecutiva. Max/MSP ha dedicato molto delle sue funzionalità innanzi tutto all'interfaccia e ad una interazione con una 'utenza' media.


Questa filosofia ha portato alla creazione di un software molto potente e versatile ma contemporaneamente intuitivo per fruizioni a livelli diversi. La comunità che oggi ruota intorno a questo software ne è una valida testimonianza e certamente raccoglie i frutti dei grandi centri di ricerca che negli anni '80, ad iniziare dall'IRCAM, investiva le proprie energie nell'informatica musicale.


Il percorso offerto in questo articolo e i brani proposti mostrano molte innovazioni nell'ambito della ricerca dell'interpretazioni elettroacustica e anticipano una nuova modalità di scrittura musicale. Quindi alla partitura musicale viene abbinata una partitura seconda, interattiva e funzionale, l'interfaccia elettroacustica del computer

e la scrittura tradizionale possono coniugare un nuovo cammino nella creazione e interpretazione musicale.


F.C.

 
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