
Il buon trillo, cioè un trillo che sia veloce, omogeneo, vigoroso e preciso, è una delle maggiori difficoltà, che si possono superare solo in virtù di un lungo lavoro, perseverante e razionale, cioè iniziando con un movimento estremamente lento che non si dovrebbe accelerare che a poco a poco, in modo completamente insensibile, ed arrivare alla velocità desiderata solo dopo lunghi esercizi e in nessun altro modo che con l’aiuto di un metronomo, senza il quale è impossibile osservare la rigorosa gradualità nell’accelerazione del movimento, e pertanto impossibile acquisire un buono trillo.”
REGOLA VIII. Le scale cromatiche.
“Le scale con note staccate (détachées, nell’originale, NdT) e cromatiche sul cantino, ascendenti o discendenti, sono eseguite con solo uno dito della mano sinistra, talvolta con l’indice, talvolta con l’anulare e talvolta con il mignolo, ma per la maggior parte con il dito medio. Riguardo alla mano destra, i chitarristi che sono capaci di fare queste scale, usano solo il pizzico doppio: il dito medio e l’indice: mentre io uso il pizzico triplo: il dito medio, l’indice ed il pollice.
Questa maniera mi dà la possibilità di raggiungere una più alta velocità di movimento nelle scale cromatiche. Ora, mentre il dito della mano sinistra scivola sul manico della chitarra, bisogna far corrispondere la caduta di ciascuna delle tre dita della mano destra con uno delle tacche del manico nell’ordine successivo di semitoni fino all’ultima nota della scala cromatica.
Eccone un esempio:

(Si nota come per l’esecuzione siano richiesti 24 tasti, come richiesto dalla Regola 1, NdT).
Queste scale, come i trilli, costituiscono una delle difficoltà più grandi per la chitarra, e non è possibile divenirne padroni se non in seguito a lunghi esercizi con l’ausilio del metronomo.”
REGOLA IX. Le scale cromatiche per terze minori.
“Le scale cromatiche per terze minori, scale precedute e terminate da un trillo, così come si trovano nei miei due concerti, Kamarinskaïa e il Carnevale di Venezia, non dovrebbero essere troppo difficili per coloro che sono in grado di eseguire i trilli su due corde e con quattro dita, per esempio nella cadenza seguente:

Quanto al trillo, le dita della mano destra e della sinistra sono indicate sopra (cfr VII). Ma solo accanto al mignolo della mano sinistra si deve posare l’anulare (Makarov richiede di effettuare la preparazione del 3 della MS, in modo da non creare interruzione di suono tra trillo e terze minori nell'esecuzione, NdT).
Poi, dopo aver battuto il trillo, si leva il mignolo e si fanno scivolare cromaticamente l’indice e l’anulare, mentre si continua il movimento del trillo con la mano destra, si fa scivolare fino al 14° tasto, ovvero fino all’ottava più alta del Fa diesis. Allora si deve solo spingere l’anulare sulla seconda del Re diesis al Mi, e continuare il trillo con l’ottava più alta.” (L'esempio originale non contiene alcuna diteggiatura MS, né la nota di preparazione dell'ultimo trillo, che sono state entrambi aggiunte per chiarezza, NdT).
Nelle prossime puntate vedremo altri esempi tratti proprio dalla musica di Makarov e di altri autori dell’epoca.

continua