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di Marco Bazzotti
Bibliografiastoriarussiabib.html
Storia dell’arte chitarristica in Russia
(VIIª parte): 
Nikolaj Petrovic Makarov (1810-1890)

La fortuna occidentale delle “Memorie di Makarov”

di Marco Bazzotti



La prima edizione occidentale moderna delle cosiddette “memorie di Makarov” fu quella apparsa sulla rivista a cura dello studioso russo, emibrato a Berlino, Fritz Buek, nel periodico “Der Guitarrefreund” del 1910, con il titolo “Aus den Lebenserinnerungen des russischen Gitarrevirtuosen N. P. Makarow”.


Ma certamente l’opera era ritenuta di notevole interesse anche in Russia, se già nel 1909-1910 da parte di Aleksei Maksimovic Afromeev (1868-1920), amico intimo di uno studioso del calibro di Valerian Rusanov, la ripubblicava interamente sulla sua rivista chitarristica, di chiaro stampo eptacorde e poco favorevole ai shestistrunniki (i chitarristi sei corde quali Makarov stesso), Muzika Gitarista di Tiumen, nato dalle ceneri del precedente Gitarist del 1905-1908.

Allo stesso tempo il giornale ripubblicava anche il celebre Concertino di J. K. Mertz, opera vincitrice al concorso di Bruxelles.


Una selezione parziale dall’opera fu quella operata da Romolo Ferrrari, per la rivista La Chitarra nella seconda metà degli anni Trenta, grazie all’ausilio del collaboratore rumeno Isacco Feldstein (si veda M. T. Vysótskij, in [LaCh-2011] p. 182), in particolare, in un brano per la biografia di J. K. Mertz (ibid., pp. 218-219). La sua conoscenza delle Memorie gli provenivano dallo storico V.P. Maškevič, che a sua volta aveva ricercato senza successo l’edizione antica (da una lettera del fondo Ferrari all’Istituto Superiore di Studi Musicali “O. Vecchi - A. Tonelli”, Modena) ed aveva avuto contatti con Pjotr Agafošin e con Aleksàndr O. Martìnsen.


La più “completa” fu invece quella apparsa sui primi numeri di Guitar Review [Bob-1946-7] come “The Memoirs of Makaroff”. In questo caso il testo originale delle memorie giunse alla rivista americana grazie a Boris Perott, allora Presidente dell’assai attiva Philharmonic Society of Guitarists (PSG) di Londra, attraverso il suo corrispettivo della New York Society of the Classic Guitar, ovvero Vladimir Bobri, anch’egli russo  che la tradusse in un “passabile inglese” che fu ulteriormente corretto dalla pittrice  Nura Ulreich  (1899-1950), la prima tra le circulation manager della rivista che si occupava anche delle sue raffinate illustrazioni, fino al 1950.


Nella presentazione alla raccolta dei primi numeri si legge:

«Queste  deliziose memorie, così elegantemente descritte nel linguaggio e nei modi della “Belle Époque”, piene come pure sono anche del ricco bagaglio storico della chitarra nell’Europa e la Russia del 19° secolo; del loro prezioso contenuto pedagogico; delle loro divertenti divagazioni  e pettegolezzi, in particolare del gran parlare attorno alla chitarra che consumò letteralmente questo scrittore; delle loro confessioni “a cuore aperto” di frustrazioni, delusioni, trionfi; della loro attenzione zelante di date e luoghi ... questi e molti altre spruzzate d’inezie che rifulgono dovunque come polvere di diamante, rendono i ricordi di un chitarrista altrimenti sconosciuto qualcosa di più che un esercizio di autoindulgenza da parte dell’autore.»


La nota iniziale riporta “tradotte dal russo da Vladimir Bobri e Nitra Ulreich.  Nell’introduzione a tale traduzione, che traduciamo in italiano, si legge quanto segue:

«Questi ricordi provengono dalla penna del famoso entusiasta della chitarra, il russo Nicolaj Petrovic Makarov (1810-1890), che, dopo il suo ritiro dai doveri militari, li ha incorporati nel volume “Confessione a cuore aperto” (Zadushevnaya Ispoved). In quest’opera, che ha suscitato molta attenzione e ha subito molte riedizioni, fornisce resoconti molto interessanti sui suoi contatti con celebri chitarristi e liutai di chitarre, le sue esperienze nel dominare lo strumento, e molte altre informazioni che hanno fornito una fonte inesauribile sul soggetto per successivi scrittori russi.


Per la preziosa assistenza in relazione a Makaroff, siamo in debito con il Dott. Boris Perott, Presidente della Società Filarmonica dei Chitarristi di Londra, che ha conosciuto il chitarrista russo sul letto di morte. [Nota del Redattore.]»

 

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