di Gianluca Vanità
IL PLETTRO


METODO DI ANALISI

Il fatto che non vi sia un metodo ufficiale e che i corsi presso questi accademie siano costosi e proibitivi rende la metodologia d’insegnamento relegata ai singoli chitarristi “sui generis” che ampliano la tecnica dello strumento a seconda delle proprie attitudini pubblicizzando metodi di insegnamento personali. Questo linguaggio, associato al processo mediatico già ampiamente discusso in precedenza, crea una sorta di imitazione generale e la lezione di strumento molto spesso si articola davanti al PC nell’imitare le gesta dei chitarrista a cui si è affezionati.
Un fattore di straordinaria importanza, che non viene quasi mai discusso, è la scelta del suono. La chitarra elettrica può avere infinite soluzioni timbriche che determinano la tecnica stessa dello strumento e la buona realizzazione del fraseggio. In questo senso, l’allievo è costretto ad informarsi da sé sulla strumentazione del suo idolo.

Il metodo in oggetto si potrebbe definire “ufficiale”. Il primo volume mira ad una conoscenza delle tecniche fondamentali: pennata e arpeggio. Inoltre sono associate le spiegazioni teoriche e pratiche inerenti alla grammatica musicale.
Il secondo volume si articola circa la tonalità associando la tecnica chitarristica di base alle scale maggiori e minori. In questo modo l’allievo ha un approccio verso i capisaldi della teoria musicale e verso la tecnica di improvvisazione.
Il terzo volume, enfatizza gli studi precedenti strutturandoli su un discorso prettamente teorico-pratico, associando il fraseggio all’armonia e mirando all’esercizio di improvvisazione su armonie complesse.
Il metodo della Berklee School, opportunamente tradotto in varie lingue, risulta completo e di facile approccio. Già dalle prime pagine, con semplici indicazioni, l’allievo è in grado di leggere la musica. Essendo progressivo, gli esercizi sono strutturati per grado di difficoltà teorico-tecniche. L’armonia viene da subito fissata con semplici indicazioni e schematizzata successivamente. L’approccio alla tonalità avviene in maniera molto semplice: viene introdotta la scala, le sue caratteristiche alterazioni, ed una serie di esercizi, duetti musicali, accompagnamenti ritmici relativi alla tonalità. Il metodo si avvale delle griglie di lettura per le posizioni accordali in modo da renderne più semplice l’approccio ma ad ogni griglia corrisponde la spiegazione intuitiva dell’accordo che verrà teorizzata successivamente.
Analizzando il metodo in oggetto darò un prospetto dei gesti tecnici e degli approdi teorici cui il metodo mira, ma a seconda delle evoluzioni tecnico timbriche, successivamente, analizzeremo alcune pagine di musica dalle quali assorbiremo le nuove tendenze legate al rock.
LA TECNICA
Il metodo Berklee, sostanzialmente, mira ad una conoscenza del plettro atta ad indirizzare l’allievo verso tecniche più evolute.
Innanzitutto viene esaminata a fondo la tecnica della pennata alternata, ovvero l’alternanza di un colpo verso il basso (П) ed uno verso l’alto (V). In pennata alternata vengono presentati esercizi di scale ed arpeggi, dapprima semplici e con le corde a vuoto.
Nella seconda parte del primo volume, la prima posizione scompare completamente.
Le scale, gli esercizi di velocità e di lettura vengono proposti tutti in “posizione” in modo da rendere semplice ed intuitivo il trasporto sul manico. Già nelle prime pagine vengono proposte le triadi di accordi semplici e accordi con mini barrè. La lettura della partitura è del tutto uguale a quella di una partitura classica tranne che per i simboli di pennata che per ovvi motivi risultano nuovi. Tutte le argomentazioni sono corredate di brani musicali, spesso in forma di duetto, che, con gusto, affrontano il tema dato in precedenza. Anche in questo, il metodo, è singolare in quanto nelle composizioni troviamo i caratteri fondamentali dei “generi musicali” cui la chitarra elettrica si rivolge.
Un modo di pennare alternativo, comunemente detto “economy picking” viene proposto a pagina 59.
Questa pennata, “economica”, sfrutta il moto del plettro verso il basso o verso l’alto per più di una corda. Se esercitata, dà degli ottimi risultati e, allargata ad interi accordi, genera la pennata comunemente chiamata “sweep picking”.
Quest’ultima tecnica, dato un accordo pieno, consiste nel suonare il medesimo con un movimento del plettro che scivola sulle corde. Le note della mano sinistra non devono accavallarsi come in un arpeggio, bensì devono essere staccate.
La tecnica di arpeggio viene invece stimolata con alcuni, progressivi, esercizi di pennata in varie tonalità.
Il secondo volume del Berklee tecnicamente non aggiunge nulla, ma sviluppa le tecniche già apprese. I diversi capitoli affrontano le scale maggiori e minori su tutto il manico.
Il terzo volume, come il secondo, mira ad una difficoltà tecnica maggiore degli spunti precedenti. La caratterista sta, però, nella nozioni di teoria ed armonia. Questi due argomenti allargano gli orizzonti dell’armonia classica sfociando in tappeti armonici più ricchi e complessi.

