Marco Corcella
IL DIRITTO D’AUTORE E IL CONTRATTO DI EDIZIONE 
IN AMBITO MUSICALE CON RIFERIMENTO AD UN CASO OTTOCENTESCO: LA MUSICA PER CHITARRA DI MAURO GIULIANI*

di Marco Corcella


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Tesi di Diploma Accademico di II Livello Conservatorio di Musica “N.Piccinni” - Bari

A.A. 2013-2014

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CAPITOLO 2

L’editoria musicale in Italia


1. Breve storia dell’editoria musicale ottocentesca in Italia 26


La storia dell’editoria musicale italiana è indissolubilmente legata alla città di Milano. Tuttavia la primordiale attività editoriale nella città lombarda, che comincia a delinearsi dai primi anni dell'Ottocento, non si configura inizialmente in una categoria professionalmente definita: la legge non menziona mai la professione di editore e per svolgerne le mansioni è sufficiente avere la patente di stampatore o di libraio. La conseguenza di questa situazione, caratterizzata dalla libertà di tipografi e librai di diventare editori, è un periodo di rapido ma disordinato sviluppo.


Due decreti del 30 novembre 1810 27 e del 22 novembre 181128, stabiliscono che l'avvio di un'attività editoriale è vincolato al rilascio di una patente. Segue il decreto dell'11 aprile 1812, con cui si determina il numero chiuso degli editori in Lombardia; tuttavia nell’articolo 12 di tale decreto, si precisa però che gli editori musicali non sono soggetti a tale disposizione. Il vincolo dello svolgimento del mestiere di editore al rilascio di una patente viene mantenuto anche dagli austriaci, nuovamente governatori dal 1815.


Tuttavia nel decreto del 27 aprile 1815 29, la Reggenza specifica che per ottenere tale patente il richiedente deve avere due precisi requisiti: capacità nel mestiere e buona condotta morale e politica, requisiti attestati in rapporti redatti dalla polizia. Controlli sistematici delle pubblicazioni vengono eseguiti sia dai francesi, tramite l'Ufficio della libertà di stampa, sia dagli austriaci per mezzo dell'Imperiale regia censura.


È tuttavia evidente che tali controlli non sono molto rigorosi. In primo luogo la maggior parte degli editori musicali milanesi svolge la propria attività a lungo senza avere la necessaria patente; facendone finalmente richiesta, ognuno di essi dichiara di svolgere già la professione di editore, essendo d'altra parte l'esperienza requisito necessario ai fini dell'abilitazione. Inoltre negli elenchi delle opere stampate e pubblicate, stilati dal governo, non sono registrate tutte le pubblicazioni effettivamente realizzate dagli editori milanesi.


Le iniziative editoriali sorte agli inizi dell'Ottocento sono caratterizzate da una grande instabilità e precarietà, causate dalle difficoltà insite in ogni mercato nuovo. Inoltre riguardano prevalentemente pubblicazioni legate al mondo della musica, ma non si tratta di vere e proprie edizioni musicali. Una delle prime pubblicazioni sistematiche di brani musicali ha inizio nel 1804 per iniziativa del "Corriere delle dame”, un settimanale femminile che una volta al mese allega un brano per voce, pianoforte o chitarra.


Un aspetto curioso è notare (alla luce del presente lavoro) che il primo editore musicale italiano si occupò essenzialmente di chitarra; si chiamava Giovanni Re e la sua attività fu limitata nell’arco di tre anni dal 1806 al 1809 pubblicando prevalentemente musica per chitarra ed affidando la vendita di tali pubblicazioni esclusivamente a terzi. Nel 1807 compaiono le prime edizioni di Giacomo Antonio Monzino, che pubblica prevalentemente musica per chitarra, fra cui le sue stesse opere (probabilmente motivo per cui dà avvio all'attività editoriale).


Tuttavia nel capoluogo lombardo visse ed operò il capostipite della più importante e conosciuta famiglia di editori musicali italiani, Giovanni Ricordi.



2. La nascita di Casa Ricordi


Ricordi nacque nel 1785 e per breve tempo fu primo violino di un teatro di marionette, il Fiando di Milano. Nel 1803 impiantò una copisteria lavorando per il Teatro Carcano e per il Teatro Lentasio di Milano e cominciò a diventare proprietario di spartiti, iniziando contestualmente l’attività di noleggiatore teatrale.


Nel 1807 studiò le tecniche di incisione e stampa in Germania a Lipsia, presso la Breitkopf & Härtel, la più antica casa editrice musicale al mondo. All'attività di copista affiancò quella di editore musicale nel 1808, dapprima in società con l’editore torinese Felice Festa per la pubblicazione di una serie periodica, il “Giornale di musica vocale italiana” e poi, in seguito allo scioglimento della società, da solo.


La copisteria produceva copie manoscritte di melodrammi che concedeva a noleggio alle imprese teatrali. In questi anni iniziò ad acquisire archivi di manoscritti già esistenti da teatri e copisti, aggiungendo una clausola nei contratti secondo la quale, al termine delle rappresentazioni di un'opera, il materiale di esecuzione di cui aveva eseguito la copia rimaneva di sua proprietà. Si andò progressivamente a costituire un ricco catalogo di spartiti che costituirà il primo repertorio di Casa Ricordi.


Ricordi comprese che la diffusione del melodramma in Italia stava facendo nascere un nuovo mercato, sviluppabile sia nell’ambito della produzione di parti orchestrali per l’esecuzione appunto delle opere liriche, sia nell’ambito della commercializzazione di opere “minori”, di carattere salottiero, che potessero essere eseguite come intrattenimento della nascente nuova ricca borghesia e che dessero l’impressione di avere il mondo dell’opera direttamente “in casa”. Ricordi aveva pertanto due linee produttive: da un lato la produzione di copie manoscritte di melodrammi (partitura e parti) per il noleggio ai teatri; dall'altra, la produzione di edizioni di musica vocale e strumentale da vendere sul mercato amatoriale.


Al primo settore era deputata la copisteria, al secondo la calcografia. Col passare degli anni l’editore riuscì ad acquisire un numero sempre maggiore di archivi diventando in questo modo il più importante editore italiano.

 

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26 Le informazioni principali di questo paragrafo sono tratte da CHIARA BRAUER, Tesi di laurea in Musicologia “Luigi Scotti editore di musica a Milano” Università degli Studi di Pavia, Scuola di paleografia e filologia musicale, Corso di Laurea in Musicologia, contenuta in www.progettimusicali.com

27 Decreto relativo alle stamperie e librerie, 30 novembre 1810, in "Bollettino delle leggi del Regno d'Italia", 1810, parte III, pp. 1189-200.

28 Decreto diretto ad impedire che coloro che non esercitano la professione di stampatore non abusino dell'istromento dell'arte di cui fossero possessori, in "Bollettino delle leggi del Regno d'Italia", 1811, parte II, pp. 1128-30.

29 Regolamento e discipline per la vendita de' libri, delle stampe e delle incisioni, onde prevenire ogni abuso in tale materia, in "Atti del Governo", 1815, pp. 91-93.