Marco Corcella
IL DIRITTO D’AUTORE E IL CONTRATTO DI EDIZIONE 
IN AMBITO MUSICALE CON RIFERIMENTO AD UN CASO OTTOCENTESCO: LA MUSICA PER CHITARRA DI MAURO GIULIANI*

di Marco Corcella


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Tesi di Diploma Accademico di II Livello Conservatorio di Musica “N.Piccinni” - Bari

A.A. 2013-2014

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CAPITOLO 3

Mauro Giuliani e l’editoria


1. Mauro Giuliani: cenni biografici


Mauro Giuliani è stato senza dubbio uno dei maggiori esponenti del chitarrismo ottocentesco. Nacque a Bisceglie il 27 luglio 1781 ma già in tenera età si trasferì con la famiglia a Barletta, che fu anche la sua sede di studio.


L’arrivo nella sua famiglia di Gaetano Stefano Raffaele Lucci, sposo di sua sorella Emanuela insegnante di violoncello e di chitarra francese, segna l’inizio della formazione musicale del giovanissimo Mauro che comincia, infatti, ad apprendere i primi rudimenti musicali proprio da Lucci.


Sposatosi con Maria Giuseppe del Monaco, ebbe un figlio, Michele, che nacque a Barletta, nel 1801. Giuliani, che già si è fatto conoscere nell’ambiente musicale locale, decide di partire alla volta di Trieste e in seguito parte per Vienna, senza la famiglia, nell'estate del 1806.


Nella capitale austriaca ottenne un successo tale da divenire una celebrità musicale, al pari dei tanti strumentisti e compositori che popolavano la capitale austriaca agli inizi dell'Ottocento.


Dotato di grandi capacità ed esclusivamente portato al concertismo, Giuliani definì un nuovo ruolo della chitarra nel contesto musicale europeo collaborando con i migliori strumentisti residenti a Vienna.


Con il pianista Hummel e il violinista Mayseder, si esibì, nel 1815, in una serie di concerti da camera presso i giardini dell'orto botanico di Schönbrunn, concerti che andarono sotto il nome di "Dukaten Konzerte", per il prezzo del biglietto di un ducato, in occasione delle celebrazioni ufficiali del Congresso di Vienna.


Due anni prima, l'8 dicembre del 1813 aveva suonato (probabilmente come violoncellista) per la prima esecuzione della Settima Sinfonia di Beethoven, il quale mostrò sempre di apprezzare la musica di Giuliani. Legato all'editore Artaria, di origine italiana, pubblicò gran parte delle sue opere per chitarra, ma ebbe appoggi da tutti gli altri editori locali, che divulgarono le sue composizioni in Europa. Sviluppò anche un'attività didattica, avendo numerosi allievi, tra cui Bobrowicz e Horetzky.


Nel 1819 Giuliani lasciò Vienna, per motivi principalmente personali: gli furono confiscati dei beni per insolvenze verso terzi, a causa di una condizione economica non del tutto rosea. Tornò in Italia fermandosi a Roma, ma non ebbe una grande fortuna: pubblicò poche composizioni e diede soltanto un concerto. Dal luglio del 1823 cominciò a fare continui viaggi a Napoli, per assistere al padre, in non buone condizioni di salute.


Nella città partenopea Giuliani poté contare su un maggiore consenso alla sua arte chitarristica, e pubblicare altre opere per chitarra presso editori locali. Nel 1826 si esibì a Portici, davanti a Francesco I e alla Corte borbonica. Nel periodo napoletano si fecero sempre più numerose le sue apparizioni musicali in duo con la figlia Emilia, già abile esecutrice di chitarra. Verso il 1828 la salute del musicista cominciò a peggiorare.

Morì a Napoli l'8 maggio 1829.


Giuliani ha lasciato centocinquanta composizioni con numero d'opera comprendenti la chitarra. La sua produzione, tutta di alto livello, costituisce il nucleo principale del repertorio per chitarra dell'Ottocento.


Tra i lavori più importanti ricordiamo i concerti per chitarra e orchestra op.30, 36 e 70, una serie di fantasie op.119-124, dal titolo "Rossiniane", per chitarra sola, varie sonate per violino e chitarra, flauto e chitarra, un quintetto Op.65, per archi e chitarra, alcune raccolte per canto e chitarra, oltre a numerose opere didattiche, tra cui un metodo per chitarra, che rappresenta tuttora uno dei testi maggiormente seguiti a livello pedagogico.