Giorgio Signorile 
Intervista a Giorgio Cordini



La chitarra di Giorgio Cordini


Con l'intervista a Giorgio Cordini vogliamo offrire una panoramica su un'altra chitarra, quella acustica, sicuramente più diffusa ma sovente un po' trascurata dall'ambiente classico. L'acustica non è solo giri di accordi e accompagnamento di canzoni, anche se è così che nasce probabilmente la passione che porta poi ad approfondirne la tecnica e il repertorio...è anche una serie di eventi che richiamano migliaia di appassionati, amatori, liutai, in diversi festival in giro per l'Italia, dalla Liguria al Lazio, dalla Franciacorta al Friuli. Vorrei iniziare proprio da Giorgio Cordini approfittando della reciproca conoscenza fatta in occasione di Acoustic Franciacorta, manifestazione nella quale sono stato invitato a suonare a fine agosto...


1.Carissimo Giorgio, il tuo nome è molto conosciuto nell'ambiente “acustico” e in quello della canzone d'autore, ma credo che nel mondo delle corde in nylon le cose siano un po' diverse...in che modo vuoi presentarti?
Suono la chitarra da quando avevo quattordici anni. Iniziai, era il 1964, con uno strumento con corde di metallo, una storica Eko da pochi soldi, per passare presto all'elettrica, che è stato per molto tempo il mio strumento prediletto. Allora significava Beatles, Shadows, Rolling. Sono un autodidatta e ho sempre cercato di imparare guardando e ascoltando gli altri, magari, quand'era possibile, suonando con chi era molto più bravo di me, proprio per riuscire sempre a imparare qualcosa in più. Tra gli anni '60 e '70 ho militato in diversi gruppi di rock, senza mai riuscire a fare del mio suonare una professione. Così ho abbandonato e, dopo una lunga pausa durata una decina di anni, ho ripreso verso la fine degli anni '80 collaborando con Mauro Pagani, che era stato al mio fianco fin dai miei esordi. Da lì a entrare nella band di Fabrizio De André il passo è stato breve. Ed è proprio con il grande cantautore genovese che ho preso in mano anche la chitarra con le corde di nylon e per un certo periodo l'ho anche studiata con un certo impegno e con dedizione, sempre da autodidatta.


2.Il tuo curriculum parla da solo, ma per quanto riguarda i tuoi approcci con la chitarra, c'è mai stata una classica nascosta da qualche parte? E se sì, hai mai praticato il cosiddetto repertorio classico?
In effetti ho sempre avuto in casa anche una chitarra con le corde di nylon, la consideravo una sorta di muletto, semplicemente uno strumento per studiare. Per certi periodi ho anche studiato alcuni brani del Giuliani o del Tarrega. Quando avevo ripreso con Mauro Pagani e De André ricordo che avevo imparato il famoso bourrée di Bach nella trascrizione di Segovia.


3.Una tua idea sull'attualità e sulla vitalità del nostro strumento, ovviamente riferendoti al tuo ambito “acustico”
Credo che proprio negli ultimi anni la chitarra acustica sia come rinata a nuova vita, per merito di alcuni grandi virtuosi, che hanno dimostrato che anche con questo strumento, al pari del pianoforte, è possibile eseguire parti di accompagnamento, di basso e contemporaneamente suonare la linea melodica di un brano, ottenendo dei risultati sorprendenti. Non dimentichiamo fra l'altro come alcuni chitarristi usano spesso la cassa della chitarra come uno strumento a percussione...


4.Vuoi dirci qualcosa del festival che organizzi ?
Il festival che organizzo è "Acoustic Franciacorta". In realtà dovrei essere semplicemente il direttore artistico, ma fin dall'inizio mi son fatto carico di tutto ciò che serve per farlo funzionare. Quest'anno siamo arrivati all'undicesima edizione e confesso che non è stato facile, ma questo percorso, insidioso per i mille ostacoli e le difficoltà che ho dovuto affrontare, mi ha anche dato tantissime soddisfazioni e mi ha permesso di conoscere personaggi straordinari e tanti musicisti di grande talento.


5.Io ho suonato a Iseo per Acoustic Franciacorta e ho trovato un pubblico meraviglioso, numeroso, attento e disponibile come difficilmente ho riscontrato in rassegne di classica. Hai una tua idea in merito?
Io credo che l'ascoltatore vada in qualche modo educato: questo pubblico meraviglioso che tutti ci invidiano, soprattutto i musicisti che suonano al nostro festival..., è cresciuto e maturato di anno in anno. A mio avviso uno dei segreti è proporre ogni sera generi musicali diversi. La serata tipica di Acoustic Franciacorta si compone di tre concerti di circa 35-40 minuti, ognuno di un genere musicale diverso. Quando tu hai suonato a Iseo abbiamo avuto prima un concerto di chitarra acustica fingerstyle con Gavino Loche, poi appunto il tuo di musica classica, e abbiamo terminato con Simone Cristicchi, cantautore di grande impegno: tre momenti molto diversi uno dall'altro che fanno incontrare persone di gusti diversi, seduti uno di fianco all'altro a scoprire musica di qualità che magari non sarebbero mai andati ad ascoltare per loro scelta e per la quale viene naturale mostrare rispetto.


  1. 6.Nelle rassegne di chitarra acustica c'è sempre un folto pubblico di amatori, molto preparati e curiosi dei vari aspetti della chitarra, dalla liuteria allo studio della tecnica; qual è secondo te l'utente “medio” della chitarra acustica e cosa si aspetta di fare (leggi suonare)?

Ad es, nel campo della classica amatoriale c'è molto tradizionalismo, diciamo che va sempre alla grande il repertorio spagnolo ma difficilmente si va oltre...
Alla nostra rassegna il pubblico è molto eterogeneo. Vicino agli appassionati della chitarra acustica e ai veri e propri chitarristi, trovi i curiosi e i novizi, quelli che nel tornare a casa commentano "...non credevo che con una chitarra si potessero fare certe cose!" Naturalmente anche nel mondo della chitarra acustica esistono dei mostri sacri che tutti sognano di imitare e che sono diventati dei riferimenti intoccabili. Quello che gode di maggior prestigio è senza dubbio Tommy Emmanuel.


7.Chitarra classica vs Chitarra acustica: secondo te l'ambiente “acustico” ha delle preclusioni verso l'ambiente classico e se lo pensi cosa consigli ai colleghi classici per provare a avvicinare i due mondi?
Se esistono pregiudizi e resistenze credo che ormai facciano parte del passato. Vedo sempre più spesso chitarristi acustici passare con disinvoltura dall'acustica alla classica e viceversa e credo che i due mondi continuino sempre più ad avvicinarsi, pur mantenendo ognuno le sue peculiarità. Oggi il livello tecnico raggiunto da certi chitarristi acustici fa invidia anche ai più preparati chitarristi classici e non credo servano consigli per passare da un genere all'altro, se non la voglia e la curiosità di scoprire nuovi mondi sonori.


8.Credo che per formazione artistica tu conosca bene la realtà anglosassone e americana, anche lì esiste questa dualità?
Mi sembra che le stesse considerazioni possano valere anche per il mondo angloamericano, per cui forse i pregiudizi sono meno radicati.


9.Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Sto preparando nuovi arrangiamenti e nuovi brani musicali, alcuni per il duo chitarra acustica e bouzouki che ho con Reno Brandoni, altri per un mio prossimo CD che spero uscirà l'anno prossimo. Intanto sto suonando con un trio che propone il repertorio dei più grandi cantautori insieme a due mostri sacri della musica italiana: il batterista Ellade Bandini e i fiatista Mario Arcari.


Nei tuoi festival è sempre presente almeno un chitarrista classico e di questo ti ringraziamo tanto, dimostri una voglia di comunicare con tutti davvero unica...è inutile che ti chieda, tanto per chiudere questa intervista, se vuoi continuare su questa strada...ma ci fa piacere sentirtelo dire!
E' da quando ho invitato ad Acoustic Franciacorta il grande chitarrista classico Giulio Tampalini, una decina di anni or sono, che mi son reso conto di quanto sia importante tenere vicini i due generi e credo che la ricerca di questa sinergia abbia sempre dato risultati strepitosi.
Se ti andrà di riportarlo, mi piace concludere con l'elenco di tutti i chitarristi classici che hanno suonato a Acoustic Franciacorta:
Alessandro Bono, Antonio D'Alessandro, Daniel Figueras, Eduardo Isaac, Emanuele Buono, Flavio Cucchi, Francesco Buzzurro, Gabriele Zanetti, Giorgio Signorile, Giulio Tampalini, Karim Baggili, Luca Lucini, Maria Vittoria Jedlowski, Mauro Di Domenico, Michele De Vincenti, Peo Alfonsi, Piera Dadomo, Romina Brentan, Victor Villadangos, Yiannis Andronoglou


A questo punto non ci resta che salutare con affetto il nostro “collega acustico” Giorgio Cordini, e augurare insieme a lui un luminoso futuro per la chitarra, nella convinzione che tutti abbiamo una nostra Musica interiore che deve e vuole risuonare attraverso il nostro meraviglioso strumento, senza distinzione di generi e stili.



 
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di Giorgio Signorile