Alessandro Giglioli
SINTESI DIALETTICA TRA FOLKLORE, TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÁ NELLA MUSICA PER CHITARRA SOLA DI LEO BROUWER*


2 - IL CONTESTO CULTURALE E LA POETICA DI BROUWER



Se è vero che la formazione culturale di ogni artista è in primo luogo legata al contesto storico e sociale in cui vive, Leo Brouwer ne è un chiaro esempio; è importante quindi ricordare alcuni punti salienti della storia di Cuba, ripercorrere la nascita delle tradizioni musicali di questo Paese, constatare come la mescolanza tra influenze diverse ne sia una delle caratteristiche principali; ripercorrendo in breve la storia recente della musica colta cubana e del suo modo di entrare in relazione con le tendenze musicali del resto del mondo, inoltre, potremo penetrare più in profondità nell’analisi dello stile di un compositore divenuto simbolo non solo della chitarra moderna, ma, attraverso questa, di una nazione e dell’arte universale.


2.1  L’identità culturale cubana e le radici criolle


Cuba, una delle maggiori isole dei Caraibi, è rimasta culturalmente piuttosto appartata rispetto agli sviluppi internazionali fin quasi alla metà del XX secolo1, quando si è verificata la diffusione dei mass media e la nascita di due particolari movimenti artistici, di cui parleremo in seguito.

Prima del viaggio di Colombo nel 14922 e della conquista spagnola di gran parte dell’America centromeridionale ad opera dei “conquistadores”3, a Cuba viveva una comunità di indigeni delle cui tradizioni poco è dato sapere. Dopo la colonizzazione da parte degli Spagnoli, la popolazione indigena fu praticamente sterminata, a causa dei ritmi di lavoro imposti e delle malattie portate, oltre che degli eccidi perpetrati; vennero quindi importati nell’isola schiavi neri di origine africana, per farli lavorare nelle “encomiendas”, soprattutto dopo che durante il Seicento era iniziata la coltivazione su larga scala del pregiato tabacco, oltre che della canna da zucchero.

Nel corso dei secoli la popolazione africana si è incrociata con i dominatori bianchi, formando la “razza criolla”: proprio da questa fusione tra bianchi e neri ha origine la particolare radice culturale cubana, che Brouwer stesso  definisce bicefala, giacchè il cubano è frutto della fusione tra il nero africano e il bianco spagnolo4.

Il processo di liberazione inizia più tardi che nel resto dell’America Latina, forse perché la borghesia creola temeva che senza la protezione di Madrid potessero essere i neri, ben oltre il 50% degli abitanti, ad impadronirsi del potere, ma dalla seconda metà dell’Ottocento prende consistenza il progetto di porre fine alla colonizzazione. Dopo una guerra di alcuni anni, nel 1898 si giunge alla proclamazione dell’indipendenza5. Tuttavia, al colonialismo spagnolo si sostituisce una dipendenza economica dagli Stati Uniti e una forte ingerenza politica da parte degli stessi6, che spesso riescono ad imporre leader politici favorevoli ai loro investimenti; questa subordinazione diviene pressante dal 1934, quando Fulgenzio Batista attua un colpo di Stato7, instaurando un regime caratterizzato da violenza e corruzione, teso a mantenere i privilegi della ristretta oligarchia attraverso la quale gli Stati Uniti controllavano l’economia cubana. Dagli inizi degli anni Cinquanta diviene totale il disprezzo per la Costituzione repubblicana ed è in questo clima che le opposizioni passano alla lotta armata, guidata da Fidel Castro8. Nel 1957 gli Stati Uniti, preso atto che ormai Batista è del tutto screditato, lo abbandonano al suo destino e alla fine del 1958, quando la rivolta si è ormai estesa a tutto il Paese, il dittatore è costretto ad abbandonare l’isola, mentre le forze rivoluzionarie di Castro entrano a L’Avana (1° gennaio 1959) e si impossessano del potere. Si instaura un regime socialista, che dal 1960 nazionalizzerà le industrie e le piantagioni di canna da zucchero, ledendo gli interessi statunitensi.

Nel generale clima di guerra fredda, Cuba vivrà momenti di grande tensione e sarà soggetta all’embargo totale da parte degli Stati Uniti, cercando un’autonoma via di sviluppo, con aspetti contraddittori che perdurano fino ai nostri giorni.

Dal punto di vista culturale, la condizione secolare di mescolanza sociale con gli Spagnoli, che ha visto l’elemento nero incrociarsi con i bianchi e la formazione di uno spirito di ribellione verso i dominatori, ha condotto alla progressiva definizione di una nuova figura di individuo, portatore dell’insieme degli elementi che hanno caratterizzato in precedenza i singoli ceppi di indigeni, di neri africani importati e di europei spagnoli. Cintio Vitier9 dice sul carattere del cubano:


"Dolce, con tendenza alla burla, religiosità vaga, duttile, che non attribuisce troppa importanza ai problemi dogmatici […] Quel sentimento spiritoso, un po' sboccato, aperto e ribelle, che resiste sia all'ostinazione spagnola che al pragmatismo statunitense, che invano hanno cercato di riformarlo”10.


Secondo il filosofo Alejandro Serrano, il problema dell’identità culturale di tutti i Paesi dell’America Latina appartiene all’ambito generale della riflessione filosofica che dibatte sul processo dialettico tra “dominazione” come fattore di alienazione e “liberazione” come mezzo potenziale per ottenere una identità qualitativamente superiore11.

La ricerca dell’identità culturale e lo sviluppo estetico in questi Paesi si relazionano strettamente, tanto che si è parlato della presenza di un fenomeno singolare, denominato “doppio avanguardismo”12, espressione con cui si indica la tendenza degli artisti e degli intellettuali latinoamericani a portare avanti parallelamente un’attività di avanguardia sia in ambito artistico che politico. La liberazione si impone come condizione e presupposto della propria identità, guardando allo stesso tempo all’individuo e alla società, al soggetto e alla storia nella loro relazione dialettica, cosicché “la ricerca dell’universalità, essenziale ad ogni autentica filosofia, passa necessariamente attraverso l’incontro del particolare”13.

Ciò porta ad alcune conseguenze riscontrabili nell’estetica musicale e nell’aspetto stilistico della musica latinoamericana e, ovviamente, della musica cubana. La musica di Leo Brouwer rappresenta come il peculiare “essere” del latinoamericano si leghi dialetticamente e sia in stretta armonia con i presupposti estetici contemporanei.14

In riferimento alla cultura latinoamericana e caraibica, lo stesso Brouwer trova nel riferimento alle origini creole un’ ipotesi della sensibilità artistica che si può riscontrare nella sua arte, dagli inizi fino all’ultimo periodo:


“Il criollo, in sostanza, è integrazione, pluralità, mescolanza e quindi ricchezza; un tentativo di sintesi o di riaffermazione, se potete perdonarmi la comparazione di tutte queste categorie, come componenti del postmodernismo”.15

       


 
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*CONSERVATORIO STATALE DI MUSICA “LUIGI CHERUBINI” ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI MUSICALI - FIRENZE - SCUOLA DI CHITARRA

Diploma Triennale Sperimentale

Tesi finale

Relatore
Prof. Francesco Cuoghi

Candidato Alessandro Giglioli

Anno Accademico 2009-2010

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1 Fino alla fine degli anni Cinquanta Cuba era meta frequente di viaggi di personalità internazionali, sia del mondo politico che dello spettacolo o dell’arte; basterebbe citare i Kennedy, scrittori come Ernest Hemingway, cantanti quali Nat “King” Cole e Josephine Baker; tuttavia, benchè quella de L’Avana fosse una delle migliori orchestre latinoamericane, poco era fatto sia per promuovere i musicisti locali che i nuovi linguaggi, al di là del repertorio standard europeo. Vedi Tran K.Nguyen: The Emergence of Leo Brouwer’s Compositional Periods, Senior Honoris Thesis, Dartmouth College, 2007

2 Cuba, la più grande delle isole delle Antille, fu scoperta proprio dal navigatore genovese nel corso del suo primo viaggio.

3 La conquista dell’isola si deve a Diego Velázquez, che nel 1510 esplorò l’intero territorio, piegando la resistenza degli Indios.

4 Brouwer, Leo: “La musica, il cubano, l’innovazione”, in Gajes del oficio, trad. ital, Travel Factory, 2006

5 Eroe di questa rivoluzione fu il letterato ed umanista José Martí, ispiratore culturale e politico anche della successiva Revolución, che Brouwer cita spesso come suo riferimento; si veda ad esempio Es el amor quien vé (1973), per soprano e sei strumenti, il cui testo è ripreso da un epigramma di Martí. Delle sue due raccolte di poesie, entrambe dedicate al figlio, una è intitolata Versos sencillos.

6 Gli Stati Uniti, del resto, avevano mediato le trattative di pace, riuscendo a farsi riconoscere il diritto d’intervento per la conservazione dell’indipendenza cubana e l’usufrutto della base militare di Guantanamo, ancor oggi in loro possesso.

7 Nel 1934 Batista, che rimase sulla scena politica fino al 1959, attuò un colpo di stato, sostenuto dagli U.S.A., rovesciando il precedente governo, ritenuto troppo nazionalista e indipendente, ed instaurò una vera e propria dittatura, anche se per due volte interrotta, tra il 1940 e il 1952, da governi che si dimostrarono altrettanto corrotti e incapaci di operare significative riforme sociali. Nel 1952 Batista attuò un secondo colpo di stato, instaurando un regime dittatoriale cui verrà posto fine dalla rivoluzione castrista.

8 Già nel 1953, anno del centenario della nascita di Martì, Fidel Castro Ruz, giovane avvocato proveniente da una famiglia di proprietari terrieri, aveva tentato un’insurrezione armata a Santiago de Cuba, finendo agli arresti, anche se l’anno dopo anno venne liberato in seguito ad un’amnistia. Rifugiatosi in Messico, dove subito riprese il progetto insurrezionale, nel 1956 riuscì a raggiungere Cuba e col fratello Raul e il medico di origine argentina Ernesto Guevara, il “Che”, organizzò la guerriglia per rovesciare definitivamente Batista, coinvolgendo sia giovani borghesi che masse contadine; con una lunga marcia, tre anni dopo entrò a L’Avana con i suoi barbudos, che avevano acquistato crescenti simpatie in tutto il Paese.

9 Cintio Vitier (1921 - 2009[]) è stato un importante poeta, narratore, saggista e critico cubano.

10 Vitier, Cintio: Lo cubano en la poesia, La Habana, 1970

11 Serrano, Alejandro: “Filosofía y Revolución”, Araucaria de Chile, n. 30, 1985

12 Pizarro, Ana: “Vanguardismo Literario y Vanguardismo Político en Latinoamerica”, Araucaria de Chile, n. 13, 1981

13 Serrano, A.: “ Filosofia y Revolución”, cit.

14 Wistuba-Álvarez, Vladimir: ”La Música Guitarrística de Leo Brouwer”, in Revista Musical Chilena, XLV, n.175, 1991

15 Brouwer, Leo: “Musica, folklore, contemporaneità e postmodernismo”, in Gajes del oficio, cit.




di Alessandro Giglioli

alexgiglioli@live.it