di Eugenio Silva e Alfredo M. Ruggiero

Gli “Studi facili per chitarra” di Angelo Gilardino*
di Eugenio Silva e Alfredo M. Ruggiero

* Tesi di Diploma Accademico di II Livello ad Indirizzo Didattico per la formazione dei docenti nella classe di concorso A077 -

Conservatorio di Musica “D.Cimarosa” Avellino A.A. 2013-2014

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Studio n. 15 – Pastorale


Monodia con suoni armonci sui tasti VII, IX, XII e polifonia – “La melodia in suoni armonici dev’essere creata permettendo il libero accumulo delle vibrazioni oltre i valori scritti. Occorre portare tutti gli armonici allo stesso grado di chiarezza rappresentativa della linea e ottenere la massima trasparenza del suono”.




BREVE ANALISI FORMALE


Studio modale (SI eolio) sotto forma di monodia prima realizzata attraverso gli armonici naturali ottenuti sui tasti VII, IX e XII e poi riproposta con suoni naturali in accoppiamento alla costruzione di un altro fraseggio modale (sempre SI eolio) a una voce inferiore.


Questa potrebbe essere identificata come prima sezione. La seconda sezione propone a partire dalla battuta 17 un nuovo frammento modale (LA ionico questa volta) sempre in veste di monodia realizzata con il solo uso di armonici, per tornare poi al modo precedente a partire dalla battuta 21 (siamo di nuovo in un ambiente poli-modale).


Lo stesso frammento viene come prima ripresentato in veste polifonica questa volta con il “tema” appena esposto dagli armonici alla voce più grave e un accompagnamento sempre modale alla voce superiore. In questa parte è inevitabile avvertire un senso di “tonalità” (LA maggiore) anche per la chiusura del frammento in sospensione sulla dominante dell’ipotetica dominante (la nota SI). In chiusura c’è la ripresa della prima monodia ad armonici.


Sarà bene concentrarsi anche sul nome dello Studio per favorirne la comprensione del senso; “pastorale” è un’ambientazione idealizzata di paesaggi e personaggi campestri, intrecciata spesso ad altri aspetti, come l’amore e l’inganno nelle opere letterarie “…Cecopria se n’andò a ritrovar Filoclea, con animo di impiegar tutti gl’artifici guadagnarla, senza tralasciar né preghiere, né belle parole, né astute persuasioni, né tutto ciò che l’arte dell’adulazione ha di incantativo, e di dolce per ingannare, e per far cadere una dama” .11


Spesso, soprattutto nelle opere letterarie, si fa riferimento alla mitologia Greca (lo si intuisce dai nomi dei protagonisti) e assume grande rilevanza l’effetto di essere catapultati in un tempo antico, quasi indecifrabile: “Io che son per alcuni il piacere, che tutti provo, gioia e terror dei tristi e dei buoni, io ch'eccito e rimuovo gli equivoci, or aligero, e con pieno diritto, perché figuro il Tempo, mi presento. Oh un delitto mio o del mio passo celere non è già s'io sorvolo sedici anni e lascio senza un solo sguardo cotesto spazio, perché è nel mio potere sovvertire, in un'ora nata dal mio piacere, le leggi, ed i costumi piantare e sradicare. “ 12


La lettura di passi come questo potrebbe aiutare l’allievo a sviluppare una sua idea di ambientazione coerente con il titolo assegnato dall’autore allo Studio, ma anche frutto della sua personale immaginazione.




ASPETTI TECNICI


I requisiti tecnici richiesti per affrontare correttamente questo Studio sono senz’altro legati alla tecnica degli armonici naturali. Lo Studio appare perfetto per lo sviluppo e la pratica di questa tecnica, giacché ha anche un profilo melodico ben definito e ribadito in seguito da un’esecuzione a note reali.

L’attenzione va posta sulla scelta delle dita che saranno interessate alla realizzazione degli armonici sui vari tasti, con particolare attenzione al IX, che è poco frequentato dai chitarristi.




OBIETTIVI DIDATTICI


Anche in questo studio uno degli obiettivi è abituare l’orecchio alla polifonia e al controllo delle sue voci in movimento. L’autore pone la questione in rilievo alternando anche l’assegnazione della melodia degli armonici tra la voce inferiore e la voce superiore; quest’accorgimento risveglia ulteriormente l’attenzione dell’esecutore che sarà costretto a riconoscere ed esaltare la melodia su registri diversi.




IMPREVISTI


Gli armonici naturali. Il giovane scolaro potrebbe averne suonati alcuni nella sua breve carriera, magari a chiusura di qualche piccolo preludio, ma difficilmente si sarà trovato ad affrontare la realizzazione di un intero “periodo” con il solo utilizzo di questa tecnica. Così potrebbe sorgere la difficoltà di gestire bene gli armonici più comunemente impiegati (ovvero quelli al XII tasto) e trovarsi in difficoltà nella realizzazione degli altri. Inoltre la “lunga” successione di armonici da eseguire potrebbe portare lo scolaro ad approssimarne l’esecuzione, senza badare all’accorgimento richiesto all’inizio dal compositore di favorire la mescolanza delle vibrazioni.




ATTIVITÀ 1


Identificare le note prodotte da tutti gli armonici sui tasti VII, IX e XII e costruire una scala in sequenza ascendente, scala che sarà poi eseguita in ambo i sensi.




A questo punto l’allievo potrà decifrare la relazione che esiste tra gli armonici ed il tasto su cui vengono realizzati rispetto alla nota della relativa corda a  vuoto.





ATTIVITÀ 2


Gli armonici possono essere realizzati con l’uso delle due mani (dito della mano sinistra che si appoggia sulla corda in corrispondenza del tasto interessato e pollice, indice, medio o anulare che pizzica la corda) oppure con il solo uso della mano destra (dito indice della mano destra che appoggia sulla corda e anulare sempre della mano destra che pizzica sulla corda). In questo modo l’allievo potrebbe già sviluppare una tecnica che gli tornerà utile per la realizzazione degli armonici “ottavati”

 

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11)  Sir Philip Sidney - The Countess of Pembroke's Arcadia

12)  William Shakespeare -  The Winter’s Tale (Atto IV, scena I)