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di Eugenio Silva e Alfredo M. Ruggiero

Gli “Studi facili per chitarra” di Angelo Gilardino*
di Eugenio Silva e Alfredo M. Ruggiero

* Tesi di Diploma Accademico di II Livello ad Indirizzo Didattico per la formazione dei docenti nella classe di concorso A077 -

Conservatorio di Musica “D.Cimarosa” Avellino A.A. 2013-2014

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Studio n. 18 – Zivago



Suoni ottavati,  naturali (clarinetto) e armonici - La mano sinistra e la mano destra lavorano sempre – su una determinata corda – alla distanza di un’ottava. Quando la mano destra estrae i suoni con la procedura ordinaria, il timbro risultante evoca quello del clarinetto; quando invece adopera la tecnica atta a creare i suoni detti “armonici ottavati”, è arricchita da una seconda voce in suoni ordinari. In entrambi i casi, l’intensità dei suoni sarà limitata ma fortemente caratterizzata nel timbro.





BREVE ANALISI FORMALE



Studio composto sul modo eolio sul MI (mi-fa#-sol-la-si-do-re-mi). Questa composizione si può suddividere in quattro sezioni da otto battute l’una:


•A (batt. 1-8)

•B (batt. 9-16)

•C (batt. 17-24)

  1. A’ (batt. 25-32)


Nelle prime quattro battute della sezione A viene introdotto il primo tema con suoni naturali, nelle seconde quattro la stessa linea melodica viene riproposta con gli armonici ottavati e con l’aggiunta di un accompagnamento a semiminime.

La sezione B è composta con lo stesso principio di A.

Nella sezione C le prime quattro battute propongono il tema ma, a differenza delle precedenti, quest’ultimo resta invariato. L’unica sostanziale differenza sta nella sovrapposizione di una linea melodica.

La sezione A’ è una riproposizione letterale.



ASPETTI TECNICI


Sicuramente, l’attenzione nei confronti dei differenti timbri chitarristici è una peculiarità di questo studio. Ottenerli è determinato dalla corretta posizione della mano destra che, nel caso del timbro “clarinetto”, dovrà tenersi sempre a distanza di 12 tasti dalla mano sinistra, nel caso degli armonici ottavati, dovrà posizionarsi con l’indice a sfiorare la corda interessata e con l’anulare a pizzicare la stessa. Ad accrescere la difficoltà nei passaggi con gli armonici ottavati c’è la presenza di una seconda linea melodica posizionata al basso.




OBIETTIVI DIDATTICI


L’obiettivo fondamentale di questo studio è quello di insegnare al chitarrista ad eseguire gli armonici ottavati, nonché il timbro “clarinetto”. Nonostante l’aggiunta di una seconda linea melodica affiancata agli armonici ottavati, l’esecutore dovrà riuscire a dare importanza ad entrambe.




IMPREVISTI


Il primo imprevisto plausibile riguarda la mano sinistra, che potrebbe non trovarsi precisamente ad una distanza di 12 tasti dalla mano destra, causando così un’erronea esecuzione del timbro “clarinetto”. Ma anche gli armonici ottavati presentano le loro difficoltà: l’indice infatti tenderà o a premere troppo la corda, impedendo a quest’ultima di vibrare quel tanto che basta a realizzare il suono ottavato o, al contrario, a non premerla affatto, causando l’emissione piena del suono. Inoltre, dato che agli armonici ottavati è sottoposta una linea melodica di non secondaria importanza, un errore potrebbe essere quello di non bilanciare le due parti, lasciando prevalere quella più grave su quella più acuta.




ATTIVITÀ 1


Questa prima attività prevede l’applicazione del timbro “clarinetto” a delle brevi scale o arpeggi, per permettere all’esecutore di impadronirsi di questa tecnica che si ripropone nel corso dell’intero brano. Riportiamo di seguito un esercizio come esempio:







ATTIVITÀ 2


L’altro filo conduttore dello studio è dato dalla tecnica degli armonici ottavati, si ritiene quindi fondamentale riportare di seguito un esercizio (che possa fungere sempre da modello per altri) che prevede l’uso di questa tecnica applicata sempre a delle piccole scale o arpeggi.

Sembra doveroso spiegare in questa sede come eseguire correttamente gli armonici ottavati: l’indice della mano destra, che deve mantenersi rigorosamente ad una distanza di 12 tasti dalla sinistra, va a sfiorare la corda scelta, mentre l’anulare la pizzica per farla vibrare.