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Studio n. 2 – Nuvole


Accordi placcati e arpeggiati con le corde a vuoto e sforzato nel basso - QuestO Studi sulle corde a vuoto richiedono particolare cura nella pratica del “laissez vibrer”. Le vibrazioni delle corde devono essere interrotte solo all’entrata di ogni nuovo suono, e non prima: occorre dunque evitare ogni contatto non indispensabile delle dita con le corde. L’allievo imparerà a osservare la differenza tra le durate dei suoni reali e quelle scritte e a estrarre gli accordi sia con le parti perfettamente simultanee (placcati) che in forma di arpeggio sgranato.



BREVE ANALISI FORMALE


Questo studio è libero da qualsiasi vincolo tipico della musica tonale, essendo basato su una scala pentafonica minore sul mi (mi-sol-la-si-re-mi).


Sotto l’aspetto formale può essere suddiviso in:

•A (batt. 1-8)

•B (batt. 9-16)

•C (batt. 17-24)

•A’ “ripresa” (batt. 25-32)

La sezione A è costituita da un breve tema a (batt. 1-3) composto da una semplice linea melodica da eseguire sulle prime quattro corde a vuoto. Ad accompagnarlo vi sono accordi placcati ed arpeggiati.


La sezione B (batt. 9-12) è costituita, analogamente alla sezione A, da una linea melodica superiore (b) accompagnata dagli accordi. L’unica sostanziale differenza è rappresentata dal cambiamento di tempo dal 2/4 al 3/4 , che causerà uno spostamento degli accenti.

La sezione C, come B ed A, è costituita da un altro breve tema c (batt. 17-20) caratterizzato da un ritorno al tempo 2/4.

Infine vi è una ripresa A’ letterale.



ASPETTI TECNICI


La problematica principale di questo studio, come suggerito dall’autore, sta nell’alternanza di accordi placcati o arpeggiati e di note singole. Questa è determinata dalla mancata abilità del chitarrista principiante di pizzicare più corde contemporaneamente.


La seconda sta nel laissez vibrer (lasciar vibrare) sempre tutte le corde pizzicate o arpeggiate. Questo perché la mano destra non è abituata a mantenere la giusta distanza dalle corde.


La terza è il rispetto della linea melodica superiore che tenderà a scomparire specialmente in concomitanza degli accordi placcati.

Infine il compositore indica alcune dinamiche ed accenti  che devono essere rispettati.



OBIETTIVI DIDATTICI


Lo scopo dello studio è quello di insegnare al giovane chitarrista la corretta articolazione della mano destra, poco propensa a realizzare simultaneamente le note degli accordi.


Inoltre, il brano obbliga l’esecutore a tenere la suddetta mano ad una distanza adeguata dalle corde per permettere a queste ultime di vibrare, così come richiesto dal compositore. L’obiettivo finale, invece, consiste nel far concentrare il chitarrista non solo sugli aspetti tecnici ma anche sul discorso musicale, aiutandolo a sviluppare una maggiore sensibilità nella realizzazione della giusta agogica.



IMPREVISTI


L’alternanza degli accordi placcati e arpeggiati costringerà l’interprete a tenere la mano destra troppo vicina alle corde, impedendogli così di separare le note della melodia dalle restanti e inducendolo ad incespicare con le dita tra le corde. Inoltre la mancata abitudine da parte del novello chitarrista a riconoscere ed applicare i segni di agogica e di espressione tenderanno ad appiattire il senso musicale.



ATTIVITÀ 1


Per permettere allo studente di concentrarsi sulla dinamica, si potrà creare un esercizio che preveda l’utilizzo di poche note e di una diteggiatura semplice ma che inizi sul piano per concludere sul forte e viceversa.




 
di Eugenio Silva e Alfredo M. Ruggiero

Gli “Studi facili per chitarra” di Angelo Gilardino*
di Eugenio Silva e Alfredo M. Ruggiero

* Tesi di Diploma Accademico di II Livello ad Indirizzo Didattico per la formazione dei docenti nella classe di concorso A077 -

Conservatorio di Musica “D.Cimarosa” Avellino A.A. 2013-2014

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