Gli Artisti di Aquila Corde

 
Di recente mi sono recata in quel di Caldogno (Vi), dove ha sede Aquila Corde Armoniche SRL. Questo è il resoconto dell’incontro con Mimmo Peruffo, titolare dell’azienda.



Come si diventa Maestri Cordai? Immagino che gli inizi siano stati da chitarrista e che qualcosa deve averti spinto, nel tempo, ad occuparti di Corde.


È una domanda complessa. Io non sono diventato cordaio per vocazione o perché mio padre faceva questo mestiere. All’inizio di corde non sapevo un bel nulla: come tutti andavo nei negozi e le compravo.  


Mio nonno era stato direttore di banda e anche falegname: avevo pochi soldi e così decisi di farmi la chitarra con le mie mani, dietro sue istruzioni. Poi persi la testa per il Liuto e lasciai la chitarra. Ma Liuti non ne esistevano in giro e così me ne costruii uno.


Cominciai a frequentare Enrico Pacini di Prato, unico allievo del liutaio Riccardo Branè, il quale, mentre si stava occupando del problema delle corde basse in budello del Liuto, improvvisamente scomparve a causa di una malattia. Enrico chiese a me, che ero perito chimico, di continuare la ricerca di Riccardo.  Gli risposi che io non ero adatto allo scopo. Per tutta risposta mi mise tra le mani una lettera di Riccardo indirizzata ad un suo amico chimico con richiesta di aiuto.


Da quel momento cominciai a studiare il mistero dei bassi in budello del Liuto.  Dieci anni durò quella ricerca ed almeno un migliaio di esperimenti di concia e carica sul materiale ma, alla fine, potei finalmente recarmi con il mio liuto funzionante alla sua tomba ( si, molto romantico) e dissi: è andata Riccardo, ma che mazzo che mi sono fatto!



Vuoi parlarci della ricerca costante che è alla base della produzione di Aquila Corde?


Occuparsi di corde  di budello  è un viaggio che  sconfina tra l’archeologia e un indagine di polizia scientifica,  il tutto condito dalle vicende umane e storiche che ruotavano intorno alla corderia, ai cordai ed i loro segreti.  Non è possibile fermarsi: la scoperta di nuovi documenti implica il continuo aggiornamento.


Nel campo delle materie plastiche il nostro impegno è quello di arrivare a testare tutte quelle che possono essere in grado di produrre suono. Già esaminando le schede tecniche di un nuovo materiale sono in grado non solo di sapere se suonerà o no ma anche di prevederne il tipo di sonorità.


Al momento ho testato tutte le varietà di Nylon inventati e del fluocarbonio ( PVDF) e altre materie plastiche ancora. Grazie alla speciale tipologia di impianto queste prove sono estremamente agili e veloci senza grosso dispendio di materiale. Cosa assolutamente proibita con i tradizionali impianti industriali


La lavorazione del budello comporta sforzi notevoli?


La lavorazione delle corde di budello è complessa ed è al 90% fatta interamente a mano e con il sudore della fronte. Per fare una corda serve mezzo mese di lavoro continuo. Ovviamente non se ne fa una soltanto, ma questo è il ciclo completo.


Io ho avuto un maestro cordaio e sono stato il suo unico allievo. L’unione della ricerca alla tecnica moderna mi ha permesso di ricostruire esattamente la maniera di fare le corde nei secoli passati, passando però attraverso la conoscenza reale di quello che avviene durante i trattamenti chimici etc



Aquila Corde produce in proprio le corde o le acquista da altre ditte?


Fino al 2008 il nostro Nylgut era preparato  per noi da una ditta che costruiva fili da pesca.

Ma il prodotto finale era spesso ovale e tendeva ad allungarsi in modo spropositato.


Poi decidemmo di comprare un piccolo estrusore. All’epoca non sapevo che nessuna azienda cordaia al mondo disponeva di estrusori propri  Il perché lo capii in fretta  e mi costò due anni di studi quasi maniacali:  comprare un estrusore non è un problema; il problema è trovare un estrusorista veramente esperto nel campo dei fili da musica. Bene, questa figura non esiste perché non solo non esiste letteratura tecnica ma le poche ditte che fanno monofili destinati alla musica se li tengono ben stretti.


Poi arrivai a modificare con le mie mani gli impianti fino ad arrivare a tolleranze di  diametro estremante contenute.  Ad oggi abbiamo cinque impianti con una capacità produttiva a saturazione di circa 1 milione di corde per ukulele al giorno.



Evidentemente non contento dei materiali normalmente usati, come il nylon, hai provveduto ad inventare, ad esempio, il Nylgut, il Bionylon ed il più recente materiale che è alla base della nuova serie di cantini Rubino.


Per mia natura tendo a seguire un mio specifico sentiero. Se tutti vanno a destra io vado a sinistra.


Ecco allora che nasce la prima corda di un nylon che deriva dalle piante e che realizza una sonorità incredibile, oppure, modificando una base poliestere, nasce il Nylgut ( letteralmente nylonbudello) ideato come sostituto del budello per i liuti ma poi perfezionato anche per la chitarra.


Per arrivare infine all’aggiunta di cariche solide micronizzate di metalli pesanti al fine di variare la densità delle singole corde potendo quindi mantenere una maggiore eguaglianza di diametro fra i tre cantini della nuova serie Rubino  Non sì era mai arrivati sino ad oggi a questo livello di tecnologia applicata alle  corde per la chitarra.


E pensare che durante la fiera americana della musica di Los Angeles (NAMM show) il titolare di una grossa azienda cordaia  mi aveva scoraggiato dal provarci perché loro dieci anni prima, con il loro stuolo di ingegneri, avevano fallito…


Grazie ai nuovi materiali che abbiamo testato siamo stati in grado di costruire letteralmente nuove sonorità e proporle a tutti. Parlo soprattutto dell’ukulele e della chitarra. Non è importante che piacciano per forza, quello che è importante è fare sì che ora esistano sicché si possa scegliere. .


Io per mia tradizione non faccio mai quello fanno gli altri. Se tutti vanno a destra io vado a sinistra. Anche per la semplice scelta di un colore da dare alle corde. Le corde per l’ukulele ad esempio sono state fatte sempre nere. Colore gradito agli hawaiani perché  si dice che ricordi loro la lava.


Io le ho volute bianche. Perché la spiaggia vicino alla casa dove sono nato in Sardegna ha la sabbia super bianca. Battute a parte dopo un periodo di forte contestazione le corde per ukulele bianche si sono affermate ovunque, soprattutto nella  produzione industriale asiatica di ukulele.


Basta inserire il nome ukulele in google e  guardare immagini per rendersi conto.  Così anche  per le materie plastiche: il nostro nylon non è il solito nylon ma un materiale derivato dalle piante, il fluorocarbonio che farò non sarà come gli altri ma completamente diverso e via così.


 

Intervista a Mimmo Peruffo

Intervista di Elvira Dieni