In ricordo di Alexander Kamilovic Frauchi

(Rostov 1-4-1954 - Mosca 6-2-2008)


 




   di Marco Bazzotti

 

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Il 2 giugno 2008 è mancato Alexander Kamilovic, a 54 anni, russo di Rostov Yaroslavski. Aveva avuto il dono di nascere da una famiglia di lunga tradizione musicale, ma ebbe la volontà di rendere grande uno strumento di minore tradizione, sempre accomunato agli strumenti popolari di minor conto quali domra e balalaica, ma a cui con grande umiltà si era dedicato in toto.

Alexander inizia a 8 anni lo studio del violino con il padre Kamill, già famoso violinista a livello nazionale, ma dopo soli 3 anni, folgorato dall’interpretazione di Segovia della Ciaccona, lo abbandona, con grande disperazione del padre, per iniziare, appena undicenne, a maneggiare una chitarra. La chitarra era strumento così poco noto in famiglia che Alexander ricorderà in un’intervista come suo padre la accordasse come fosse un violino.


Solo due anni dopo, dal 1969 può iniziare a studiare con dei veri maestri, presso la Scuola di Musica centrale moscovita. Lì incontra i migliori docenti dell’epoca: Aleksandr Ivanov-Kramskoy (1912-1973) e alla morte di questi, la figlia Natalia Ivanova-Kramskaya (1939).  Continua quindi con  Aleksandr V. Mineev (1916-1979) al Conservatorio urale di Sverdlovsk ove si diploma nel 1973 con lode, e infine si specializza infine con il Prof. Vitaly Derun (1940), stimato docente e musicologo russo.


Nel 1979, appena finito il suo iter scolastico, vince il primo premio al concorso nazionale panrusso di esecuzione agli “strumenti popolari” a Leningrado (oggi S. Pietroburgo) e nel 1986 il primo premio al concorso Internazionale di Chitarra a Cuba e la migliore interpretazione di opere di Leo Brouwer, presidente di giuria, ed il premio speciale di Radio France.

Nei seguenti vent’anni Frauchi da recitals solistici o come partner di M. Latinskaia (clavicembalo e pianoforte) in Germania, Francia, Belgio, Regno Unito, Stati Uniti d'America, Austria, Italia (festival di Catanzaro), Jugoslavia, Polonia, Cuba, Ungheria, Repubblica ceca, Bulgaria, Turchia e Grecia oltre a numerosissime masterclass. I suoi recital riscuotono ovunque un grande successo unanime secondo la critica.


Diviene membro della giuria al Concorso Internazionale di chitarra "M. Giuliani" di Bari e "Printemps de la Guitarre” a  Walcourt (Belgio). Grazie a lui viene aperto il corso di chitarra presso l’Accademia russa di Musica “Gnesin”, ove si è formata un’intera generazione di chitarristi (oltre un centinaio, tutti premiati in vari concorsi), e la cattedra di chitarra all’accademia statale Majmonid, oltre a numerose classi di chitarra in molte città russe o di repubbliche oggi indipendenti, quali Vilnius, Nizhnii Novgorod, Saratov, Kharkov, Minsk, e la sua Rostov.

Fra i suoi allievi vi sono tutti i massimi solisti russi d’oggi, tra i quali, oltre al citato  Nikita Koshkin (1956), Alexander Vinitsky (1950), Fomin (1962), Evgeni Finkelstein (1972), Sergey N. Matokhin (1967), Dimitri Illarionov (1979), il giovane kazako Zot Malakhov (1986) e tra i molti stranieri Claudio Pio , il berlinese Jörgen Brilling, il cipriota Dimitris Regginos.

Dopo il primo LP inciso con "Melodya" (1982) è uscito solo un CD nel 1994, con le opere del suo allievo prediletto Nikita Koshkin.


Ho incontrato Frauchi alle porte della Francia (Colmar, 1995), e dopo la presentazione mi ha subito invitato ad assistere alle sue masterclass. Il mio ricordo di lui è quello di una persone mite, che si dedicava con grandissima attenzione e pazienza anche con l’allievo di più modesta capacità. Era particolarmente attento alla tecnica durante le lezioni, desideroso di spiegare la sua scuola, fondata sulla tradizione russa di suono brillante e agilità delle dita. Poi, durante l’intervista, stupito di trovare qualcuno che si sforzava di esprimersi nella sua lingua, fu estremamente aperto e cordiale. Mi parlava dei suoi allievi, in primis Nikita Koshkin, e della situazione della chitarra in Russia con una certa preoccupazione. Odiava di cuore il flamenco, che considerava musica da saloon e l’importanza che davano ad esso molti noti solisti russi.

Ci risentimmo poi spesso per telefono, quando si prodigava di farmi da tramite per i miei contatti con i chitarristi russi o addirittura di recarsi alla biblioteca Glinka al mio posto, situazioni che sempre mi ponevano in grande imbarazzo. Una volta gli accennai del concerto a Milano di Manuel Barrueco e del suo repertorio bachiano in quell’occasione, e ricordo ancora l’interesse suscitatogli e la sua vivace reazione verso la notizia. Avvertii da lui come si sentisse in una sorta di competizione virtuosa con il solista cubano, insieme all’enorme rispetto che nutriva nei riguardi della musica di Bach.

Infine ricordo la sua telefonata inaspettata, di primissima mattina, per ringraziarmi del titolo del mio articolo, il “nipote russo di Segovia”, che evidentemente gli era proprio piaciuto …


Marco Bazzotti








Discografia


1. Alexander Frauchi, Melodiya C10-17193.4n 1982

J. S. Bach (1685- 1750): Chaconne from Partita No. 2 for Violin Solo, BWV 1004

Prelude for Lute, BWV 999

Prelude and Fugue from Suite for Lute, BWV 995 (Transcr. A. Frauchi)

D. Scarlatti (1685-1757) Sonata for Harpsichord  in C Minor, L, 352 (Transc. A. Segovia)

N. Paganini (I782-I840): Grand Sonata for Violin and Guitar in A Major-13.44 (Naum   Latinsky,   violin)

F. Sor (I776-I839): Variations on a theme from W. A. Mozart's opera «Zauberflöte», Op. 9

record engineer Yu. Bogdanov, Editor B. Tikhomirov


2. Alexander Frauchi plays music by Nikita Koshkin, «Rossijsky Instrument», Moscow 1994

1. Suite: The Prince's  Toys

1. The Mischievous Prince

2. The Mechanical Monkey

3. The Doll with Blinking Eyes

4. Toy Soldiers

5. The Prince's Coach

6. The Finale: The Big Puppet Parade (Theme and Variations)

2. Usher Wallz

3. "Porcelain Tower" Variations on the theme of Stepan Rak

4. The theme

1 var.  "Yellow Paper Dragon"

2 var.  "Bamboo Umbrella"

3 var.   "Sphere Within Sphere"

4  var.  "Dance of Red Hieroglyphs"

5 var.  "Silk Screen"

6  var,  "Fox - werewolf"

The Finale   "Porcelain Emperor"

5. Guitar (1ª registrazione mondiale)


 
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