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“Stagione internazionale di chitarra classica“ città di Lodi




 


  di Francesco Tagliaferri

  francesco90tagliaferri@gmail.com

 

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Venerdì 14 giugno, quarto concerto della Stagione Internazionale della Chitarra Classica di Lodi. Il coro affrescato della Chiesa di Santa Chiara Nuova, in via delle Orfane, ha riconquistato il ruolo di "tempio delle sei corde" che spesso aveva ricoperto nelle precedenti edizioni della rassegna, e che ultimamente aveva ceduto, per questioni di affluenza, alla più capiente aula magna del "Verri". La sua acustica raccolta, ideale per uno strumento discreto quale è la chitarra, ha sedotto ancora una volta il pubblico della rassegna (come sempre abbondante rispetto ai posti a sedere) e l'ospite, il chitarrista torinese Emanuele Buono.


Il programma ha visto una netta prevalenza di autori spagnoli, con l'unica eccezione della Toccata dalla Partita n. 6 per Clavicembalo (BWV 830) di Johann Sebastian Bach (1685-1750). Dopo l'elegante inizio con il genio di Eisenach, è stata la volta di Joaquín Rodrigo (1901-1999), con il misterioso Invocación y Danza.


Grazie a un controllo davvero superbo della conduzione melodica di tutte le parti, Collectici intim di Vincente Asencio (1908-1979) si è illuminato di una qualità che non tutti sanno mostrare: soprattutto in questo brano, Buono ha dimostrato di possedere un tocco sapiente, manovrato da una concentrazione davvero invidiabile. Bellissimo anche l'Andante e Rondò op. 2 n. 2 di Dionisio Aguado (1784-1849), condito della duttilità emotiva che le sue pagine richiedono. L'accurato lavoro di incantamento del pubblico è culminato, infine, con una standing ovation generale, dopo la Sonata di Antonio José (1902-1936), eseguita con una profonda consapevolezza della coerenza e dell'economia di materiale che accomuna un movimento con l'altro.


Il pubblico in visibilio ha richiesto ben quattro bis: il Capriccio di Goya n. 2 di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968), lo Studio n. 2 di Heitor Villa-Lobos (1887-1959), Lob der Tränen di Franz Schubert (1797-1828), nell'adattamento chitarristico di Johann Kaspar Mertz e il Capriccio n. 7 di Luigi Legnani (1790-1877).


Un vero e proprio bagno di folla, insomma, per il chitarrista ventiseienne. D'altronde, c'era da aspettarselo da uno che in pochi anni è riuscito a vincere così tanti concorsi internazionali, fra cui il prestigiosissimo "Parkening" di Malibu e l'"Agustín Barrios" di Nuoro, che gli ha dato la possibilità di incidere il suo primo CD come solista, in uscita a luglio. 

Curiosa anche la presenza di due spettatori venuti apposta dall'Austria, sarà stata la recente esibizione alla prestigiosa Konzerthaus di Vienna; sta di fatto che la Stagione Internazionale di Lodi dimostra così di aver varcato i confini non solo comunali, provinciali e regionali, ma anche nazionali.


Tutto questo è possibile grazie all'appoggio della Fondazione Banca Popolare di Lodi, ma anche a quello delle istituzioni lodigiane.
Il particolare momento d'instabilità vissuto da queste ultime (le recenti elezioni comunali e la probabile soppressione della Provincia) preoccupano il direttore artistico Mario Gioia, che nella presentazione del concerto teme «nubi nere all'orizzonte».


Nel frattempo, la Stagione continua: venerdì 5 luglio alle ore 21.30, nel chiostro del Liceo "Verri" ha avuto luogo il concerto di Lazhar Cherouana, di cui presto sarà pronta la recensione. Tenete d'occhio «dotGuitar» per gli aggiornamenti!




Francesco Tagliaferri