Concerto dedicato al Compositore

Azio  Corghi





   di Mauro Tamburrini

   mauro.dotguitar@gmail.com

 



Il 14 ottobre alle ore 21.00, nell'ambito di Contemporanea duemilanove Festival di Nuova Musica (Tredicesima edizione) di Udine, presso il Teatro San Giorgio di Udine, si è tenuto l'evento dal titolo Dialoghi e suoni.


La prima parte è consistita in un'intervista pubblica (da parte di Marco Maria Tosolini) al grande compositore Azio Corghi. La seconda parte invece è stata interamente dedicata alla sua musica.


La musica strumentale solistica di Corghi trasforma i vari strumenti in medium di entità nascoste, in interpreti di numerose soluzioni timbriche ed espressive. Nell'ambito del concerto dunque si è assistito ad un excursus sulle varie fasi della musica strumentale corghiana; si è passati dunque dal Nocturnus Visus (1999) per clarinetto solo al Petit Caprice (Style Offenbach) (1992) per violino solo (da Péchés de vieillesse di Gioachino Rossini), fino, andando à rebours nella cronologia della produzione corghiana, alla straniata rivitalizzazione timbrica dei suoni di vihuela del Consonancias y redobles (1973) per chitarra sola.


Consonancias y Redobles, interpretato dal chitarrista Sergio Sorrentino, ha riscosso un notevole successo.

Il brano, basato su alcuni frammenti vihuelistici di Milan, richiede all'interprete spiccate e non comuni doti tecniche e di fantasia sonora.


In un teatro dall'acustica impeccabile, il pubblico è rimasto entusiasta dei nuovi suoni chitarristici emergenti dal brano e dall'intepretazione, tributando al chitarrista Sorrentino applausi di sincera ammirazione. Applausi anche da Azio Corghi in persona, presente in prima fila.


Lusinghiere le recensioni della stampa. Tra le altre, riportiamo quella del Messaggero del 16/10/2009: “Di gusto più sperimentalistico è invece il terzo brano del concerto: l'impegnativo – tecnicamente parlando – Consonancias y Redobles per chitarra del 1973, interpretato dal chitarrista Sergio Sorrentino, che con encomiabile bravura esplora a fondo le possibilità espressive dello strumento”.










Il programma si è concluso con l'esecuzione di A 'nsunnari (1998), per soprano, flauto, clarinetto, chitarra, violino, violoncello. La composizione, ispirata al mondo rituale e funebre dell'area euro-mediterranea, esplora le possibilità foniche delle lamentazioni dialettali. Azio Corghi, in maniera magistrale, unisce ritmi di ninna nanne e tarantelle, suoni vocali che prediligono le consonanti nasali bilabiali 'm' e 'n' (per l'accezione funebre ed erotica dei suoni nasali nella cultura etno-popolare), frammenti melodici di canti popolari, ambientazioni timbriche particolarissime (l'impiego di una sordina per il clarinetto, la chitarra impiegata anche in maniera percussiva), in un reticolo contrappuntistico a più livelli di rara perfezione.



La chitarra, in questa composizione, risulta parte integrante dell'insieme sonoro e polifonico, fungendo da guida per l'escursioni vocali, da elemento timbrico e ritmico insostituibile. In più, il suono dello strumento non è mai offuscato dall'ensemble. Merito anche dell'ensemble protagonista del concerto che, diretto da Mauro Bonifacio, era costituito da: Alda Caiello, soprano; Elisa Cozzini, flauto; Marco Ortolani, clarinetto; Sergio Sorrentino, chitarra; Duccio Ceccanti, violino; Vittorio Ceccanti, violoncello. I membri dell'ensemble sono stati anche i protagonisti dell'esecuzione dei brani solistici dei rispettivi strumenti.


Nonostante sia stato un concerto totalmente di musica Nuova, il successo di pubblico è risultato oltre ogni aspettativa da parte degli organizzatori. Successo di pubblico che ha fatto da preludio al successo di critica dei giorni seguenti.



 
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