Angelo Gilardino

Concerto di Novgorod

Prima esecuzione assoluta - Vercelli 3 ottobre 2008

Camerata Ducale - Paolo Ferrara, direttore

Dimitri Illarionov, chitarra





di Antonio De Rose

 

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Era da un bel po’ che la chitarra non compariva nei programmi di importanti società di concerti e in teatri di antica tradizione, per cui il concerto di Novgorod di Angelo Gilardino per chitarra russa eptacorde e orchestra che si è tenuto il 3 ottobre 2008 a Vercelli nel Teatro Civico  è stato, sicuramente, un’eccezione alla regola ma, anche, un’indicazione per un’auspicale e urgente inversione di tendenza.

Gilardino stesso, in un’intervista apparsa su “Seicorde”, invita (si fa per dire…) i chitarristi ad abbandonare “un repertorio sgangherato e messo su per piacere alla gente” e, aggiunge, “non possono (i chitarristi) lamentarsi perché esclusi dai cartelloni della Società del Quartetto mentre si ammannisce del rock fasullo o un sanguinolente polpettone sentimentale latinoamericano…”.


Ma veniamo al concerto e, in particolare, alla chitarra russa:

“Da una trentina d’anni, alcuni chitarristi e musicologi hanno riacceso l’attenzione per la chitarra russa, che ha sette corde e un’accordatura tonalmente più mirata di quella della chitarra occidentale: re, sol, si, re, sol, si, re. Il suono è più scuro e più grave, e il repertorio finora conosciuto, pur non avendo nulla da invidiare a quello classico, soffre di una certa staticità armonica e di una conseguente rigidità nelle forme.”

“… per suonare la chitarra russa, non occorre modificare il proprio assetto strumentale e imparare tecniche aliene, ma solo estendere le diteggiature della mano destra oltre il

*Si ringrazia “Quality Data” di Ernesto Villani per aver gentilmente concesso le foto del concerto. Appena disponibili, saranno aggiunti a questo articolo alcuni frammenti del video di questa prima esecuzione assoluta.

limite di combinazioni praticate con lo strumento a sei corde.”





“Personalmente, ho potuto opporre una ben fioca resistenza alle richieste di comporre per chitarra russa. E’ un mondo da scoprire come se si entrasse in un santuario: la Santa Russia è un’entità poetica e culturale da accostare con affetto e con devozione, e la chitarra ne è una splendente, enigmatica icona.”

(Angelo Gilardino su “Suonare News”, marzo 2008)


Segnalo anche che Gilardino ha ricostruito il Concerto per chitarra e orchestra del compositore russo Boris Asafiev, pubblicato dalle Editions Orphée (Matanya Ophee, che cura queste edizioni, ha pubblicato anche una collana di antologie di musica russa dell’Ottocento e del Novecento).


E veniamo al concerto: era tanto che non tornavo a Vercelli, per l’esattezza dai tempi in cui frequentavo l’Accademia di Biella (più di venti anni fa…). Da Biella si andava o ad Alessandria per prendere il treno e tornare a Roma o a Vercelli dove Angelo abitava (e abita) e, con me, c’erano gran parte dei chitarristi che oggi contano.

Mi sono avviato a piedi verso l’albergo: ho trovato la città immutata, tranne che per la presenza di un, pur timido, sole.

Nella hall del Teatro Civico ho incontrato Angelo Colone (noto chitarrista romano che ha inciso molta musica di Gilardino e che, procuratosi una chitarra eptacorde, ha iniziato lo studio del concerto in questione). Dopo aver salutato l’altro Angelo ci siamo seduti uno accanto all’altro e abbiamo iniziato l’ascolto del concerto di Novgorod.

Qualche “nota di copertina”:  il concerto è stato composto nell’estate del 2006, subito dopo il Concerto-Serenata per clarinetto basso, chitarra e archi. E’ diviso in tre tempi: I) Andante lento, Risoluto ma cantabile; II) Kolybelnaja – Adagio; III) Korochun – Allegro scherzoso.

“Kolybelnaja” significa ninna-nanna; “Korochun” è il nome di un’antica festa pagana russa, una sorta di antenata della moderna festa di Halloween.


L’organico dell’orchestra è: piccolo, flauto, oboe, corno inglese, clarinetto, fagotto, timpani, archi.

L’orchestra del concerto di Vercelli era la “Camerata Ducale”, il direttore Paolo Ferrara, il chitarrista Dimitri Illarionov.

Illarionov è nato in Moldavia nel 1979  e ha studiato a Mosca nel Conservatorio”Ciaikovsky”.

Ha vinto concorsi prestigiosi e nel 2002 si è imposto al 20° International Competition  della Guitar Foundation of America (la stessa Fondazione che a giugno del 2009 premierà Angelo Gilardino), da allora ha iniziato a suonare nelle sale più importanti del mondo.






Illarionov,  per eseguire il concerto di Novgorod, ha suonato una chitarra (russa, eptacorde) amplificata.

Ai primi suoni emessi dallo strumento, Colone ed io ci siamo guardati con
aria interrogativa: era un misto (tutto sommato interessante…) d’arpa, chitarra, salterio…, superata questa iniziale e inspiegabile sorpresa (condivisa e confermata, poi, dallo stesso Gilardino) mi sono concentrato sulla musica e sulla distribuzione delle parti.

La sala era piena: qualcuno ha scritto che il Concerto di Aranjuez (eseguito dallo stesso Illarionov nella seconda parte della serata) è un grande traino. Non credo sia stato questo il caso, sono certo che più dell’ottanta per cento del pubblico fosse lì per ascoltare una novità e non per digerire.



Il giorno dopo sono andato a trovare Angelo Gilardino a casa sua.

Abbiamo parlato, inevitabilmente, della situazione dei Conservatori (in generale e in particolare).

Mi ha fatto ascoltare, in una incisione dal vivo, i suoi bellissimi “Quartetti-Giuliani”.

Poi abbiamo parlato del concerto ascoltato la sera prima. Ha chiesto la mia opinione ed io gli ho detto mi è sembrato che la chitarra fosse al servizio dell’orchestra e non il normale viceversa (vedi Aranjuez)…, ed ho aggiunto …come se stesse improvvisando un accompagnamento continuo fatto di arpeggi inframmezzati a scale: tutto orizzontale… applicando una costante rinuncia alle belle frasi e ai frammenti di frasi sempre affidate ad altri strumenti: il flauto, il violoncello… e ancora …la chitarra, in realtà, suona quasi sempre e il  chitarrista percorre lo strumento centinaia e centinaia di volte da capo a fondo (facendo cose di un virtuosismo mai visto…) come se cercasse (ricercasse) contatti (con gli altri strumenti) che non sempre trova… quasi mai…


Angelo, forse generosamente, ha condiviso le mie impressioni. E, da quello che ha aggiunto, ho avuto conferma che sua intenzione era, per l’appunto, quella di presentare la chitarra (con l’orchestra) in una versione che l’affrancasse dalla solita esposizione di belle melodie accompagnate dall’orchestra (e poi, con l’orchestra, scambiate). Ovvio che non mi aspettassi da Gilardino qualcosa di noto ed usuale, ma devo ammettere che questa volta mi ha così tanto sorpreso che per elaborare l’esperienza avrò bisogno di ascoltare (e riascoltare) questa musica nuova e struggente più volte e, magari, leggermi un po’ la parte (sperando che sei corde, per farsene un’idea, bastino…).



Antonio De Rose, novembre 2008




Angelo Gilardino è nato a Vercelli nel 1941. Centinaia sono le nuove composizioni dedicategli da autori di tutto il mondo, da lui presentate in prima esecuzione. Dal 1967, le Edizioni Musicali Bèrben gli hanno affidato la direzione di quella che è poi divenuta la più importante collezione di musica per chitarra del Novecento, e che porta il suo nome.

Dal 1981, ha preferito ritirarsi dai concerti per dedicarsi alla composizione, all'insegnamento e alla ricerca musicologica.

John W. Duarte ha definito i suoi Studi di virtuosità e di trascendenza "pietre miliari del nuovo repertorio della chitarra", Sonate, Variazioni, quattro Concerti multichitarristici, dieci Concerti con orchestra e musica da camera. Le sue opere sono eseguite frequentemente nelle sale da concerto di tutto il mondo, incise in dischi e programmate nei concorsi.

Come didatta, ha insegnato dal 1965 al 1981 al Liceo Musicale "G.B. Viotti"di Vercelli e, dal 1981 al 2004, al Conservatorio "Antonio Vivaldi" di Alessandria. Dal 1984 al 2003 ha tenuto i corsi superiori di perfezionamento dell'Accademia Superiore Internazionale di Musica "Lorenzo Perosi" di Biella. Dal 2005, tiene un corso annuale di perfezionamento alla Scuola Musicale "F.A. Vallotti" di Vercelli

Ha tenuto circa duecento corsi, seminari e masterclasses in vari paesi europei, invitato da università, accademie, conservatori, società musicali, festivals. Per l'attività didattica da lui svolta nei programmi del Festival Internazionale della Chitarra, la città di Lagonegro gli ha conferito nel 1989 la cittadinanza onoraria. Nel 1993, l'Università di Granada lo ha chiamato a tenere un corso in occasione delle celebrazioni del centenario segoviano. Nel 1998, gli è stato conferito il premio "Marengo Musica" del Conservatorio di Alessandria.

Come musicologo, ha ritrovato i manoscritti originali di lavori fondamentali del Novecento, quali le Variazioni per chitarra di Ottorino Respighi e la Sonata para guitarra di Antonio José e ha recuperato un vasto corpus di composizioni scritte per Andrés Segovia da autori spagnoli, francesi e britannici negli anni Venti e Trenta, opere mai eseguite, che si riteneva fossero andate perdute per sempre. Dal 2002, si cura della pubblicazione di tali opere nella collana The Andrés Segovia Archive, pubblicata dalle Edizioni Musicali Bèrben.

Dal giugno del 1997 alla fine del 2005 ha ricoperto l'incarico di direttore artistico della Fondazione "Andrés Segovia" di Linares (Spagna).

Il Convegno Nazionale di Chitarra gli ha conferito per tre volte (1997, 1998, 2000) il premio "Chitarra d'oro" rispettivamente per la composizione, la didattica e la ricerca musicologica.

Ha messo a punto i principi della scuola chitarristica di cui è fondatore in due volumi sulla tecnica dello strumento. Ha pubblicato inoltre La grammatica della chitarra, un manuale destinato ai compositori che non conoscono lo strumento. Si è dedicato anche agli studi storici, pubblicando un Manuale di storia della chitarra e un considerevole numero di saggi e articoli.

Non si contano le affermazioni dei suoi allievi in campo internazionale e le sue partecipazioni alle giurie dei più importanti concorsi.

Dal 2004 si è ritirato dall'insegnamento ufficiale nei Conservatori di stato e nelle Accademie private. La sua attività didattica si svolge ora unicamente nell'ambito del corso internazionale di perfezionamento istituito dalla Città di Vercelli.

La Guitar Foundation of America (GFA) gli ha attribuito il prestigioso riconoscimento “Artistic Archievement Award”. Il convegno si svolgerà a Ithaca (New York) dal 16 al 21 Giugno 2009. La consegna del premio avverrà la sera del 21 giugno.

 
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