
Sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori un testo per la didattica di base in uscita in questi giorni. Si tratta della seconda edizione di “Fondamenti di Chitarra” di Fernando Lepri e Arturo Tallini. Un testo completamente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti rispetto a quello che per quasi venti anni è stato in commercio con successo.
Ci sembra interessante il fatto che questo libro sia stato elaborato da due autori che hanno attraversato, nel corso della loro carriera, tutte le tappe dell’attività didattica: dall’insegnamento privato, alla fondazione e direzione di scuole di musica, all’insegnamento nelle scuole medie ad indirizzo musicale fino ad arrivare nei conservatori statali. Questo lungo percorso è stato accompagnato da sfaccettate carriere artistiche e attività di ricerca musicologica.
Nella prefazione del libro sono illustrati in maniera esauriente i principi guida della didattica dei due autori.
Di seguito alcuni brevi estratti dal testo.
Staff dotGuitar
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PRESENTAZIONE
La prima edizione di Fondamenti di Chitarra, frutto iniziale del nostro lungo rapporto di amicizia e collaborazione, risale alle fine degli anni 80 e ha goduto, fino ad oggi, il favore di tanti colleghi e dei loro allievi.
Perché riproporne una nuova edizione dopo così tanto tempo?
Sicuramente una spinta è stata data dalla necessità di dare al testo una nuova e più moderna veste grafica; infatti, quando fu concepita la prima edizione, l’informatica, soprattutto quella musicale, era pressoché inesistente. Brani ed esercizi furono scritti sui lucidi, con il pennino intinto nell’inchiostro, da un copista che poi aggiungeva le diteggiature con gli “insostituibili” caratteri trasferibili mentre i testi furono dattiloscritti tramite una “evoluta” macchina da scrivere con testina rotante. Il risultato finale, accettabile per quegli anni, ora non è più proponibile.
La motivazione più sentita, però, è stata l’esigenza di inserire quelle aggiunte e apportare quei cambiamenti e miglioramenti maturati sia per mezzo della lunga esperienza didattica acquisita prima con l’insegnamento nelle Scuole ad Indirizzo Musicale e poi nei Conservatori, sia tramite il percorso artistico compiuto in questi venti anni.
L’impianto del libro è rimasto simile a quello originale, che già a suo tempo introduceva novità decisamente interessanti a cominciare dalla musicassetta allegata (la sigla CD allora aveva come unico significato Corpo Diplomatico!) dove erano registrate le parti del maestro dei duetti per consentire agli allievi di esercitarsi: probabilmente il primo minus-one italiano.
Fondamenti di Chitarra si caratterizzava, e si caratterizza, per i seguenti motivi:
• tratta la teoria sempre saldamente unita alla pratica: il ritmo, ad esempio, viene visto come qualcosa da vivere sullo strumento e non come quella bizzarra astrazione che spesso è il solfeggio tradizionale;
• introduce molto presto, e in modo naturale, criteri musicali spesso trascurati nella formazione chitarristica di base come il fraseggio, gli accenti, le articolazioni e le dinamiche;
• evita posizioni rigide da un punto di vista teorico e tecnico-strumentale, rifiutando l’esistenza di un’unica verità che, al contrario, crediamo cambi con l’esperienza di ognuno di noi e che per ognuno di noi cambia nel corso della vita;
• forma fin dalle prime lezioni un repertorio elementare ma gratificante per l’allievo: ad esempio, piccoli brani composti utilizzando le sole corde libere (vedi e ascolta gli estratti 1 e 2), vengono arricchiti da accompagnamenti eseguiti dall’l’insegnante che riempiono l’inevitabile vuoto musicale, un po’ come avviene con il glorioso Beyer per i pianisti;
• abitua in poco tempo gli allievi a far musica di “insieme”, pratica insostituibile per la formazione dell’orecchio e del senso di sé all’interno di un gruppo.

Sarà anche richiesto all’allievo di comporre lui stesso completando, improvvisando, costruendo dal niente piccoli frammenti musicali. Siamo infatti certi che, a prescindere dalla qualità, la capacità di esprimersi con i suoni sia alla portata di tutti e il processo creativo sia indispensabile a creare un rapporto intimo tra l’episodio musicale e l’esecutore stesso. A questo proposito, le improvvisazioni che troverete qua e là nel libro sotto la denominazione di “Impro” (vedi e ascolta l’estratto 3), non devono essere trattate in senso jazzistico, ma devono essere intese come creazioni estemporanee, libere e concertate come gioco con i suoni: il suono diviene per l’allievo punto di partenza per esplorare, senza prevenzioni, e senza necessariamente dover fare qualcosa di bello.
Questo tipo di esperienza potrà essere uno stimolo importante anche per l'insegnante che a sua volta si troverà a puntare sulla possibilità dell'allievo di fare emergere, attraverso il gioco, le proprie idee musicali.
Particolare importanza rivestono anche rumori e percussioni che sono stati inseriti in alcuni brani sempre con un significato compositivo e mai come puro effetto di colore (vedi estratto 4): è importante, quindi, che l'allievo si eserciti a cercare il suono e non semplicemente a percuotere istintivamente la cassa o le corde della chitarra.
Un’altra particolarità del nuovo Fondamenti di Chitarra è l’introduzione di semplici, ma efficaci e motivanti esercizi tecnici (vedi estratti 5-6). Riteniamo, infatti, che troppo spesso le pubblicazioni sulla didattica chitarristica di base, a differenza di quelle degli altri strumenti, siano tese principalmente alla immediata gratificazione e trascurino quella parte di preparazione indispensabile per un corretto sviluppo tecnico oltre che musicale. Ovviamente sarà il docente a modulare questi esercizi a seconda delle attitudini e delle motivazioni dei propri alunni.
Ultima annotazione: gli accompagnamenti opzionali, che per brevità abbiamo inserito in diversi brani in forma di sigla, sono solo armonie di base: l’insegnante, volendo, potrà arricchirli con rivolti e movimenti del basso per renderli più interessanti.
Guida all’utilizzo del Cd
Il Cd allegato è un utile sussidio didattico: contiene tutte le composizioni, in prevalenza duetti, in cui è previsto l’accompagnamento dell’insegnante. Di ogni brano, oltre all’esecuzione completa, è inciso anche il solo accompagnamento per dare la possibilità all’allievo di suonare con la base quando non può contare sulla presenza del docente.
I brani incisi sono evidenziati dall’icona del Cd e dalle indicazione delle tracce poste accanto ai titoli: il primo numero si riferisce alla traccia contente l’esecuzione completa mentre il secondo all’esecuzione del solo accompagnamento. Quest’ultima è preceduta sempre da una battuta intera di click metronomici che serviranno all’allievo per prendere il tempo e attaccare al momento giusto. Alcuni casi particolari saranno segnalati di volta in volta.
Prima di iniziare a suonare è importante accordarsi con il La a 440 Hz usando un diapason o il La registrato sulla traccia n.49, l’ultima del Cd.
Tutti i brani sono stati incisi al tempo pensato dal compositore, spesso abbastanza sostenuto: consigliamo quindi di utilizzare la base solo quando si sarà raggiunta la dovuta sicurezza attraverso uno studio lento e accurato.
Oltre ai duetti, vista la novità dell’argomento, abbiamo inciso anche alcune improvvisazioni esclusivamente a titolo esemplificativo.
Non ci resta che augurarvi buon lavoro.
Gli autori


