
Quattro master di tre giorni con insegnanti del calibro di Carlos Bonell e Carlo Domeniconi, e poi Pablo de la Cruz e Francesco Taranto, si sono svolte nel piccolo ma accogliente “Teatro della Forma” a Roma, i cui spazi sono stati invasi da venticinque corsisti esuberanti. Studenti, diplomandi e diplomati venuti da tutta Italia pronti ad assorbire quanto più possibile dai consigli dei docenti e dal confronto delle proprie idee.
Sabato 15 ci si è spostati al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, sempre a Roma, dove, dopo le lezioni mattutine e l’intervista al M° Domeniconi con lo staff di dotGuitar, nel pomeriggio ci aspettava un seminario-lezione di Carlo Domeniconi sulla sua musica, libero ed aperto a tutti, che ha richiamato un pubblico da concerto.

Alcuni degli iscritti, selezionati precedentemente dal M° Francesco Taranto, artefice ed ideatore di questa manifestazione, hanno suonato le opere più rappresentative di Carlo Domeniconi, ascoltando direttamente dal compositore le indicazioni stilistiche e tecniche che caratterizzano la sua musica, dando così vita ad un importante approfondimento interpretativo. Molti i brani analizzati e presentati nel pomeriggio, tra i quali Don Quijote-Suite, Variazioni su un tema di Anatolia, Kojunbaba, Vidala, Preludi, Long Island Suite; si sono così alternati alla chitarra Carlo Curatolo, La Tipa, Mario Calì, Salvatore Rotunno, Fabrizio Graceffa, Aldo Colecchia, Marco Mazzi e l'Alvaréz Guitar Quartet.

Alle 20,00 il concerto ad ingresso gratuito, registrato da Radio Vaticana, ha visto esibirsi valenti musicisti in un fantasmagorico percorso musicale fatto di ricercate composizioni sia dal carattere antico che... futurista, come l’insolito “96hp” vincitore del I Concorso di Composizione “Francesco Jalenti”, indetto dal Conservatorio di Terni.
Prettamente basato su effetti sonori e percussivi, ad imitazione di un ideale viaggio in moto, come ha simpaticamente descritto il compositore Paolo Saltalippi che lo ha eseguito insieme agli altri componenti dell’Alvaréz Guitar Quartet, Stefano Falleri, Sandro Lazzeri e Alessandro Zucchetti, questo brano ha decisamente suscitato curiosità nei presenti.
